Kangaroo Mother Care – Maternità di Maralal
Localizzazione
Il Samburu County è una contea situata nel nord del Kenya, in una zona prevalentemente arida e semi-arida della Rift Valley settentrionale. È una delle aree più autentiche e meno urbanizzate del Paese. La popolazione è composta principalmente dal popolo Samburu, un gruppo etnico nilotico imparentato con i Maasai.
La cittadina di Maralal è il capoluogo del Samburu County e qui si trova il Samburu County Referral Hospital, ospedale principale della contea e struttura di riferimento sanitaria pubblica a Maralal.
Il Progetto
Il progetto della Kangaroo Room verrà realizzato all’interno della maternità di Maralal, precisamente nell’area di unità intensiva neonatale. L’idea è quella di allestire stanze già presenti per poter praticare la Kangaroo Mother Care.
Le linee guida del Kenya chiedono che, in una Newborn unit come quella dell’ospedale di Maralal, di livello 5, vi siano almeno 20 posti per la pratica della KMC, ma nella realtà della neonatologia di Maralal questo non è possibile, perché si toglierebbero troppi posti letto di unità intensiva.
La KMC avverrà in tre stanze, per un totale di 10 posti letto:
- Prima stanza: 7 letti
- Seconda stanza: 2 letti
- Terza stanza: 1 letto
La pratica del Kangaroo Mother Care
In Kenya, la Kangaroo Mother Care è una pratica di cura dei neonati prematuri o di basso peso alla nascita che sta guadagnando sempre più attenzione come intervento salvavita e a basso costo nel sistema sanitario nazionale.
La pratica si ispira ai marsupi dei canguri: il neonato rimane molto vicino al corpo della madre per ore al giorno, ricevendo calore naturale e stimoli di legame affettivo.
Aspetti chiave delle KMC:
- Contatto pelle a pelle: i neonati indossano solo un pannolino e un cappellino, appoggiandosi direttamente sul petto nudo del genitore per stare al caldo.
- Migliora i tassi di sopravvivenza, favorisce un aumento di peso più rapido, favorisce lo sviluppo cerebrale, riduce le infezioni e aumenta i tassi di allattamento al seno
- Aiuta il bambino a regolare temperatura, respirazione e stimolazione neurologica.
- Cure di transizione: consentono il passaggio dalle incubatrici alla terapia intensiva, o parallelamente ad essa, spesso consentendo di monitorare i neonati mentre sono in braccio ai genitori.
Nascere prematuri in Kenya
In Kenya, la prevalenza dei nati prematuri si aggira tra il ~12% e il ~18% di tutte le nascite a livello nazionale, che significa decine di migliaia di bambini ogni anno.
Ciò può tradursi in circa 134.000–193.000 pretermine all’anno, secondo diverse stime ufficiali e ospedaliere. La mortalità neonatale (primi 28 giorni di vita) in Kenya è alta: circa 21 decessi ogni 1.000 nati vivi.
Le complicazioni della prematurità rappresentano una delle principali cause di morte neonatale e contribuiscono costantemente ad una parte significativa delle morti di bambini sotto i cinque anni.
I principali fattori associati alle nascite premature includono:
- Gravidanza adolescenziale e età materna molto giovane;
- Pregressi parti pretermine o gravidanza multipla;
- cassetta di primo soccorso
- Complicazioni ostetriche come ipertensione, infezioni, rottura precoce delle membrane;
- Presenza di condizioni materne non diagnosticate o non gestite durante la gravidanza.
Tra gli interventi adottati dal governo del Kenya, la realizzazione di linee guida per la cura del neonato, programmi di sensibilizzazione e rafforzamento dell’assistenza prenatale per ridurre i rischi di prematurità , utilizzo di corticosteroidi prenatali per le madri a rischio e Kangaroo Mother Care per migliorare la sopravvivenza.

