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Kangaroo Mother Care – Maternità di Maralal

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Localizzazione

Il Samburu County è una contea situata nel nord del Kenya, in una zona prevalentemente arida e semi-arida della Rift Valley settentrionale. È una delle aree più autentiche e meno urbanizzate del Paese. La popolazione è composta principalmente dal popolo Samburu, un gruppo etnico nilotico imparentato con i Maasai.

La cittadina di Maralal è il capoluogo del Samburu County e qui si trova il Samburu County Referral Hospital, ospedale principale della contea e struttura di riferimento sanitaria pubblica a Maralal.

Il Progetto

Il progetto della Kangaroo Room verrà realizzato all’interno della maternità di Maralal, precisamente nell’area di unità intensiva neonatale. L’idea è quella di allestire stanze già presenti per poter praticare la Kangaroo Mother Care. 

Le linee guida del Kenya chiedono che, in una Newborn unit come quella dell’ospedale di Maralal, di  livello 5,  vi siano almeno 20 posti per la pratica della KMC, ma nella realtà della neonatologia di Maralal questo non è possibile, perché si toglierebbero troppi posti letto di unità intensiva.

La KMC avverrà in tre stanze, per un totale di 10 posti letto:

  • Prima stanza: 7 letti
  • Seconda stanza: 2 letti
  • Terza stanza: 1 letto

La pratica del Kangaroo Mother Care

In Kenya, la Kangaroo Mother Care è una pratica di cura dei neonati prematuri o di basso peso alla nascita che sta guadagnando sempre più attenzione come intervento salvavita e a basso costo nel sistema sanitario nazionale.

La pratica si ispira ai marsupi dei canguri: il neonato rimane molto vicino al corpo della madre per ore al giorno, ricevendo calore naturale e stimoli di legame affettivo.

Aspetti chiave delle KMC:

  • Contatto pelle a pelle: i neonati indossano solo un pannolino e un cappellino, appoggiandosi direttamente sul petto nudo del genitore per stare al caldo.
  • Migliora i tassi di sopravvivenza, favorisce un aumento di peso più rapido, favorisce lo sviluppo cerebrale, riduce le infezioni e aumenta i tassi di allattamento al seno
  • Aiuta il bambino a regolare temperatura, respirazione e stimolazione neurologica.
  • Cure di transizione: consentono il passaggio dalle incubatrici alla terapia intensiva, o parallelamente ad essa, spesso consentendo di monitorare i neonati mentre sono in braccio ai genitori.

Nascere prematuri in Kenya

In Kenya, la prevalenza dei nati prematuri si aggira tra il ~12% e il ~18% di tutte le nascite a livello nazionale, che significa decine di migliaia di bambini ogni anno.

Ciò può tradursi in circa 134.000–193.000 pretermine all’anno, secondo diverse stime ufficiali e ospedaliere.  La mortalità neonatale (primi 28 giorni di vita) in Kenya è alta: circa 21 decessi ogni 1.000 nati vivi. 

Le complicazioni della prematurità rappresentano una delle principali cause di morte neonatale e contribuiscono costantemente ad una parte significativa delle morti di bambini sotto i cinque anni. 

I principali fattori associati alle nascite premature includono:

  • Gravidanza adolescenziale e età materna molto giovane;
  • Pregressi parti pretermine o gravidanza multipla;
  • cassetta di primo soccorso
  • Complicazioni ostetriche come ipertensione, infezioni, rottura precoce delle membrane;
  • Presenza di condizioni materne non diagnosticate o non gestite durante la gravidanza.

Tra gli interventi  adottati dal governo del Kenya, la realizzazione di linee guida per la cura del neonato, programmi di sensibilizzazione e rafforzamento dell’assistenza prenatale per ridurre i rischi di prematurità , utilizzo di corticosteroidi prenatali per le madri a rischio e Kangaroo Mother Care per migliorare la sopravvivenza.

La Kangaroo Room sarà dedicata alla memoria di Loredana Trinchieri

Questo progetto è sostenuto dagli amici e dai familiari di Loredana, scomparsa nell’agosto 2025, che hanno raccolto i fondi per realizzarlo in sua memoria, scegliendo di sostenere un’iniziativa profondamente in linea con i valori che hanno guidato la sua vita.

Chi ha avuto il privilegio di conoscerla la ricorda, innanzitutto, per l’attenzione verso gli altri: nel lavoro sociale, nel volontariato, nelle battaglie civiche. Non cercava visibilità ma spazi in cui fosse possibile fare qualcosa di concreto per chi era in difficoltà e per il bene comune.

La sua formazione e la sua professione di assistente sociale non erano solo un mestiere: erano il modo in cui interpretava il mondo. Credeva nella solidarietà come pratica quotidiana, fatta di ascolto, pazienza e responsabilità.

