Casa è dove si trova il cuore (e dove trovi protezione, e dove puoi far dormire i tuoi figli all’asciutto, al sicuro)

Non siamo un associazione da frasi fatte tuttavia, negli anni, abbiamo scelto ogni anno un aforisma denso di significato ci ha accompagnasse. Uno di questi è stato: “casa è dove si trova il cuore”.
Mai come nel mese di Novembre 2023, durante Mission Kenya 12, ci siamo resi conto che una frase del genere (bellissima, su questo non si discute) possiamo permettercela solo noi, noi che un tetto sulla testa lo abbiamo.
Per Mbeye, Esther o John, loro come tanti altri, la casa non è dove si trova il cuore, la casa è dove trovi protezione, è dove puoi far dormire i tuoi figli all’asciutto, al sicuro. E in questi tempi, di così grande instabilità climatica, avere una casa che non si “sciolga” sotto il peso della pioggia o che non si sgretoli sotto il sole cocente, diventa fondamentale.
Nei Paesi che conosciamo, Mali, Kenya, Tanzania, sono tanti i problemi che non permettono a una famiglia di avere una casa sicura: ci vengono in mente gli abitanti di Torolo,nel comune di Kassaro in Mali, con le capanne devastate da una stagione delle pioggie violenta e davastante , senza precedenti, ci sono i grandi periodi di siccità, come quello avvenuto un paio di anni fa, che ha provocato la morte di migliaia di capi di bestiame, unico sostentamento per le famiglie samburu e turkana dei villaggi di Simalè, Parkati e Tuum in Keya. E se non bastano gli sconvolgimenti climatici c’è la vita, quella di tutti i giorni: il comprare cibo, il curarsi, far studiare i propri figli.
Emergenza Climatica in Mali
Emergenza Climatica in Kenya
Obiettivo: unità abitative sicure.
Quello che ci prefiggiamo per il 2024 è di costruire delle unità abitative sicure. Il budget è in evoluzione: più raccoglieremo più saremo in grado di aiutare.
Ad ora abbiamo evidenziato 3 famiglie particolarmente bisogne, sono famiglie numerose e con bambini piccoli nel proprio nucleo familiare. Sono molto integrate nel tessuto sociale e siamo certi che apportare aiuto avrà un effetto positivo anche su altre persone. Tutte le famiglie si trovano nella contea Samburu, in Kenya, nella cittadina di Maralal. Le case non saranno tutte uguali, perché le stesse famiglie non lo sono, ognuna di loro ha caratteristiche diverse.
Casa di John
Casa di Mbeye
Casa di Esther
Se andate a casa di John, troverete una accoglienza fuori dal comune, un sorriso che si allarga e occhi preoccupati per il futuro. Vi darà la sua sedia migliore e, dall’interno della capanna, tirerà fuori un divanetto per darvi il posto più comodo nel suo cortile. Voi , però , non arrivate a mani vuote, portate un po’ di zucchero, sale e olio.
Da Mbeye la raccolta dell’acqua viene fatta tramite bottiglioni dell’acqua collegati a una grondaia. La sua casa sorge a metà collina, ha fatto grande sforzi per cercare di renderla un pòpiù sicura, con delle pietre ma ogni volta che piove il fango che scende rischia di spostare un po’ più in la’ la casa. Alla casa di Esther manca un po’ tutto: un tetto, le pareti. Per cucinare o scaldarsi la casa si riempie di fumo e diventa invivibile.
Fino a non molto tempo fa pensavamo che la prima causa di impoverimento in Africa fosse la malattia, ora ci aggiungiamo le tasse scolastiche per i propri figli. In una realtà economica così povera, la casa sicura scende di diverse posizioni nella scala delle priorità: prima ci sono cibo, scuola e salute.
Partner Locali
- Find the Cure Kenya
- Comune di Kassaro Mali
- Missionaries of Compassion Tanzania
Interventi
- Messa in sicurezza di unità abitative
- Ristrutturazione di edifici già esistenti
- Costruzione ex novo dove necessario
Questo progetto è sostenuto dal progetto I Run for Find The Cure
Ci prendiamo tutto il 2024 per raccogliere i fondi necessari e, nel 2025, cominceremo i lavori.