La Kangaroo Room sarà dedicata alla memoria di Loredana Trinchieri

Questo progetto è sostenuto dagli amici e dai familiari di Loredana, scomparsa nell’agosto 2025, che hanno raccolto i fondi per realizzarlo in sua memoria, scegliendo di sostenere un’iniziativa profondamente in linea con i valori che hanno guidato la sua vita.
Chi ha avuto il privilegio di conoscerla la ricorda, innanzitutto, per l’attenzione verso gli altri: nel lavoro sociale, nel volontariato, nelle battaglie civiche. Non cercava visibilità ma spazi in cui fosse possibile fare qualcosa di concreto per chi era in difficoltà e per il bene comune.
La sua formazione e la sua professione di assistente sociale non erano solo un mestiere: erano il modo in cui interpretava il mondo. Credeva nella solidarietà come pratica quotidiana, fatta di ascolto, pazienza e responsabilità.
Cosa serve:
Le stanze sono progettate per essere confortevoli e consentire ai genitori di sedersi o sdraiarsi per periodi prolungati (idealmente più di 20 ore al giorno). | La Kangaroo Mother Care non necessita di personale aggiuntivo ma è necessario che quello presente segua corsi di aggiornamento e formazione e per questo motivo sono previsti alcuni momenti di formazione per il personale, da eseguire in loco e in altri centri della contea, con rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.
- 🧼 3 lavandini con installazione
- 🪑 4 sedie per pratica Kangaroo (in alternativa al letto)
- 💡 Lampade riscaldanti per temperatura 25–28°C
- 🪟 Copertura delle finestre
- 🧴 Dispenser con sapone e carta (uno per stanza)
- 🥛 Coppette graduate per latte spremuto
- 🍼 Sacchetti per conservare il latte
- 🌡️ 3 termometri a parete (uno per stanza)
- 👶 Termometro per bambino
- 🕒 3 orologi a muro (uno per stanza)
- 🎒 Materiale per marsupi e divise per le mamme
- 🚪 Sostituzione porta stanza a 7 letti (per dispersione calore)
Sostegno alla Scuola Materna di Oualia
Localizzazione
Oualia (pron. Ualià’) – Comune rurale del sud-ovest del Mali, regione di Kayes – Africa Occidentale
- 31 villaggi distribuiti su circa 1.000 km² di savana
- Circa 24.000 abitanti
- Collegato alla capitale Bamako solo da una linea ferroviaria di epoca coloniale
- Accesso estremamente difficoltoso: piste sterrate spesso impraticabili dopo la stagione delle piogge
- Presenza del fiume Bafing, attraversabile solo nella stagione secca
Contesto socio-territoriale – Oualia è un comune isolato, caratterizzato da:
- altipiani rocciosi non raggiungibili con mezzi a motore;
- villaggi distanti, collegati da piste stagionali;
- servizi essenziali concentrati nel capoluogo comunale (amministrazione, sanità di base, scuola primaria e asilo).
Il sindaco Sambou Mariko Sissoko, al suo terzo mandato, denuncia da anni una criticità strutturale: al trasferimento di competenze dallo Stato ai Comuni non è mai corrisposto un adeguato trasferimento di risorse economiche. In questo scenario, l’accesso all’educazione di base per i minori e l’alfabetizzazione funzionale degli adulti sono diventati fin dall’inizio una priorità per le autorità locali, che hanno cercato sostegno all’esterno per realizzare progetti essenziali.
Negli anni, enti e associazioni piemontesi hanno contribuito alla costruzione di scuole, ambulatori, al sostegno delle associazioni femminili e alla formazione di personale scolastico e sanitario. La collaborazione pluridecennale con l’amministrazione comunale di Oualia ha permesso di pianificare interventi condivisi, pensati per essere sostenibili nel tempo, anche indipendentemente dai finanziamenti esterni.
Alla fine degli anni ’90, quando l’unico mezzo di comunicazione con l’Italia era un telefono fisso in una cabina davanti alla stazione ferroviaria – dove il treno Bamako–Dakar passava mediamente due volte a settimana, senza orari certi – programmare progetti di cooperazione da Piemonte a Sahel era una vera sfida. Alcuni viaggi “solidali”, che hanno coinvolto studenti, sindaci e rappresentanti di associazioni giovanili piemontesi, hanno però permesso un contatto diretto e non filtrato con la popolazione locale.
Il primo asilo pubblico nella savana del Mali