Cosa serve:

Le stanze sono progettate per essere confortevoli e consentire ai genitori di sedersi o sdraiarsi per periodi prolungati (idealmente più di 20 ore al giorno). | La Kangaroo Mother Care non necessita di personale aggiuntivo ma è necessario che quello presente segua corsi di aggiornamento e formazione e per questo motivo sono previsti alcuni momenti di formazione per il personale, da eseguire in loco e in altri centri della contea, con rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.

  • 🧼 3 lavandini con installazione
  • 🪑 4 sedie per pratica Kangaroo (in alternativa al letto)
  • 💡 Lampade riscaldanti per temperatura 25–28°C
  • 🪟 Copertura delle finestre
  • 🧴 Dispenser con sapone e carta (uno per stanza)
  • 🥛 Coppette graduate per latte spremuto
  • 🍼 Sacchetti per conservare il latte
  • 🌡️ 3 termometri a parete (uno per stanza)
  • 👶 Termometro per bambino
  • 🕒 3 orologi a muro (uno per stanza)
  • 🎒 Materiale per marsupi e divise per le mamme
  • 🚪 Sostituzione porta stanza a 7 letti (per dispersione calore)

Walking Again Project (EN)

Country
Africa, Kenya
Year(s)
2026
Type
Health
Status
Active

All our projects completed to date, as well as those currently in progress, have been made possible thanks to funds from individual private donations and through the many initiatives that Find The Cure has promoted over the years and continues to promote.

Five years of collaboration between Find The Cure and IGOT/UCSF to strengthen reconstructive surgery, train specialists, and provide prosthetic limbs to those facing amputation.

A Collaboration to Save Limbs

Over the past five years, Find The Cure has collaborated with IGOT (Institute for Global Orthopaedics and Traumatology), a non-profit initiative of the Department of Orthopaedic Surgery at the University of California, San Francisco (UCSF).

Objective:
To strengthen reconstructive surgical capacity in resource-limited settings (Kenya) through SMART – Surgical Management and Reconstructive Training courses.

Context and Impact

Among the beneficiaries, the Samburu County Referral Hospital has significantly improved the quality of reconstructive surgical care for the community, moving from amputation as the only option to limb salvage procedures.

Approach

  • Hands-on training and clinical mentoring
  • Standardization of reconstructive surgery protocols
  • Access to free orthopedic implants

When Amputation Is Inevitable

Despite this major effort—enhancing surgical skills and establishing a system for free orthopedic implants—a percentage of patients still face inevitable amputation. The most common causes include severe trauma from high-energy gunshot wounds or chronic osteomyelitis, often due to long delays in accessing appropriate care.

One Key Data

A study supported by IGOT at the Muhimbili Orthopaedic Institute in Dar Es Salaam estimates that about 11% of patients with severe limb injuries undergo amputation – roughly 1 in 10.

Barriers to Access

  • Cost of prostheses: the main obstacle
  • Lack of government support for patients

The consequences of this lack of access are profound. Many patients, despite remarkable resilience, are forced to accept their disability and reinvent their daily lives without a limb. The loss of autonomy often leaves them completely dependent on family support and excluded from even basic work activities, with a serious economic and psychological impact.

“An artificial limb represents a turning point in the life of an amputee.”

One of the objectives of the study was to assess the quality of life of amputees after receiving a prosthesis, and the results clearly showed how transformative this can be: a prosthesis restores independence, confidence, and the possibility to return to work and to a full life.

Walking Again Project

As part of our commitment to high-quality reconstructive surgery, we have chosen to extend our work to include amputees, often forgotten by healthcare systems. We want to ensure that, when amputation is unavoidable, every patient can count on a real opportunity to receive a prosthetic limb.

For those facing such a difficult operation, knowing from the beginning that they will be able to regain mobility and independence changes everything – allowing them to see amputation not as an end, but as the beginning of a new possible life.

Objectives:

  • Raise public awareness about the issue of amputations
  • Create a dedicated fund to provide customized prosthetic limbs for those who cannot afford them
  • Ensure that every patient is offered the concrete prospect of a prosthesis from the start of their surgical journey

How to Help

With access to a proper prosthesis, even an amputation can become the start of a new life.

Transtibial prosthesis:
700 euros

Transfemoral prosthesis:
1,000 euros

Awaiting Support / In attesa di supporto

Eruan Lokitari
Transfemoral Prostheses

Joseph Lenanyokie
24 years old
Transtibial Prosthesis

Peter Lokope
17 years old
Transfemoral Prosthesis

Donations from Italy

IBAN:
IT19I0501801400000011233798

Donations from Abroad

BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX

Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT

Thank you to everyone who supports us in sustaining orthopedic care and rehabilitation programs for the people of Samburu County.