A voi cosa chiediamo? Di correre portando un messaggio solidale, di organizzare gare e sostenere sempre il progetto I run for Find the Cure che, nel 2024, si lancia in questa grande sfida.
Vi augurarvi un 2024 ricco di gare, meglio se solidali, meglio se appartenenti al nostro Corto Circuito Solidale.

Tra il mese di Luglio e Agosto 2022, piogge assolutamente anomale hanno martoriato da più parti il Comune di Kassaro. Da sempre la stagione delle piogge provoca disagi: strade sterrate non più percorribili, ponti allagati, villaggi isolati ma, mai come quest’anno, si sono visti tanti danni.
A farne le spese maggiori sicuramente il villaggio di Torolo, in parte distrutto dall’esondazione del rio vicino al quale sorge. Lo abbiamo sostenuto con una campagna dedicata nell’agosto 2022. Ma nel vicino villaggio di Kodjlan la scuola, a cui affluiscono circa 300 studenti provenienti dal villaggio stesso e dalle frazioni adiacenti, è ad oggi completamente distrutta dalla pioggia.
Su richiesta del sindaco di Kassaro, Find The Cure partecipa alla ricostruzione di tre classi della scuola con un sostegno di circa 31.000€ che permetteranno la costruzioni di aule da circa 20 m² e l’acquisto dell’arredamento scolastico (supportato da I Run for Find The Cure).
L'alluvione nel comune di Kassaro
Come aiutare
Tutte le donazioni sono fiscalmente deducibili.
Dona con Carta di Credito
Dona con Bonifico Bancario
Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT
Donazioni dall’Italia:
IBAN:
IT19I0501801400000011233798
Donazioni dall’estero:
BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX
Co-partecipazione alla costruzione di un ostello maschile nel villaggio di Milola
Il progetto prevede la costruzione di un ostello maschile per 125 studenti per la Fr. Jose Kaimlett Memorial Secondary School a Milola, distretto di Kilombero, Morogoro, Tanzania.

La Secondary School è pressoché terminata ed è pronta ad accogliere gli studenti e le studentesse a partire dal 2022. Find The Cure ha contribuito alla costruzione di tale scuola donando 50.000 euro (progetto biennio 2020-2021). Ora, le Seva Missionary Sister of Mary stanno costruendo l’ostello femminile, mentre i Missionari della Compassione vorrebbero costruire l’ostello maschile.
La necessità di costruire un ostello è fondamentaale in questo contesto, in quanto la scuola secondaria privata più vicina si trova a 25km di distanza, a Ifakara, e ha un numero limitato di ammissioni, per cui molti studenti hanno mostrato interesse nel voler frequentare la nuova scuola di Milola. In assenza di un ostello gli studenti dovrebbero affittare stanze/case private nel villaggio, cosa che porterebbe al rischio di cadere in attività antisociali, di trascurare aspetti importanti come alimentazione e cure igieniche, rischiando di ottenere scarsi risultati scolastici. Attraverso un ostello, i Missionari sarebbero in grado di garantire sicurezza, disciplina e di essere una guida adeguata per gli studenti.
Come aiutare
Costo totale del progetto: 96.032,08 euro di cui 34.145,29 euro contributo dei Missionari della Compassione e 1.886,79 euro contributo della popolazione locale. La costruzione dell’ostello avverrà in 6 mesi dopo la ricezione dei fondi.
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Sostegno alla Nursery di Parkati
Parkati si trova in Samburu County a 26 Km da Tuum in una zona molto arida, che riceve meno di 300-450 mm di pioggia all’anno. E’ una comunità Turkana di circa 1000 persone che conosciamo sin dalle prime missioni in Samburu.
La struttura della nursery è stata recentemente costruita ed è molto ben tenuta e pulita. Ci sono 2 classi ed è frequentata da circa 100 bambini all’anno. C’è anche un parco giochi!