L’idea di creare un luogo sicuro per i bambini più piccoli nasce da Oumou, storica levatrice del territorio. In una vita dedicata all’assistenza alle partorienti, ha fatto nascere oltre 2.000 bambini, raggiungendo i villaggi giorno e notte, a piedi, in bicicletta e in moto. Ha visto troppe donne morire per mancanza di strade e mezzi di evacuazione in caso di emergenze ostetriche.
Negli anni ’90, lavorando presso il Centre de Santé Communautaire di Oualia, Oumou ha chiesto ai partner piemontesi di aiutarla a creare un Jardin d’enfants: un luogo sicuro dove i bambini piccoli potessero stare durante il giorno, lontani dai pericoli quotidiani. Fiumi, fuochi a terra, utensili da lavoro e attività domestiche rendevano l’ambiente estremamente rischioso per bambini tra i 3 e i 5 anni, una fascia d’età spesso lasciata a sé stessa perché le madri non avevano alternative e i fratelli maggiori frequentavano la scuola primaria.
Nel 2008, su un’area pubblica adiacente alla scuola primaria, dopo un accordo con l’amministrazione comunale, sono iniziati i lavori di costruzione di due classi in muratura per l’asilo. Nello stesso anno, un camion partito da Castino (provincia di Cuneo) ha raggiunto il Mali dopo circa 30 giorni di viaggio via mare e via terra, portando giochi e materiale didattico.
Sono stati realizzati un’area gioco all’aperto, le latrine e un punto di accesso all’acqua potabile. È stata avviata la formazione della prima monitrice, Fanta, attivato un servizio merenda quotidiano e individuato un guardiano tuttofare per la manutenzione e il supporto logistico.
Dal 2009, i disegni sui muri realizzati dai volontari piemontesi in visita raccontano una storia che continua: un progetto nato da un bisogno reale e riconosciuto dalla comunità locale.
Nell’anno scolastico 2023/2024 l’asilo ha accolto 149 bambini, suddivisi in tre sezioni (piccoli, medi e grandi). Due anni fa è stata costruita una grande paillotte, una capanna circolare con tetto in paglia, per migliorare l’organizzazione delle attività e affrontare le temperature elevate, che superano i 30°C tutto l’anno e raggiungono picchi oltre i 40°C nei mesi più caldi.
Negli ultimi anni, nonostante il contesto politico e di sicurezza complesso del Mali, l’asilo ha continuato a funzionare e ad accogliere anche orfani di militari caduti nei combattimenti nel nord del Paese, le cui famiglie si sono rifugiate nel sud.
Bisogni attuali
- fondo annuale per la manutenzione della struttura e della recinzione
- nuovo materiale didattico e ludico
- cassetta di primo soccorso
- sostituzione di tappeti, sedie e giochi usurati
- manutenzione periodica del tetto della paillotte dopo la stagione delle piogge
Obiettivo: garantire la continuità e il buon funzionamento del Jardin d’enfants di Oualia, offrendo ai bambini un ambiente sicuro e alle educatrici gli strumenti necessari per svolgere il loro lavoro.
Donne, resilienza e responsabilità
Il funzionamento quotidiano dell’asilo, e più in generale la tenuta della comunità di Oualia, poggia in gran parte sulle spalle delle donne.
In questa zona del Sahel, da decenni l’equilibrio tra agricoltura di sussistenza e allevamento è reso fragile da siccità ricorrenti, degrado del suolo, scarsità d’acqua e politiche agricole orientate all’esportazione. Molti uomini sono partiti “a l’aventure”: verso la capitale, i Paesi confinanti, il deserto, il Mediterraneo. Di alcuni non si hanno notizie da mesi, di altri da anni.
Nei villaggi restano soprattutto donne, anziani e bambini. Le donne provvedono ogni giorno a garantire il cibo, l’acqua, la cura dei figli e degli anziani, diventando di fatto capofamiglia. La loro giornata è scandita da lavori manuali continui: raccogliere legna nella brousse, attingere acqua dal pozzo e trasportarla per chilometri, coltivare piccoli orti, allevare pochi animali per far fronte alle emergenze sanitarie.
Tra queste donne c’è anche Fanta Diaby, direttrice dell’asilo. Non ha atteso l’aiuto del marito emigrato in Spagna come sans papiers, ma ha scelto di formarsi, di impegnarsi per il bene comune e di assumersi responsabilità pubbliche, diventando la prima e unica donna consigliera comunale di Oualia. La sua storia è emblematica di una leadership femminile silenziosa ma decisiva, che rende possibile l’esistenza stessa del Jardin d’enfants.

