
Cari amici, a volte ci sono situazioni che danno fiducia e rinforzano la speranza. La risposta all’appello Emergenza Kenya è stata ottima e la famiglia si è allargata. Unendo le forze abbiamo dato un aiuto ancora più grande alla popolazione colpita dalla siccità del Nord Samburu. Con piacere vi presentiamo nuovi amici: Collective Community Action (amico di vecchia data e partner in Kenya sin dal primo giorno), Nutri Aid e Fondazione L’Albero della Vita – Onlus. Insieme con i quali, grazie alle vostre donazioni nella campagna Emergenza Kenya, abbiamo dato vita al progetto #ReadyNow.
Il progetto #ReadyNow nasce dall’incontro di queste quattro associazioni che mentre stavano progettando attività di sviluppo nella regione nord del Samburu County, testimoni diretti di tale situazione di emergenza, hanno deciso di unire le forze e le conoscenze per cercare di portare aiuti immediati di cibo e acqua ai villaggi più remoti.
Il progetto #ReadyNow si impegna a dare un aiuto immediato e diretto alla popolazione più bisognosa trasformando interamente le donazioni in acqua e cibo per le fasce più fragili, con precedenza per i bambini degli asili e delle scuole elementari, per gli anziani soli, per le donne in gravidanza e in fase di allattamento e per le famiglie che hanno perso il bestiame per via della siccità. La priorità assoluta è la velocità di intervento, senza rallentamenti in burocrazia e formalità, ma il raggiungimento immediato delle famiglie che stanno lottando contro la siccità. A richiesta di aiuto risposta rapida. Adesso.
Grazie a tutti coloro che si uniranno a noi per far si che il progetto #ReadyNow possa raggiungere il più ampio numero possibile di persone.
Resoconto distribuzione cibo
Diario sulla siccità
Cari Amici,
abbiamo aspettato anche noi a chiedervi aiuto, come stanno aspettando tutti qui le piogge. Ma le nuvole continuano a passare senza portare una goccia. E ormai la situazione è diventata davvero drammatica.
Il Kenya ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza nazionale per calamità naturale. . A lanciare l’allarme è stato il governo di Nairobi mentre il presidente Uhuru Kenyatta ha messo in guardia i commercianti e i distributori di viveri a non approfittare della situazione per arricchirsi a danno dei poveri. Il leader kenyano ha lanciato un appello alla comunità internazionale a fornire aiuti. Se non arrivassero gli aiuti, precisa la Croce rossa keniana, 2,7 milioni di persone rischiano di morire di fame. Oltre che sui giornali lo vediamo tutto intorno a noi. La siccità che spesso suona come una dato, una statistica raccontata dai telegiornali è una durissima realtà che impatta su tutti gli aspetti della vita.
Tutta la regione del Samburu Nord è completamente arida, tutto secco. Nei fiumi stagionali neanche una goccia, nei pozzi neanche. I pastori Samburu hanno dovuto lasciare le famiglie per portare i loro animali in aree molto remote dove persiste l’ultima erba e per farvi un esempio pratico, poichè nella cultura Samburu è il padre che decide pressoché tutto, molto spesso non possiamo fare operazioni mediche importanti (osteomieliti, innesti su ustioni gravi, etc) perchè non abbiamo il consenso del padre che è chissà dove a far sopravvivere il bestiame, per loro unica fonte di sostentamento e sicurezza economica in caso di reale necessità.
Molti bambini hanno dovuto lasciare la scuola per seguire gli animali, altri si sono dovuti rifugiare nelle zone più montuose del Monte Nyro dove c’è più vegetazione, ma sono ancora più isolati da tutto e lontani dalle scuole e dai servizi sanitari. Le donne arrivano in maternità per partorire in stati di disidratazione e malnutrizione cronica elevatissimi, anemiche; ogni taglio cesareo di emergenza è un taglio cesareo complesso per le condizioni precarie della donna.