Dal 2016 le sister di Tuum gestiscono la nursery provvedendo al pagamento degli insegnanti, del materiale scolastico e del cibo. Parkati è una comunità molto povera e con la gestione della nursery ci si prende carico di tutta la comunità.
Dal 2020 FTC sosterrà la fornitura di cibo per la nursery per tutto l’anno scolastico.
Puoi sostenere questo progetto su You Find The Cure!
I Regali Solidali sono Progetti sono scelti dalla Carta dei Propositi di Find The Cure per l’anno in corso. Per ciascuno sono possibili diversi tagli di donazione, a partire da sette euro. Le donazioni vengono usate al 100% per il progetto scelto e comprendono giornate alimentari, stipendi per insegnanti e kit scolastici.
Li abbiamo chiamati Regali perchè, compilando una cartolina che riceverai una volta completata la donazione, possono essere donati anche a una persona cara. Ma soprattutto perchè si tratta di piccoli pensieri che portano grandi differenze nei paesi sostenuti dai Progetti Find The Cure!
Una shamba per lo sherp
Shamba in lingua Swaili significa Fattoria
Denominato “A farmer for disability”, il progetto vuole fornire allo S.H.E.R.P. gli strumenti per una maggior autosufficienza attraverso la creazione di campi da coltivazione per la verdura.
Ormai da anni nei programmi di sostegno Find The Cure, lo S.H.E.R.P è un centro che si trova nella cittadina di Maralal, che accoglie circa 130 ragazzi, abbandonati dalle proprie famiglie poiché affetti da differenti disabilità. E’ il primo posto che ha accolto FTC quando siamo approdati in Kenya.
La Shamba

Attualmente l’orto è già attivo e ricopre l’intero fabbisogno di verdura dello S.H.E.R.P, viene curato da Loomwa, ragazzo turkana che Find the Cure ha incontrato sulla propria strada circa due anni fa. L’obiettivo è aumentare l’autosufficienza dello S.H.E.R.P. ampliando l’orto delle verdure, realizzando un pollaio per la produzione di uova e un forno per la produzione del pane. Un circolo virtuoso di auto mantenimento da parte del centro ci permetterà di meglio investire i fondi fino ad oggi investiti principalmente nell’aquisto di cibo.
Grazie a una donazione nel 2018 dell’Associazione “Il Cuore di Lucia” abbiamo potuto scavare un pozzo che garantisce acqua pulita tutto l’anno, costruire un magazzino per le provviste, allestire un negozio per la vendita diretta dei prodotti eccedenti ai locals e adibire un chiosco alla distribuzione dell’acqua. Questa donazione ci ha dato la possibilità di dare inizio al progetto, che ha però bisogno di continuo sostegno, soprattutto in questi primi mesi iniziali (2019) e durante tutto il periodo di siccità.
La vendita, unita al risparmio guadagnato grazie alla produzione locale, permette e permetterà maggiormente al centro di provvedere alle bollette dell’energia, lasciando al contempo una disponibilità economica utile per l’acquisto del cibo necessario non prodotto in autonomia o l’aumento di servizi del centro come medicine o personale infermieristico.


L’enorme impegno di Loomwa ha permesso alla piccola Shamba di crescere, dando al progetto questa svolta decisiva. Ad ora sono infatti 5 le persone che percepiscono un salario lavorando per la Shamba: Loomwa, gestore, e Joseph – entrambi contadini – insieme a Sandra, Hellen e Dicky (uno dei ragazzi più grandi dello Sherp) che si occupano del negozio e del chiosco dell’acqua.
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Un ponte per Kassaro
La casa di passaggio, ovvero la struttura che è il “quartier generale” di Find the Cure in Mali ma anche di altre associazioni e volontari che operano nel comune di Kassaro, sorge in una conca. Dalla 2012 ad ora, le piogge torrenziali che si sviluppano all’incirca da fine giugno a Settembre, hanno provocato dei veri e propri canyon, che ovviamente si riempiono di acqua e non permettono l’accesso alla casa, che per molto tempo rimane isolata.