Come aiutare
Tutte le donazioni sono fiscalmente deducibili.
Dona con Carta di Credito
Dona con Bonifico Bancario
Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT
Donazioni dall’Italia:
IBAN:
IT19I0501801400000011233798
Donazioni dall’estero:
BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX
Walking Again Project (EN)
All our projects completed to date, as well as those currently in progress, have been made possible thanks to funds from individual private donations and through the many initiatives that Find The Cure has promoted over the years and continues to promote.
Five years of collaboration between Find The Cure and IGOT/UCSF to strengthen reconstructive surgery, train specialists, and provide prosthetic limbs to those facing amputation.
A Collaboration to Save Limbs
Over the past five years, Find The Cure has collaborated with IGOT (Institute for Global Orthopaedics and Traumatology), a non-profit initiative of the Department of Orthopaedic Surgery at the University of California, San Francisco (UCSF).
Objective:
To strengthen reconstructive surgical capacity in resource-limited settings (Kenya) through SMART – Surgical Management and Reconstructive Training courses.
Context and Impact
Among the beneficiaries, the Samburu County Referral Hospital has significantly improved the quality of reconstructive surgical care for the community, moving from amputation as the only option to limb salvage procedures.
Approach
- Hands-on training and clinical mentoring
- Standardization of reconstructive surgery protocols
- Access to free orthopedic implants
When Amputation Is Inevitable
Despite this major effort—enhancing surgical skills and establishing a system for free orthopedic implants—a percentage of patients still face inevitable amputation. The most common causes include severe trauma from high-energy gunshot wounds or chronic osteomyelitis, often due to long delays in accessing appropriate care.
One Key Data
A study supported by IGOT at the Muhimbili Orthopaedic Institute in Dar Es Salaam estimates that about 11% of patients with severe limb injuries undergo amputation – roughly 1 in 10.
Barriers to Access
- Cost of prostheses: the main obstacle
- Lack of government support for patients
The consequences of this lack of access are profound. Many patients, despite remarkable resilience, are forced to accept their disability and reinvent their daily lives without a limb. The loss of autonomy often leaves them completely dependent on family support and excluded from even basic work activities, with a serious economic and psychological impact.
“An artificial limb represents a turning point in the life of an amputee.”
One of the objectives of the study was to assess the quality of life of amputees after receiving a prosthesis, and the results clearly showed how transformative this can be: a prosthesis restores independence, confidence, and the possibility to return to work and to a full life.
Walking Again Project
As part of our commitment to high-quality reconstructive surgery, we have chosen to extend our work to include amputees, often forgotten by healthcare systems. We want to ensure that, when amputation is unavoidable, every patient can count on a real opportunity to receive a prosthetic limb.
For those facing such a difficult operation, knowing from the beginning that they will be able to regain mobility and independence changes everything – allowing them to see amputation not as an end, but as the beginning of a new possible life.
Objectives:
- Raise public awareness about the issue of amputations
- Create a dedicated fund to provide customized prosthetic limbs for those who cannot afford them
- Ensure that every patient is offered the concrete prospect of a prosthesis from the start of their surgical journey
How to Help
With access to a proper prosthesis, even an amputation can become the start of a new life.
Transtibial prosthesis:
700 euros
Transfemoral prosthesis:
1,000 euros
Awaiting Support / In attesa di supporto

