Writing with fire - Find The Cure Italia ODV

Writing with fire

India - 2021 |
Sushmit Ghosh Rintu Thomas |
Hindi - Sottotitoli: Italiani |
93 ' |
donne , giornalismo , India , povertà , razzismo

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In un panorama mediatico disastrato, dominato dal punto di vista maschile e dal settarismo, scopriamo la vicenda di “Khabar Lahariya”, l’unica testata giornalistica dell’India gestita da donne Dalit, la casta più “bassa” della società. Armate di smartphone, la caporedattrice Meera e le sue reporter si oppongono alla tradizione che le vorrebbe silenziose e sottomesse, tanto in prima linea raccontando le grandi questioni che investono il paese, quanto nei confini delle loro case, ridefinendo l’emancipazione femminile nell’India contemporanea. Writing With Fire è ambientato nel cuore dell’Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell’India, noto per i famigerati livelli di corruzione, violenza contro le donne e la brutale oppressione delle minoranze.

AD ASTI

mercoledì 19 gennaio 2022 alle 20:45

Spazio Kor (ex Chiesa San Giuseppe); Piazza San Giuseppe, ASTI

A SAVONA

giovedì 27 gennaio 2022 alle 21:00

Nuovo Film Studio, Piazza Rebagliati 6, SAVONA

A TORINO:

martedì 8 marzo 2022 alle 20:30

Cinema Massimo – Sala Soldati, Via Giuseppe Verdi 18, TORINO

Ospiti a Torino:

Maria Teresa Martinengo è giornalista professionista. Assunta a Stampa Sera nel 1989 e dal 1992, lavora nella cronaca del quotidiano La Stampa dove si occupa in particolare di temi sociali, di istruzione e di rapporti con le religioni presenti a Torino. Nel 2005 ha pubblicato Portanuova. Storie minime dalla città multietnica, edizioni La Stampa. È al secondo mandato come consigliera dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.


Trailer

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Dichiarazione dell'autore

L’India è un paese profondamente complesso. Da oltre 3.000 anni persiste una gerarchia che divide la società in quattro gruppi, nota come sistema delle caste. È un sistema di esclusione addirittura peggiore del razzismo, perché la casta è invisibile. Una persona è considerata un membro della casta in cui è nata e lo resta fino alla morte. Malgrado questa pratica discriminatoria sia vietata dalla legge indiana, resta strettamente praticata in molte parti del paese. I Dalit sono la parte della società indiana disprezzata al punto da non avere un posto nel sistema delle caste, e continuano a subire alcune delle forme più brutali di oppressione e violenza. Ora immaginate cosa significa essere una donna Dalit: sei letteralmente alla base della piramide sociale dell’India, non hai alcun potere, sei assolutamente invisibile. Questo è ciò che ci interessava nel lavoro di Meera, la caporedattrice di Khabar Lahariya, specialmente quando stava gestendo la transizione del suo giornale dalla stampa al digitale. Eravamo interessati a come le donne Dalit avrebbero impiegato la tecnologia e internet per amplificare la loro voce. Mentre la maggior parte dei giornali cartacei al mondo si stava adattando con difficoltà al web, queste donne di estrazione rurale studiavano strategie per crescere in un panorama mediatico altamente competitivo, dominato dagli uomini e dalla casta superiore. Con il loro lavoro hanno iniziato a ridefinire il modo in cui le donne Dalit sono percepite nella società, in un’India che stava passando da una democrazia secolare a un nazionalismo di destra, guidato da un partito maggioritario indù che cerca di rafforzare il sistema delle caste in ogni aspetto della vita. Così il lavoro di Meera e delle sue giornaliste appare ancora più eccezionale, quasi una narrazione di Davide contro Golia, in cui la penna, o in questo caso il cellulare, diventa più potente della spada. Sushmit Ghosh, Rintu Thomas

Rintu Thomas e Sushmit Ghosh sono due premiati registi e produttori indiani, il cui lavoro è stato sostenuto da Sundance Institute, Chicken & Egg Pictures, Tribeca Institute, Doc Society, SFF Film Fund, IDFA, The Bertha Foundation, Sorfond e Finnish Film Foundation, tra gli altri. Rintu e Sushmit sono anche Sundance Fellows, e amano realizzare film che abbiano il potere di creare un impatto sociale trasformativo. Nel 2009 hanno fondato Black Ticket Films, una società di produzione che punta sul potenziale narrativo del cinema documentario.

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Un grazie sincero ai sostenitori della rassegna:


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