Pur essendo un progetto che si discosta da quelli che siamo soliti finanziare, per chi di noi è stato a Kassaro è piuttosto evidente, come il territorio si sia modificato in maniera importante, creando delle vere voragini che, in una stagione calda possono dirci poco, ma che al primo acquazzone creano dei veri corsi di acqua che isolano la casa di passaggio, l’asilo, il magazzino collettivo e tutta quella parte di popolazione che vive nella zona limitrofa alla casa di passaggio.
Purtroppo, anche terminate le pioggie, ci vuole parecchio tempo prima che l’acqua defluisca.
Fondi destinati al progetto: di 1 milione di cfa corrispondenti a 1530 euro. Find The Cure sostiene questo la costruzione del ponte attraverso l’acquisto del cemento, tutta la manodopera per la realizzazione del ponte verrà effettuata dall’Adik, l’associazione di volontariato locale.
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I run for Find The Cure è un progetto sportivo solidale nato a supporto di Find the Cure, e raggruppa trasversalmente atleti di tutti i calibri, età e locazione geografica con l’idea di correre per una motivazione in modo da lasciare una traccia umanitaria e non solo atletica.
Non importa che sia il più forte o il più veloce, I run for Find The Cure vuole il più sorridente, il più generoso, il più solidale, il più coraggioso, quello disposto a prendersi l’impegno di vestire una maglietta carica di valori e correre per strade e sentieri, facendosi portavoce di un forte messaggio di sport e solidarietà.
Il calendario gare unisce eventi ormai affermati ad eventi nascenti, gare di trail a gare su strada, oltre ad eventi made in I run for Find The Cure. Ogni gara aderente contribuisce direttamente e concretamente al progetto umanitario scelto per l’anno in corso e, di conseguenza, ogni atleta che decide di prendervi parte contribuisce alla sua realizzazione.
Per partecipare come atleti occorre iscriversi al team attraverso una donazione che permette di ricevere il pacco atleta I Run for FTC da indossare durante le gare per essere testimone contagioso del nostro messaggio solidale. Si entrerò così a far parte della classifica più solidale del pianeta che dura tutto l’anno fino a premiare i più solidali.

Dal 2012, grazie alle iniziative I run for Find The Cure e grazie ai tanti atleti e alle gare sostenitrici sono stati realizzati diversi progetti:
- nel 2017 costruzione della Maternità di Nafadji Coura in Mali
- nel 2016 supportato per un anno l’Ostello di SHERP (Samburu Handicapped and Rehabilitation Program) in Maralal (Kenya) che accoglie e accudisce 125 bambini di tutto il Samburu County con disabilità gravi
- nel 2015 costruzione di un ostello per le bambine della scuola elementare di Msolwa Ujamaa in Tanzania
- nel 2014 costruzione di una scuola elementare nel villaggio di Msolwa Ujamaa
- nel 2013 costruzione di 2 pozzi in aree rurali del Mali
- nel 2012 costruzione della scuola elementare di Needlor, in India
Finalità del progetto
- Creare un fondo speciale dove verranno convogliati tutti i fondi raccolti con le diverse iniziative e dedicarli a un progetto umanitario scelto di anno in anno.
- Creare un team sempre più numeroso che possa partecipare a gare famose e meno famose, nazionali e internazionali, vestendo la maglia appositamente disegnata per questo progetto
- Creare gare targate I run for Find The Cure dedicate interamente allo spirito di solidarietà, ma con un livello atletico podistico altamente professionale.
- Creare collaborazioni con gare famose per la loro bellezza e il loro spirito e parteciparvi sia come atleti, sia come progetto.
- Crescere costantemente sulle proposte degli atleti stessi. Ogni atleta è parte pulsante del progetto, le iniziative e le attività sono illimitate.