Funded Cases / Pazienti supportati

👤 Roser Chepkoech Boiwo • ✓ Transfemoral Prostheses

📅 71 anni • 📍 Lesidai • Caso sostenuto da ❤️ Dr. L. Spreafico

👤 Loisherua Letipila • ✓ Transtibial Prosthesis

📅 16 anni • 📍 South Horr • Caso sostenuto da ❤️ PG Asti

Partner

Institute for Global Orthopaedics & Traumatology (IGOT)
Healing Bones, Mending Lives. Empowering through Education.

Referenti

Daniele Sciuto

Daniele Sciuto, MD, MPH
Samburu County Referral Hospital · Find The Cure

David Shearer

David Shearer, MD, MPH
University of California, San Francisco (UCSF) · IGOT – Institute for Global Orthopaedics and Traumatology

Walking Again Project

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Cinque anni di collaborazione tra Find The Cure e IGOT/UCSF per rafforzare la chirurgia ricostruttiva, formare specialisti e garantire protesi a chi affronta l’amputazione.

Una collaborazione per salvare gli arti

Negli ultimi cinque anni Find The Cure ha collaborato con IGOT (Institute for Global Orthopaedic and Traumatology), iniziativa no-profit del Dipartimento di Ortopedia dell’Università della California, San Francisco (UCSF).

L’obiettivo: rafforzare la capacità della chirurgia ricostruttiva in contesti a risorse limitate (Kenya) attraverso i corsi SMART – Surgical Management and Reconstructive Training.

Contesto e impatto

Tra i beneficiari, il Samburu County Referral Hospital ha notevolmente migliorato la qualità dell’assistenza chirurgica ricostruttiva per la comunità, passando da amputazione come unica opzioni al salvataggio d’arto.

Approccio

  • Formazione sul campo e mentoring clinico
  • Standardizzazione dei protocolli ricostruttivi
  • Accesso a impianti ortopedici gratuiti

Quando l’amputazione è inevitabile

Nonostante questo grande impegno, potenziando le competenze chirurgiche e a creando un sistema di impianti ortopedici gratuiti, una  percentuale di pazienti è stata costretta inevitabilmente all’amputazione. Tra le cause più comuni, i traumi gravi per ferite d’arma da fuoco ad alta energia o gravi osteomieliti croniche, dovute a ritardi prolungati nel cercare cure adeguate.

Il dato chiave

Uno studio sostenuto da IGOT presso il Muhimbili Orthopaedic Institute di Dar Es Salaam stima che circa l’11% dei pazienti con gravi lesioni agli arti vada incontro ad amputazione: 1 su 10.

Barriere all’accesso

  • Costo delle protesi: principale ostacolo
  • Assenza di aiuti governativi per i pazienti

Le conseguenze di questa mancanza di accesso sono profonde. Molti pazienti, pur mostrando una straordinaria resilienza, sono costretti ad accettare la propria disabilità e a reinventare la propria vita quotidiana senza un arto. La perdita di autonomia li rende spesso totalmente dipendenti dal sostegno familiare e li esclude dalle attività lavorative più semplici, con un forte impatto economico e psicologico.

“Un arto artificiale rappresenta un punto di svolta nella vita di un amputato.”

Uno degli obiettivi dello studio inoltre era anche di valutare la qualità della vita di un amputato dopo aver ricevuto una protesi e i risultati hanno mostrato chiaramente quanto questo possa cambiare la loro esistenza: una protesi restituisce indipendenza, fiducia e la possibilità di tornare a lavorare e a vivere pienamente.

Walking Again Project

Nel percorso verso una ricostruzione chirurgica di qualità, abbiamo scelto di estendere il nostro impegno anche agli amputati, spesso dimenticati dai sistemi sanitari. Vogliamo garantire che, quando l’amputazione è inevitabile, ogni paziente possa contare sulla possibilità reale di ricevere una protesi.

Per chi affronta un intervento così difficile, sapere fin dall’inizio che potrà riacquistare autonomia e mobilità significa affrontare l’amputazione con una prospettiva completamente diversa: non come una fine, ma come l’inizio di una nuova vita possibile.

Obiettivi:

  • Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle amputazioni
  • Creare un fondo dedicato per fornire protesi personalizzate a chi non può permettersele
  • Garantire a ogni paziente la prospettiva concreta di una protesi fin dall’inizio del percorso chirurgico

Come aiutare

Con le disponibilità della protesi, anche un’amputazione può diventare l’inizio di una nuova vita.