Il tasso dei neonati prematuri sotto 1 kg è aumentato drasticamente a causa delle infezioni continue delle donne correlate alla mancanza di acqua e per gli sforzi e le distanze che devono percorrere quotidianamente per procurarsi l’acqua. Con l’aumento dei neonati prematuri, il numero delle morti perinatali è diventato elevatissimo. Nell’ultima riunione di ospedale, fatta per discutere le morti perinatali, siamo rimasti tutti senza parole nel vedere sul tavolo la pila di cartelle dell’ultimo mese. Questo elenco potrebbe andare avanti ancora molto a lungo e come disse un professore di Salute Globale “la povertà è un sistema in perfetto equilibrio, e come tutti i sistemi in perfetto equilibrio, molto difficile da alterare”.
Onestamente, di continuare a vivere tutto questo in attesa delle piogge, non è più possibile; così abbiamo deciso, per quanto poco possa essere, di alterare quell’equilibrio e portare del cibo direttamente alle famiglie di alcuni villaggi che da anni seguiamo con progetti di sviluppo: Tuum, Parquati, Wasarongai, Simalè, Lalerock.
La Contea Samburu e il governo del Kenya si stanno muovendo, hanno comprato cibo dal WFP (World Food Program) che a sua volta ha incaricato un’associazione per la distribuzione, ma i tempi sono ancora lunghi. Abbiamo così progettato questo intervento piccolo ma immediato, per tamponare un minimo la situazione.
Le famiglie individuate per il supporto sono in precedenza famiglie con più figli, donne incinta e bambini sotto i 5 anni di età.
140 famiglie a TUUM
140 famiglie a Parquati
110 famiglie a Wasarongai
80 famiglie a Simalè
80 famiglie a Larerok
Nel villaggio più remoto di tutti, Parquati, vorremmo ripristinare la pompa del pozzo che è rotta e creare un serbatoio di emergenza di 5000 litri per un costo di circa 2.500 euro.
La settimana tra il 20 e il 24 febbraio, in seguito alla diretta richiesta di aiuto dal preside della scuola, abbiamo depositato e montato un serbatoio di acqua da 5000 litri per la scuola di Simalè, in modo da creare una fonte temporanea di acqua per tutti i bambini della scuola. Il costo è stato di 700 euro. (400 euro di serbatoio, 200 di trasporto, 100 euro tubature e cemento per la base).
In questi giorni grazie al vostro supporto stiamo già ricevendo le donazioni. Entro questo fine settimana (4-5 Marzo 2017) vorremmo già procedere all’acquisto del cibo in modo da iniziare la distribuzione già dalla prossima settimana. L’emergenza è adesso.
Grazie a tutti coloro che ci aiutano in questo piccolo tentativo di “rompere l’equilibrio”.
FTC Kenya
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Nella prima metà dell’anno 2017, il Kenya ha attraversato e sta tuttora attraversando un periodo di siccità estrema che sta mettendo a durissima prova tutte le popolazioni del nord. Dopo aver ricevuto una richiesta di aiuto dagli insegnanti di Simalè abbiamo trasportato e montato un tank da 5000 litri che viene riempito una volta al mese dal camion emergenze dell’acqua della contea. Un ringraziamento alla Contea Samburu, al Ministero dell’acqua e ad Amref per il supporto logistico nell’iniziativa.
L’acquisto della Water Tank è stato reso possibile grazie alla Raccolta Fondi “Emergenza Siccità” su you.findthecure.it

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Incontri #nonlasciamociappiattire
Rassegna Cinematografica Mondovisioni
I run for Find The Cure è un progetto sportivo solidale nato a supporto di Find the Cure, e raggruppa trasversalmente atleti di tutti i calibri, età e locazione geografica con l’idea di correre per una motivazione in modo da lasciare una traccia umanitaria e non solo atletica.
Non importa che sia il più forte o il più veloce, I run for Find The Cure vuole il più sorridente, il più generoso, il più solidale, il più coraggioso, quello disposto a prendersi l’impegno di vestire una maglietta carica di valori e correre per strade e sentieri, facendosi portavoce di un forte messaggio di sport e solidarietà.
Il calendario gare unisce eventi ormai affermati ad eventi nascenti, gare di trail a gare su strada, oltre ad eventi made in I run for Find The Cure. Ogni gara aderente contribuisce direttamente e concretamente al progetto umanitario scelto per l’anno in corso e, di conseguenza, ogni atleta che decide di prendervi parte contribuisce alla sua realizzazione.