Missioni nei paesi dei progetti
ABBIAMO TRASPORTATO:
- Materiale sanitario
- TAC
- Materiale scolastico
- Vestiti per bambini
- Materiale ludico per i ragazzi
- Materiale sportivo per i ragazzi (palloni da calcio, da pallavolo, rete da pallavolo, divise da calcio)
DESTINAZIONE: MSOLWA UJAAMA
Si trova nel distretto di Kilombero, regione di Morogoro, Tanzania del Sud. Conta quasi diecimila abitanti, sparsi su un territorio piuttosto ampio, una costellazione di piccole case nascoste tra gli enormi alberi della foresta africana. La lingua ufficiale e il kiswahili, i più giovani parlano un po’ di inglese.
Chi vive a Msolwa per lo più lavora per la multinazionale sudafricana proprietaria delle coltivazioni di canna da zucchero, qualcuno si dedica al commercio, qualcuno all’agricoltura.
Durante il periodo delle piogge la natura rivela tutta la sua durezza: le strade di terra battuta diventano una melma difficilmente percorribile, il rischio della malaria aumenta vertiginosamente e anche le vie di comunicazioni principali vengono messe a rischio.
I bambini sono tantissimi, gli anziani pochi. La mortalità infantile è abbastanza alta, soprattutto nei primi cinque anni di vita.
Le condizioni igieniche nel villaggio sono piuttosto precarie, aids e malaria sono presenze costanti.
GRAZIE DAVVERO DI CUORE A QUANTI HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DEL SECONDO CONTAINER DI FTC!






E anche:
- Il nuovo Centro Diagnostico Andorese del dott. Gianluca Pannunzio che ha gentilmente donato la Tac
- Le squadre sportive che hanno donato divise da calcio, da pallavolo, palloni e le reti da pallavolo: Juventus Club Asti e Albissola Calcio
- Annamaria Rossello e Don Pinetto che hanno donato 2 campane per la parrocchia di Msolwa Ujamaa
- I nostri volontari che hanno raccolto, catalogato, inscatolato, assemblato, caricato il container
Le ragioni di un Container
Come associazione siamo stati sempre molto restii a organizzare container… il motivo? Tra costi per l’acquisto, spedizione, burocrazia, tempo e sudore, il valore della spedizione e quindi del materiale all’interno del container deve compensare tutto il lavoro che c’è dietro la preparazione.
Nella storia di Find the Cure, ne abbiamo organizzato solamente uno per l’iniziativa Find the Bike. Il container era pieno di bici, ma siccome non ci piacciono gli spazi vuoti abbiamo aggiunto materiale da costruzione e tante macchine da cucire per una scuola. Era il 2010… ci abbiamo messo 4 anni per deciderci a organizzarne un altro!
Tutto ha inizio il 28 Agosto 2013, quando i nostri amici Missionaries of Compassion pongono la prima pietra per quello che diventerà l’Ospedale Good Samaritan di Msolwa Ujamaa, Tanzania, un progetto grande, ambizioso, molto più grande delle nostre forze. Ma dire di no a padre Manoj e padre Jose è cosa molto difficile, per cui abbiamo comunque deciso di sposare il progetto del Good Samaritan, organizzando un container che contenesse principalmente materiale sanitario.
Complici dell’operazione, gli amici Nicola e Claudia, fondatori di una associazione a noi molto cara I RUN TO YOU e Ivan. Insieme si sono occupati di recuperare il materiale dismesso dall’Ospedale San Giovanni di Bellinzona: Ivan ha recuperato il materiale presso gli enti, mentre Nicola e Claudia hanno provveduto al furgone gentilmente messo a disposizione da Carola e Vittorio Mazzetta della ditta OMV SA di Locarno.
Il container è stato caricato al porto di Genova sulla Jolly Perla della compagnia marittima Messina, partenza prevista giorno 26 Ottobre, direzione porto di Dar es Saalam, dove dovrebbe arrivare verso metà Gennaio.
Dopodichè una ben nota lungaggine burocratica attenderà padre Manoj, per fare in modo che il container possa arrivare quanto prima nel villaggio di Msolwa Ujamaa.
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