Awaiting Support / In attesa di supporto

Eruan Lokitari
Transfemoral Prostheses

Joseph Lenanyokie
24 years old
Transtibial Prosthesis

Peter Lokope
17 years old
Transfemoral Prosthesis

Donazioni dall’Italia:

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Donazioni dall’estero:

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Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci nel sostenere le cure ortopediche e i percorsi di riabilitazione per la popolazione del Samburu County.

Funded Cases / Pazienti supportati

👤 Roser Chepkoech Boiwo • ✓ Transfemoral Prostheses

📅 71 anni • 📍 Lesidai • Caso sostenuto da ❤️ Dr. L. Spreafico

👤 Loisherua Letipila • ✓ Transtibial Prosthesis

📅 16 anni • 📍 South Horr • Caso sostenuto da ❤️ PG Asti

Partner

Institute for Global Orthopaedics & Traumatology (IGOT)
Healing Bones, Mending Lives. Empowering through Education.

Referenti

Daniele Sciuto

Daniele Sciuto, MD, MPH
Samburu County Referral Hospital · Find The Cure

David Shearer

David Shearer, MD, MPH
University of California, San Francisco (UCSF) · IGOT – Institute for Global Orthopaedics and Traumatology

Home Sweet Home, fondo per il sostegno alla messa in sicurezza abitativa di Mararal, Kenya

Casa è dove si trova il cuore (e dove trovi protezione, e dove puoi far dormire i tuoi figli all’asciutto, al sicuro)

Non siamo un associazione da frasi fatte tuttavia, negli anni, abbiamo scelto ogni anno un aforisma denso di significato ci ha accompagnasse. Uno di questi è stato: “casa è dove si trova il cuore”.

Mai come nel mese di Novembre 2023, durante Mission Kenya 12, ci siamo resi conto che una frase del genere (bellissima, su questo non si discute) possiamo permettercela solo noi, noi che un tetto sulla testa lo abbiamo.

Per Mbeye, Esther o John, loro come tanti altri, la casa non è dove si trova il cuore, la casa è dove trovi protezione, è dove puoi far dormire i tuoi figli all’asciutto, al sicuro. E in questi tempi, di così grande instabilità climatica, avere una casa che non si “sciolga” sotto il peso della pioggia o che non si sgretoli sotto il sole cocente, diventa fondamentale.

Nei Paesi che conosciamo, Mali, Kenya, Tanzania, sono tanti i problemi che non permettono a una famiglia di avere una casa sicura: ci vengono in mente gli abitanti di Torolo,nel comune di Kassaro in Mali, con le capanne devastate da una stagione delle pioggie violenta e davastante , senza precedenti, ci sono i grandi periodi di siccità, come quello avvenuto un paio di anni fa, che ha provocato la morte di migliaia di capi di bestiame, unico sostentamento per le famiglie samburu e turkana dei villaggi di Simalè, Parkati e Tuum in Keya. E se non bastano gli sconvolgimenti climatici c’è la vita, quella di tutti i giorni: il comprare cibo, il curarsi, far studiare i propri figli.

Emergenza Climatica in Mali

Emergenza Climatica in Kenya

Obiettivo: unità abitative sicure.

Quello che ci prefiggiamo per il 2024 è di costruire delle unità abitative sicure. Il budget è in evoluzione: più raccoglieremo più saremo in grado di aiutare.

Ad ora abbiamo evidenziato 3 famiglie particolarmente bisogne, sono famiglie numerose e con bambini piccoli nel proprio nucleo familiare. Sono molto integrate nel tessuto sociale e siamo certi che apportare aiuto avrà un effetto positivo anche su altre persone. Tutte le famiglie si trovano nella contea Samburu, in Kenya, nella cittadina di Maralal. Le case non saranno tutte uguali, perché le stesse famiglie non lo sono, ognuna di loro ha caratteristiche diverse.

Casa di John

Casa di Mbeye

Casa di Esther

Se andate a casa di John, troverete una accoglienza fuori dal comune, un sorriso che si allarga e occhi preoccupati per il futuro. Vi darà la sua sedia migliore e, dall’interno della capanna, tirerà fuori un divanetto per darvi il posto più comodo nel suo cortile. Voi , però , non arrivate a mani vuote, portate un po’ di zucchero, sale e olio.

Da Mbeye la raccolta dell’acqua viene fatta tramite bottiglioni dell’acqua collegati a una grondaia. La sua casa sorge a metà collina, ha fatto grande sforzi per cercare di renderla un pòpiù sicura, con delle pietre ma ogni volta che piove il fango che scende rischia di spostare un po’ più in la’ la casa. Alla casa di Esther manca un po’ tutto: un tetto, le pareti. Per cucinare o scaldarsi la casa si riempie di fumo e diventa invivibile.