Eruan Lokitari
Transfemoral Prostheses

Joseph Lenanyokie
24 years old
Transtibial Prosthesis

Peter Lokope
17 years old
Transfemoral Prosthesis
Donations from Italy
IBAN:
IT19I0501801400000011233798
Donations from Abroad
BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX
Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT
Thank you to everyone who supports us in sustaining orthopedic care and rehabilitation programs for the people of Samburu County.
Funded Cases / Pazienti supportati
👤 Roser Chepkoech Boiwo • ✓ Transfemoral Prostheses
📅 71 anni • 📍 Lesidai • Caso sostenuto da ❤️ Dr. L. Spreafico

👤 Loisherua Letipila • ✓ Transtibial Prosthesis
📅 16 anni • 📍 South Horr • Caso sostenuto da ❤️ PG Asti

Referenti

Daniele Sciuto, MD, MPH
Samburu County Referral Hospital · Find The Cure

David Shearer, MD, MPH
University of California, San Francisco (UCSF) · IGOT – Institute for Global Orthopaedics and Traumatology
Walking Again Project
Cinque anni di collaborazione tra Find The Cure e IGOT/UCSF per rafforzare la chirurgia ricostruttiva, formare specialisti e garantire protesi a chi affronta l’amputazione.
Una collaborazione per salvare gli arti
Negli ultimi cinque anni Find The Cure ha collaborato con IGOT (Institute for Global Orthopaedic and Traumatology), iniziativa no-profit del Dipartimento di Ortopedia dell’Università della California, San Francisco (UCSF).
L’obiettivo: rafforzare la capacità della chirurgia ricostruttiva in contesti a risorse limitate (Kenya) attraverso i corsi SMART – Surgical Management and Reconstructive Training.
Contesto e impatto
Tra i beneficiari, il Samburu County Referral Hospital ha notevolmente migliorato la qualità dell’assistenza chirurgica ricostruttiva per la comunità, passando da amputazione come unica opzioni al salvataggio d’arto.
Approccio
- Formazione sul campo e mentoring clinico
- Standardizzazione dei protocolli ricostruttivi
- Accesso a impianti ortopedici gratuiti
Quando l’amputazione è inevitabile
Nonostante questo grande impegno, potenziando le competenze chirurgiche e a creando un sistema di impianti ortopedici gratuiti, una percentuale di pazienti è stata costretta inevitabilmente all’amputazione. Tra le cause più comuni, i traumi gravi per ferite d’arma da fuoco ad alta energia o gravi osteomieliti croniche, dovute a ritardi prolungati nel cercare cure adeguate.
Il dato chiave
Uno studio sostenuto da IGOT presso il Muhimbili Orthopaedic Institute di Dar Es Salaam stima che circa l’11% dei pazienti con gravi lesioni agli arti vada incontro ad amputazione: 1 su 10.
Barriere all’accesso
- Costo delle protesi: principale ostacolo
- Assenza di aiuti governativi per i pazienti
Le conseguenze di questa mancanza di accesso sono profonde. Molti pazienti, pur mostrando una straordinaria resilienza, sono costretti ad accettare la propria disabilità e a reinventare la propria vita quotidiana senza un arto. La perdita di autonomia li rende spesso totalmente dipendenti dal sostegno familiare e li esclude dalle attività lavorative più semplici, con un forte impatto economico e psicologico.
“Un arto artificiale rappresenta un punto di svolta nella vita di un amputato.”
Uno degli obiettivi dello studio inoltre era anche di valutare la qualità della vita di un amputato dopo aver ricevuto una protesi e i risultati hanno mostrato chiaramente quanto questo possa cambiare la loro esistenza: una protesi restituisce indipendenza, fiducia e la possibilità di tornare a lavorare e a vivere pienamente.
Walking Again Project
Nel percorso verso una ricostruzione chirurgica di qualità, abbiamo scelto di estendere il nostro impegno anche agli amputati, spesso dimenticati dai sistemi sanitari. Vogliamo garantire che, quando l’amputazione è inevitabile, ogni paziente possa contare sulla possibilità reale di ricevere una protesi.
Per chi affronta un intervento così difficile, sapere fin dall’inizio che potrà riacquistare autonomia e mobilità significa affrontare l’amputazione con una prospettiva completamente diversa: non come una fine, ma come l’inizio di una nuova vita possibile.
Obiettivi:
- Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle amputazioni
- Creare un fondo dedicato per fornire protesi personalizzate a chi non può permettersele
- Garantire a ogni paziente la prospettiva concreta di una protesi fin dall’inizio del percorso chirurgico
Come aiutare
Con le disponibilità della protesi, anche un’amputazione può diventare l’inizio di una nuova vita.
Awaiting Support / In attesa di supporto