Per partecipare come atleti occorre iscriversi al team attraverso una donazione che permette di ricevere il pacco atleta I Run for FTC da indossare durante le gare per essere testimone contagioso del nostro messaggio solidale. Si entrerò così a far parte della classifica più solidale del pianeta che dura tutto l’anno fino a premiare i più solidali.

Dal 2012, grazie alle iniziative I run for Find The Cure e grazie ai tanti atleti e alle gare sostenitrici sono stati realizzati diversi progetti:
- nel 2017 costruzione della Maternità di Nafadji Coura in Mali
- nel 2016 supportato per un anno l’Ostello di SHERP (Samburu Handicapped and Rehabilitation Program) in Maralal (Kenya) che accoglie e accudisce 125 bambini di tutto il Samburu County con disabilità gravi
- nel 2015 costruzione di un ostello per le bambine della scuola elementare di Msolwa Ujamaa in Tanzania
- nel 2014 costruzione di una scuola elementare nel villaggio di Msolwa Ujamaa
- nel 2013 costruzione di 2 pozzi in aree rurali del Mali
- nel 2012 costruzione della scuola elementare di Needlor, in India
Finalità del progetto
- Creare un fondo speciale dove verranno convogliati tutti i fondi raccolti con le diverse iniziative e dedicarli a un progetto umanitario scelto di anno in anno.
- Creare un team sempre più numeroso che possa partecipare a gare famose e meno famose, nazionali e internazionali, vestendo la maglia appositamente disegnata per questo progetto
- Creare gare targate I run for Find The Cure dedicate interamente allo spirito di solidarietà, ma con un livello atletico podistico altamente professionale.
- Creare collaborazioni con gare famose per la loro bellezza e il loro spirito e parteciparvi sia come atleti, sia come progetto.
- Crescere costantemente sulle proposte degli atleti stessi. Ogni atleta è parte pulsante del progetto, le iniziative e le attività sono illimitate.
Missioni nei paesi dei progetti
Sananfiè e Djissoumabolen sono due villaggi nel comune di Kassaro molto vicini tra loro, distano poco meno di 1 km l’uno dall’altro, ma sono entrambi dispersi nella brousse, raggiungibili solo tramite un sentiero non battuto. Isolati come sono, hanno in comune una situazione acqua drammatica.
I due villaggi differiscono molto dal resto delle frazioni in zona, dove la presenza d’acqua ha permesso di costruire abitazioni di mattone crudo e creare orti collettivi. Qui le abitazioni sono costruzioni fatte con il fango e con la paglia e non è possibile alcuna coltivazione. Ad oggi, questi sono forse tra i villagi che ci hanno più impressionato per desolazione e difficoltà di sopravvivenza.
Entrambi i villaggi possiedono un pozzo, in verità, ma sono entrambi scavati a mano e non coprono il fabbisogno di oltre 400 persone più il bestiame che garantisce lavoro e nutrimento per la gente. Inoltre, come la maggior parte dei pozzi scavati a mano, anche questi risentono del periodo di secca, così, per procurarsi l’acqua gli abitanti sono costretti a percorrere a piedi i 5 km che li separano dai pozzi costruiti da Find The Cure a Balazantomo o Bolokourouni. Un viaggio stremante, con il proprio secchio sulla testa.
Il pozzo è stato costruito a metà strada tra i villaggi in seguito allo studio idrogeologico. A carico del villaggio l’eventuale recinzione e lo scolo/abbeveratoio per le bestie.
Costo del progetto: 10.000 euro
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IT19I0501801400000011233798
Donazioni dall’estero:
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Supporto Sanitario Medico/Infermieristico All’Ospedale Good Samaritan Di Msolwa Ujamaa attraverso l’invio di volontari sanitari, in particolare in aiuto ai nostri partner locali Missionaries of Compassion
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La Green House

La Green House: è un progetto agricolo che vede impiegate 8 donne e 2 uomini in rappresentanza delle loro mogli. Le famiglie beneficiarie sono state selezionate tra le più povere del villaggio. È stato effettuato un corso di 2 giorni sui fondamenti del Green House Management tenuto da un rappresentante del Ministero e da un rappresentate di Child Fund Kenya.
Il progetto prevede la messa a punto della serra con shadow net e sistema di irrigazione. La semina prevede pomodori, spinaci, sukuma e il ricavato verrà diviso per il 20% al Fondo per finanziare i progetti e per il 80% alle famiglie.
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