Fino a non molto tempo fa pensavamo che la prima causa di impoverimento in Africa fosse la malattia, ora ci aggiungiamo le tasse scolastiche per i propri figli. In una realtà economica così povera, la casa sicura scende di diverse posizioni nella scala delle priorità: prima ci sono cibo, scuola e salute.

Partner Locali

  • Find the Cure Kenya
  • Comune di Kassaro Mali
  • Missionaries of Compassion Tanzania

Interventi

  • Messa in sicurezza di unità abitative
  • Ristrutturazione di edifici già esistenti
  • Costruzione ex novo dove necessario

Questo progetto è sostenuto dal progetto I Run for Find The Cure

Ci prendiamo tutto il 2024 per raccogliere i fondi necessari e, nel 2025, cominceremo i lavori.

A voi cosa chiediamo? Di correre portando un messaggio solidale, di organizzare gare e sostenere sempre il progetto I run for Find the Cure che, nel 2024, si lancia in questa grande sfida.

Vi augurarvi un 2024 ricco di gare, meglio se solidali, meglio se appartenenti al nostro Corto Circuito Solidale.

Samburu Orthopaedic and Trauma Project

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Quando si parla di sanità nei paesi in via di sviluppo, il primo pensiero va a Malaria, Tubercolosi e HIV. In realtà nell’ultimo decennio il quadro è drasticamente cambiato. La crescente urbanizzazione in cerca di lavoro e l’immissione sul mercato di motocicli a basso costo (e quindi accessibili a molti) prodotti dalla Cina ha creato una vera epidemia di traumatologia. A quanto riportato dai dati del “Global Burden of Disease” con il DALY (Disability Adjusted Life Years), un punteggio per calcolare l’impatto di una malattia sulla popolazione, le patologie muscolo scheletriche, in particolar modo il trauma, ha un peso superiore a Malaria, Tubercolosi e HIV insieme. Questo ha creato una situazione estremamente sbilanciata nei paesi in via di sviluppo, da un lato un numero impressionante di casi traumatologici, dall’altro un sistema carente di ortopedia e traumatologia che va dalla pre-ospedalizzazione al post operatorio.

Cosa vuole dire trauma in Africa? Cosa vuol dire avere una frattura?

Il costo elevatissimo dei corretti impianti ortopedici per trattare chirurgicamente le fratture rende inaccessibile per l’80% della popolazione le cure adeguate, che per fratture complesse rischia di evolvere in pseudoartrosi, deformità e disabilità, con un impatto sociale enorme sulla famiglia: impossibilità di andare a prendere l’acqua o la legna, impossibilità a lavorare per mantenere la famiglia, impossibilità di andare a scuola e perdere l’opportunità all’educazione.

Qualcuno disse “la povertà è ad un passo da una frattura” ed è la verità: per coloro che hanno una frattura sono costretti a vendere il proprio bestiame, la propria terra e a volte la casa per poter coprire le spese di impianti ortopedici.

Dal 2016 abbiamo l’opportunità di lavorare all’interno di un ospedale governativo nel Samburu County con il dott. Daniele Sciuto, e dal 2019 il peso enorme della traumatologia e la frustrazione di testimoniare quotidianamente disabilità dovute a incorretto trattamento delle fratture, lo ha spinto ad iniziare un programma di ortopedia e traumatologia.

Partendo da zero, le necessità erano enormi, ma grazie al supporto di NGO e amici, anno dopo anno, il Samburu County Referral Hospital è diventato il centro di riferimento ortopedico traumatologico per tutto il Samburu County e le contee limitrofe, fornendo trattamento ortopedico di qualità con impianti adeguati completamente gratuiti.

In questi anni Find The Cure Italia Onlus, ha supportato il programma ortopedico-traumatologico comprando materiale tecnico come il trapano ortopedico, fornendo stampelle per deambulazione precoce a tutti i pazienti e coprendo le spese di viaggio per i controlli post-operatori all’ospedale di riferimento.

A oggi si contano oltre 400 operazioni con impianti ortopedici (chiodi endomiddolari forniti da SIGN Fracture Care international, fissatori esterni per fratture esposte e correzione delle deformità, placche per fratture e correzioni di pseudoartrosi) per un risparmio stimato di oltre 1 milione di euro per la popolazione Samburu e , ci piace pensare, una riduzioni di disabilità con un impatto enorme sulla famiglia e sulla società.

Samburu Orthopaedic and Trauma Project

Le necessità sono ancora tante: da circa sei mesi sono iniziate le operazioni di endoprotesi (protesi di anca) per pazienti con fratture del collo del femore per poterli far tornare a deambulare il più velocemente possibile ed evitare le complicanze di allettamento in persone anziane e il rimpiazzo di impianti ortopedici è continuo e senza sosta dovuto all’alto numero di operazioni settimanali.