Eruan Lokitari
Transfemoral Prostheses

Joseph Lenanyokie
24 years old
Transtibial Prosthesis

Peter Lokope
17 years old
Transfemoral Prosthesis
Donazioni dall’Italia:
IBAN:
IT19I0501801400000011233798
Donazioni dall’estero:
BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX
Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT
Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci nel sostenere le cure ortopediche e i percorsi di riabilitazione per la popolazione del Samburu County.
Funded Cases / Pazienti supportati
👤 Roser Chepkoech Boiwo • ✓ Transfemoral Prostheses
📅 71 anni • 📍 Lesidai • Caso sostenuto da ❤️ Dr. L. Spreafico

👤 Loisherua Letipila • ✓ Transtibial Prosthesis
📅 16 anni • 📍 South Horr • Caso sostenuto da ❤️ PG Asti

Referenti

Daniele Sciuto, MD, MPH
Samburu County Referral Hospital · Find The Cure

David Shearer, MD, MPH
University of California, San Francisco (UCSF) · IGOT – Institute for Global Orthopaedics and Traumatology
Samburu Orthopaedic and Trauma Project
Quando si parla di sanità nei paesi in via di sviluppo, il primo pensiero va a Malaria, Tubercolosi e HIV. In realtà nell’ultimo decennio il quadro è drasticamente cambiato. La crescente urbanizzazione in cerca di lavoro e l’immissione sul mercato di motocicli a basso costo (e quindi accessibili a molti) prodotti dalla Cina ha creato una vera epidemia di traumatologia. A quanto riportato dai dati del “Global Burden of Disease” con il DALY (Disability Adjusted Life Years), un punteggio per calcolare l’impatto di una malattia sulla popolazione, le patologie muscolo scheletriche, in particolar modo il trauma, ha un peso superiore a Malaria, Tubercolosi e HIV insieme. Questo ha creato una situazione estremamente sbilanciata nei paesi in via di sviluppo, da un lato un numero impressionante di casi traumatologici, dall’altro un sistema carente di ortopedia e traumatologia che va dalla pre-ospedalizzazione al post operatorio.
Cosa vuole dire trauma in Africa? Cosa vuol dire avere una frattura?
Il costo elevatissimo dei corretti impianti ortopedici per trattare chirurgicamente le fratture rende inaccessibile per l’80% della popolazione le cure adeguate, che per fratture complesse rischia di evolvere in pseudoartrosi, deformità e disabilità, con un impatto sociale enorme sulla famiglia: impossibilità di andare a prendere l’acqua o la legna, impossibilità a lavorare per mantenere la famiglia, impossibilità di andare a scuola e perdere l’opportunità all’educazione.
Qualcuno disse “la povertà è ad un passo da una frattura” ed è la verità: per coloro che hanno una frattura sono costretti a vendere il proprio bestiame, la propria terra e a volte la casa per poter coprire le spese di impianti ortopedici.
Dal 2016 abbiamo l’opportunità di lavorare all’interno di un ospedale governativo nel Samburu County con il dott. Daniele Sciuto, e dal 2019 il peso enorme della traumatologia e la frustrazione di testimoniare quotidianamente disabilità dovute a incorretto trattamento delle fratture, lo ha spinto ad iniziare un programma di ortopedia e traumatologia.
Partendo da zero, le necessità erano enormi, ma grazie al supporto di NGO e amici, anno dopo anno, il Samburu County Referral Hospital è diventato il centro di riferimento ortopedico traumatologico per tutto il Samburu County e le contee limitrofe, fornendo trattamento ortopedico di qualità con impianti adeguati completamente gratuiti.