Per questo nasce il progetto “Samburu Orthopaedic and Trauma Project” per poter fornire a tutti i pazienti il trattamento corretto per la frattura subita, e tornare ad essere attivi al 100% senza disabilità nel minor tempo possibile per poter prendersi cura della famiglia e dell’educazione.

Di cosa si occupa il progetto

  • Acquisto di impianti ortopedici, in particolare modo endoprotesi di anca, placche e viti.
  • Acquisto di strumentario ortopedico dedicato.
  • Acquisto di stampelle per garantire una rapida deambulazione.
  • Supporto di spese di viaggio per poter ricevere le visite di controllo e garantire una guarigione completa senza complicanze.
  • Non per ultimo, il futuro delle zone remote come il Samburu County, è nella Telemedicina. Da circa un anno abbiamo supportato la creazione di un applicazione chiama “Squat and Smile App” che permette la valutazione dei pazienti ortopedici da remoto, in modo da aumentare la percentuale di follow up nei pazienti ortopedici e evitare spostamenti nelle zone più remote della contea.

Come aiutare

Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci nel sostenere le cure ortopediche per la popolazione del Samburu County.

Donazioni dall’Italia:

IBAN:
IT19I0501801400000011233798

Donazioni dall’estero:

BIC/SWIFT:
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Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT

Protesi di anca:
200 euro

Stampella:
20 euro

Trasporto:
40 euro

(Andata e ritorno all’ospedale di riferimento)

Placche:
400 euro

(Placche dedicate per fratture intraarticolari)

App Squat and Smile:
400 euro

(Sostegno costi di sviluppo e mantenimento)

Sostegno Libero
donazione libera

(Acquisto di strumentario ortopedico dedicato)

Partner


Photo Credits: Chuck Bigger

Risorse in Italiano

English Resources

Live session 1: Management of Critical Bone Defects and Infected Nonunions by Harvard Global Orthopaedics Collaborative, 22 feb 2026

Sostegno alla Nursery di Parkati

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Parkati si trova in Samburu County a 26 Km da Tuum in una zona molto arida, che riceve meno di 300-450 mm di pioggia all’anno. E’ una comunità Turkana di circa 1000 persone che conosciamo sin dalle prime missioni in Samburu.

La struttura della nursery è stata recentemente costruita ed è molto ben tenuta e pulita. Ci sono 2 classi ed è frequentata da circa 100 bambini all’anno. C’è anche un parco giochi!

Dal 2016 le sister di Tuum gestiscono la nursery provvedendo al pagamento degli insegnanti, del materiale scolastico e del cibo. Parkati è una comunità molto povera e con la gestione della nursery ci si prende carico di tutta la comunità.

Dal 2020 FTC sosterrà la fornitura di cibo per la nursery per tutto l’anno scolastico.

Puoi sostenere questo progetto su You Find The Cure!

I Regali Solidali sono Progetti sono scelti dalla Carta dei Propositi di Find The Cure per l’anno in corso. Per ciascuno sono possibili diversi tagli di donazione, a partire da sette euro. Le donazioni vengono usate al 100% per il progetto scelto e comprendono giornate alimentari, stipendi per insegnanti e kit scolastici.

Li abbiamo chiamati Regali perchè, compilando una cartolina che riceverai una volta completata la donazione, possono essere donati anche a una persona cara. Ma soprattutto perchè si tratta di piccoli pensieri che portano grandi differenze nei paesi sostenuti dai Progetti Find The Cure!

Una shamba per lo sherp

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Shamba in lingua Swaili significa Fattoria

Denominato “A farmer for disability”, il progetto vuole fornire allo S.H.E.R.P. gli strumenti per una maggior autosufficienza attraverso la creazione di campi da coltivazione per la verdura.

Ormai da anni nei programmi di sostegno Find The Cure, lo S.H.E.R.P è un centro che si trova nella cittadina di Maralal, che accoglie circa 130 ragazzi, abbandonati dalle proprie famiglie poiché affetti da differenti disabilità. E’ il primo posto che ha accolto FTC quando siamo approdati in Kenya.

La Shamba

Attualmente l’orto è già attivo e ricopre l’intero fabbisogno di verdura dello S.H.E.R.P, viene curato da Loomwa, ragazzo turkana che Find the Cure ha incontrato sulla propria strada circa due anni fa. L’obiettivo è aumentare l’autosufficienza dello S.H.E.R.P. ampliando l’orto delle verdure, realizzando un pollaio per la produzione di uova e un forno per la produzione del pane. Un circolo virtuoso di auto mantenimento da parte del centro ci permetterà di meglio investire i fondi fino ad oggi investiti principalmente nell’aquisto di cibo.

Grazie a una donazione nel 2018 dell’Associazione “Il Cuore di Lucia” abbiamo potuto scavare un pozzo che garantisce acqua pulita tutto l’anno, costruire un magazzino per le provviste, allestire un negozio per la vendita diretta dei prodotti eccedenti ai locals e adibire un chiosco alla distribuzione dell’acqua. Questa donazione ci ha dato la possibilità di dare inizio al progetto, che ha però bisogno di continuo sostegno, soprattutto in questi primi mesi iniziali (2019) e durante tutto il periodo di siccità.

La vendita, unita al risparmio guadagnato grazie alla produzione locale, permette e permetterà maggiormente al centro di provvedere alle bollette dell’energia, lasciando al contempo una disponibilità economica utile per l’acquisto del cibo necessario non prodotto in autonomia o l’aumento di servizi del centro come medicine o personale infermieristico.

L’enorme impegno di Loomwa ha permesso alla piccola Shamba di crescere, dando al progetto questa svolta decisiva. Ad ora sono infatti 5 le persone che percepiscono un salario lavorando per la Shamba: Loomwa, gestore, e Joseph – entrambi contadini – insieme a Sandra, Hellen e Dicky (uno dei ragazzi più grandi dello Sherp) che si occupano del negozio e del chiosco dell’acqua.

Come aiutare

Tutte le donazioni sono fiscalmente deducibili.

Dona con Carta di Credito

paypal accepted cards

Puoi effettuare una donazione singola o ricorrente.

Dona con Bonifico Bancario

Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
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Donazioni dall’Italia:

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Donazioni dall’estero:

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ETICIT22XXX

Progetto #Ready now : prevenzione e azione emergenza siccità – Maralal

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Cari amici, a volte ci sono situazioni che danno fiducia e rinforzano la speranza. La risposta all’appello Emergenza Kenya è stata ottima e la famiglia si è allargata. Unendo le forze abbiamo dato un aiuto ancora più grande alla popolazione colpita dalla siccità del Nord Samburu. Con piacere vi presentiamo nuovi amici: Collective Community Action (amico di vecchia data e partner in Kenya sin dal primo giorno), Nutri Aid e Fondazione L’Albero della Vita – Onlus. Insieme con i quali, grazie alle vostre donazioni nella campagna Emergenza Kenya, abbiamo dato vita al progetto #ReadyNow.

Il progetto #ReadyNow nasce dall’incontro di queste quattro associazioni che mentre stavano progettando attività di sviluppo nella regione nord del Samburu County, testimoni diretti di tale situazione di emergenza, hanno deciso di unire le forze e le conoscenze per cercare di portare aiuti immediati di cibo e acqua ai villaggi più remoti.

Il progetto #ReadyNow si impegna a dare un aiuto immediato e diretto alla popolazione più bisognosa trasformando interamente le donazioni in acqua e cibo per le fasce più fragili, con precedenza per i bambini degli asili e delle scuole elementari, per gli anziani soli, per le donne in gravidanza e in fase di allattamento e per le famiglie che hanno perso il bestiame per via della siccità. La priorità assoluta è la velocità di intervento, senza rallentamenti in burocrazia e formalità, ma il raggiungimento immediato delle famiglie che stanno lottando contro la siccità.  A richiesta di aiuto risposta rapida. Adesso.

Grazie a tutti coloro che si uniranno a noi per far si che il progetto #ReadyNow possa raggiungere il più ampio numero possibile di persone.

Resoconto distribuzione cibo

Ci piacerebbe farvi vedere quello che vediamo noi #now ma possiamo farlo solo attraverso le foto.

Diario sulla siccità

Mararal, Kenya – Febbraio 2017

Cari Amici,
abbiamo aspettato anche noi a chiedervi aiuto, come stanno aspettando tutti qui le piogge. Ma le nuvole continuano a passare senza portare una goccia. E ormai la situazione è diventata davvero drammatica.

Il Kenya ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza nazionale per calamità naturale. . A lanciare l’allarme è stato il governo di Nairobi mentre il presidente Uhuru Kenyatta ha messo in guardia i commercianti e i distributori di viveri a non approfittare della situazione per arricchirsi a danno dei poveri. Il leader kenyano ha lanciato un appello alla comunità internazionale a fornire aiuti. Se non arrivassero gli aiuti, precisa la Croce rossa keniana, 2,7 milioni di persone rischiano di morire di fame. Oltre che sui giornali lo vediamo tutto intorno a noi. La siccità che spesso suona come una dato, una statistica raccontata dai telegiornali è una durissima realtà che impatta su tutti gli aspetti della vita.