In questi anni Find The Cure Italia Onlus, ha supportato il programma ortopedico-traumatologico comprando materiale tecnico come il trapano ortopedico, fornendo stampelle per deambulazione precoce a tutti i pazienti e coprendo le spese di viaggio per i controlli post-operatori all’ospedale di riferimento.
A oggi si contano oltre 400 operazioni con impianti ortopedici (chiodi endomiddolari forniti da SIGN Fracture Care international, fissatori esterni per fratture esposte e correzione delle deformità, placche per fratture e correzioni di pseudoartrosi) per un risparmio stimato di oltre 1 milione di euro per la popolazione Samburu e , ci piace pensare, una riduzioni di disabilità con un impatto enorme sulla famiglia e sulla società.
Samburu Orthopaedic and Trauma Project
Le necessità sono ancora tante: da circa sei mesi sono iniziate le operazioni di endoprotesi (protesi di anca) per pazienti con fratture del collo del femore per poterli far tornare a deambulare il più velocemente possibile ed evitare le complicanze di allettamento in persone anziane e il rimpiazzo di impianti ortopedici è continuo e senza sosta dovuto all’alto numero di operazioni settimanali.
Per questo nasce il progetto “Samburu Orthopaedic and Trauma Project” per poter fornire a tutti i pazienti il trattamento corretto per la frattura subita, e tornare ad essere attivi al 100% senza disabilità nel minor tempo possibile per poter prendersi cura della famiglia e dell’educazione.
Di cosa si occupa il progetto
- Acquisto di impianti ortopedici, in particolare modo endoprotesi di anca, placche e viti.
- Acquisto di strumentario ortopedico dedicato.
- Acquisto di stampelle per garantire una rapida deambulazione.
- Supporto di spese di viaggio per poter ricevere le visite di controllo e garantire una guarigione completa senza complicanze.
- Non per ultimo, il futuro delle zone remote come il Samburu County, è nella Telemedicina. Da circa un anno abbiamo supportato la creazione di un applicazione chiama “Squat and Smile App” che permette la valutazione dei pazienti ortopedici da remoto, in modo da aumentare la percentuale di follow up nei pazienti ortopedici e evitare spostamenti nelle zone più remote della contea.
Come aiutare
Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci nel sostenere le cure ortopediche per la popolazione del Samburu County.
Donazioni dall’Italia:
IBAN:
IT19I0501801400000011233798
Donazioni dall’estero:
BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX
Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT
Protesi di anca:
200 euro
Stampella:
20 euro
Trasporto:
40 euro
(Andata e ritorno all’ospedale di riferimento)
Placche:
400 euro
(Placche dedicate per fratture intraarticolari)
App Squat and Smile:
400 euro
(Sostegno costi di sviluppo e mantenimento)
Sostegno Libero
donazione libera
(Acquisto di strumentario ortopedico dedicato)
Risorse in Italiano
English Resources
Live session 1: Management of Critical Bone Defects and Infected Nonunions by Harvard Global Orthopaedics Collaborative, 22 feb 2026
Il villaggio di Kondou è il più estremo nel comune di Kassaro e confina con il Comune di Guenikoro. La lontananza dal centro e quindi dai servizi rende Koundu uno dei villaggi più rurali del Comune.
Nel corso delle passate missioni abbiamo più volte visitato Kondou, principalmente per effettuare medical camp, fondamentali data la carenza di infermieri e ostetriche presso il centro di salute.
Un insegnante per Kondou
Data la grande scomodità, è inoltre molto difficile reperire insegnanti per la scuola locale. Per questo dal 2021 sosterremo la scuola con un insegnate diplomato che supporterà i bambini del villaggio a proseguire il loro percorso di studio.
Come aiutare
Tutte le donazioni sono fiscalmente deducibili.