Tutta la regione del Samburu Nord è completamente arida, tutto secco. Nei fiumi stagionali neanche una goccia, nei pozzi neanche. I pastori Samburu hanno dovuto lasciare le famiglie per portare i loro animali in aree molto remote dove persiste l’ultima erba e per farvi un esempio pratico, poichè nella cultura Samburu è il padre che decide pressoché tutto, molto spesso non possiamo fare operazioni mediche importanti (osteomieliti, innesti su ustioni gravi, etc) perchè non abbiamo il consenso del padre che è chissà dove a far sopravvivere il bestiame, per loro unica fonte di sostentamento e sicurezza economica in caso di reale necessità.

Molti bambini hanno dovuto lasciare la scuola per seguire gli animali, altri si sono dovuti rifugiare nelle zone più montuose del Monte Nyro dove c’è più vegetazione, ma sono ancora più isolati da tutto e lontani dalle scuole e dai servizi sanitari. Le donne arrivano in maternità per partorire in stati di disidratazione e malnutrizione cronica elevatissimi, anemiche; ogni taglio cesareo di emergenza è un taglio cesareo complesso per le condizioni precarie della donna.

Il tasso dei neonati prematuri sotto 1 kg è aumentato drasticamente a causa delle infezioni continue delle donne correlate alla mancanza di acqua e per gli sforzi e le distanze che devono percorrere quotidianamente per procurarsi l’acqua. Con l’aumento dei neonati prematuri, il numero delle morti perinatali è diventato elevatissimo. Nell’ultima riunione di ospedale, fatta per discutere le morti perinatali, siamo rimasti tutti senza parole nel vedere sul tavolo la pila di cartelle dell’ultimo mese. Questo elenco potrebbe andare avanti ancora molto a lungo e come disse un professore di Salute Globale “la povertà è un sistema in perfetto equilibrio, e come tutti i sistemi in perfetto equilibrio, molto difficile da alterare”.

Onestamente, di continuare a vivere tutto questo in attesa delle piogge, non è più possibile; così abbiamo deciso, per quanto poco possa essere, di alterare quell’equilibrio e portare del cibo direttamente alle famiglie di alcuni villaggi che da anni seguiamo con progetti di sviluppo: Tuum, Parquati, Wasarongai, Simalè, Lalerock.

La Contea Samburu e il governo del Kenya si stanno muovendo, hanno comprato cibo dal WFP (World Food Program) che a sua volta ha incaricato un’associazione per la distribuzione, ma i tempi sono ancora lunghi. Abbiamo così progettato questo intervento piccolo ma immediato, per tamponare un minimo la situazione.

Le famiglie individuate per il supporto sono in precedenza famiglie con più figli, donne incinta e bambini sotto i 5 anni di età.

140 famiglie a TUUM
140 famiglie a Parquati
110 famiglie a Wasarongai
80 famiglie a Simalè
80 famiglie a Larerok
Nel villaggio più remoto di tutti, Parquati, vorremmo ripristinare la pompa del pozzo che è rotta e creare un serbatoio di emergenza di 5000 litri per un costo di circa 2.500 euro.

La settimana tra il 20 e il 24 febbraio, in seguito alla diretta richiesta di aiuto dal preside della scuola, abbiamo depositato e montato un serbatoio di acqua da 5000 litri per la scuola di Simalè, in modo da creare una fonte temporanea di acqua per tutti i bambini della scuola. Il costo è stato di 700 euro. (400 euro di serbatoio, 200 di trasporto, 100 euro tubature e cemento per la base).

In questi giorni grazie al vostro supporto stiamo già ricevendo le donazioni. Entro questo fine settimana (4-5 Marzo 2017) vorremmo già procedere all’acquisto del cibo in modo da iniziare la distribuzione già dalla prossima settimana. L’emergenza è adesso.

Grazie a tutti coloro che ci aiutano in questo piccolo tentativo di “rompere l’equilibrio”.

FTC Kenya

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Emergenza siccità Kenya: una WATER TANK per il villaggio di Simalè

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Nella prima metà dell’anno 2017, il Kenya ha attraversato e sta tuttora attraversando un periodo di siccità estrema che sta mettendo a durissima prova tutte le popolazioni del nord. Dopo aver ricevuto una richiesta di aiuto dagli insegnanti di Simalè abbiamo trasportato e montato un tank da 5000 litri che viene riempito una volta al mese dal camion emergenze dell’acqua della contea. Un ringraziamento alla Contea Samburu, al  Ministero dell’acqua e ad Amref per il supporto logistico nell’iniziativa.

L’acquisto della Water Tank è stato reso possibile grazie alla Raccolta Fondi “Emergenza Siccità” su you.findthecure.it

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