Dona con Carta di Credito
Dona con Bonifico Bancario
Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT
Donazioni dall’Italia:
IBAN:
IT19I0501801400000011233798
Donazioni dall’estero:
BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX
Sostegno alla Nursery di Parkati
Parkati si trova in Samburu County a 26 Km da Tuum in una zona molto arida, che riceve meno di 300-450 mm di pioggia all’anno. E’ una comunità Turkana di circa 1000 persone che conosciamo sin dalle prime missioni in Samburu.
La struttura della nursery è stata recentemente costruita ed è molto ben tenuta e pulita. Ci sono 2 classi ed è frequentata da circa 100 bambini all’anno. C’è anche un parco giochi!
Dal 2016 le sister di Tuum gestiscono la nursery provvedendo al pagamento degli insegnanti, del materiale scolastico e del cibo. Parkati è una comunità molto povera e con la gestione della nursery ci si prende carico di tutta la comunità.
Dal 2020 FTC sosterrà la fornitura di cibo per la nursery per tutto l’anno scolastico.
Puoi sostenere questo progetto su You Find The Cure!
I Regali Solidali sono Progetti sono scelti dalla Carta dei Propositi di Find The Cure per l’anno in corso. Per ciascuno sono possibili diversi tagli di donazione, a partire da sette euro. Le donazioni vengono usate al 100% per il progetto scelto e comprendono giornate alimentari, stipendi per insegnanti e kit scolastici.
Li abbiamo chiamati Regali perchè, compilando una cartolina che riceverai una volta completata la donazione, possono essere donati anche a una persona cara. Ma soprattutto perchè si tratta di piccoli pensieri che portano grandi differenze nei paesi sostenuti dai Progetti Find The Cure!
Missioni nei paesi dei progetti
L’asilo si trova nel comune di Kassaro, area rurale della Regione di Kayes, Mali. Attivato ufficialmente a Gennaio 2010 come Jardin d’enfants da Silvana Cavallo – moglie di Yacouba Diakitè, sindaco di Kassaro – è l’unico asilo pubblico del Comune di Kassaro, anzi… è l’unico asilo in un’area molto ampia e che consta più di 20.000 abitanti.
Il suo valore è fondamentale: preserva il diritto al gioco dei bambini in età prescolare in un area rurale svantaggiata.
Tutto iniziò 8 anni fa, con una tettoia di paglia sotto la quale si era allestita una sabbiera, un’area gioco esterna sotto gli alberi ed una capanna come classe, sempre in paglia e fango essicato. Negli anni, le innumerevoli piogge hanno distrutto più volte le capanne e gli hangar di paglia. In collaborazione con un’associazione piemontese, il Comune di Kassaro inizia così la costruzione di un asilo in muratura, che fosse fresco d’estate e potesse riparare i bambini nel periodo delle piogge.
Find the Cure si inserisce e porta a termine i lavori nel 2016, grazie al sostegno di Domenico e Susanna, che hanno dedicato la loro “lista nozze” all’asilo di Kassaro. Attualmente l’asilo ospita circa 86 bambini.
Dal 2018 inizia quindi il sostegno mensile da parte di Find The Cure per provvedere alla merenda giornaliera dei bambini, sostenere gli studi e le attività didattiche con un insegnante e garantire la sicurezza tramite un guardiano tuttofare.
Puoi sostenere questo progetto su You Find The Cure!
I Regali Solidali sono Progetti sono scelti dalla Carta dei Propositi di Find The Cure per l’anno in corso. Per ciascuno sono possibili diversi tagli di donazione, a partire da sette euro. Le donazioni vengono usate al 100% per il progetto scelto e comprendono giornate alimentari, stipendi per insegnanti e kit scolastici.
Li abbiamo chiamati Regali perchè, compilando una cartolina che riceverai una volta completata la donazione, possono essere donati anche a una persona cara. Ma soprattutto perchè si tratta di piccoli pensieri che portano grandi differenze nei paesi sostenuti dai Progetti Find The Cure!






