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Kangaroo Mother Care – Maternità di Maralal

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Localizzazione

Il Samburu County è una contea situata nel nord del Kenya, in una zona prevalentemente arida e semi-arida della Rift Valley settentrionale. È una delle aree più autentiche e meno urbanizzate del Paese. La popolazione è composta principalmente dal popolo Samburu, un gruppo etnico nilotico imparentato con i Maasai.

La cittadina di Maralal è il capoluogo del Samburu County e qui si trova il Samburu County Referral Hospital, ospedale principale della contea e struttura di riferimento sanitaria pubblica a Maralal.

Il Progetto

Il progetto della Kangaroo Room verrà realizzato all’interno della maternità di Maralal, precisamente nell’area di unità intensiva neonatale. L’idea è quella di allestire stanze già presenti per poter praticare la Kangaroo Mother Care. 

Le linee guida del Kenya chiedono che, in una Newborn unit come quella dell’ospedale di Maralal, di  livello 5,  vi siano almeno 20 posti per la pratica della KMC, ma nella realtà della neonatologia di Maralal questo non è possibile, perché si toglierebbero troppi posti letto di unità intensiva.

La KMC avverrà in tre stanze, per un totale di 10 posti letto:

  • Prima stanza: 7 letti
  • Seconda stanza: 2 letti
  • Terza stanza: 1 letto

La pratica del Kangaroo Mother Care

In Kenya, la Kangaroo Mother Care è una pratica di cura dei neonati prematuri o di basso peso alla nascita che sta guadagnando sempre più attenzione come intervento salvavita e a basso costo nel sistema sanitario nazionale.

La pratica si ispira ai marsupi dei canguri: il neonato rimane molto vicino al corpo della madre per ore al giorno, ricevendo calore naturale e stimoli di legame affettivo.

Aspetti chiave delle KMC:

  • Contatto pelle a pelle: i neonati indossano solo un pannolino e un cappellino, appoggiandosi direttamente sul petto nudo del genitore per stare al caldo.
  • Migliora i tassi di sopravvivenza, favorisce un aumento di peso più rapido, favorisce lo sviluppo cerebrale, riduce le infezioni e aumenta i tassi di allattamento al seno
  • Aiuta il bambino a regolare temperatura, respirazione e stimolazione neurologica.
  • Cure di transizione: consentono il passaggio dalle incubatrici alla terapia intensiva, o parallelamente ad essa, spesso consentendo di monitorare i neonati mentre sono in braccio ai genitori.

Nascere prematuri in Kenya

In Kenya, la prevalenza dei nati prematuri si aggira tra il ~12% e il ~18% di tutte le nascite a livello nazionale, che significa decine di migliaia di bambini ogni anno.

Ciò può tradursi in circa 134.000–193.000 pretermine all’anno, secondo diverse stime ufficiali e ospedaliere.  La mortalità neonatale (primi 28 giorni di vita) in Kenya è alta: circa 21 decessi ogni 1.000 nati vivi. 

Le complicazioni della prematurità rappresentano una delle principali cause di morte neonatale e contribuiscono costantemente ad una parte significativa delle morti di bambini sotto i cinque anni. 

I principali fattori associati alle nascite premature includono:

  • Gravidanza adolescenziale e età materna molto giovane;
  • Pregressi parti pretermine o gravidanza multipla;
  • cassetta di primo soccorso
  • Complicazioni ostetriche come ipertensione, infezioni, rottura precoce delle membrane;
  • Presenza di condizioni materne non diagnosticate o non gestite durante la gravidanza.

Tra gli interventi  adottati dal governo del Kenya, la realizzazione di linee guida per la cura del neonato, programmi di sensibilizzazione e rafforzamento dell’assistenza prenatale per ridurre i rischi di prematurità , utilizzo di corticosteroidi prenatali per le madri a rischio e Kangaroo Mother Care per migliorare la sopravvivenza.

La Kangaroo Room sarà dedicata alla memoria di Loredana Trinchieri

Questo progetto è sostenuto dagli amici e dai familiari di Loredana, scomparsa nell’agosto 2025, che hanno raccolto i fondi per realizzarlo in sua memoria, scegliendo di sostenere un’iniziativa profondamente in linea con i valori che hanno guidato la sua vita.

Chi ha avuto il privilegio di conoscerla la ricorda, innanzitutto, per l’attenzione verso gli altri: nel lavoro sociale, nel volontariato, nelle battaglie civiche. Non cercava visibilità ma spazi in cui fosse possibile fare qualcosa di concreto per chi era in difficoltà e per il bene comune.

La sua formazione e la sua professione di assistente sociale non erano solo un mestiere: erano il modo in cui interpretava il mondo. Credeva nella solidarietà come pratica quotidiana, fatta di ascolto, pazienza e responsabilità.

Cosa serve:

Le stanze sono progettate per essere confortevoli e consentire ai genitori di sedersi o sdraiarsi per periodi prolungati (idealmente più di 20 ore al giorno). | La Kangaroo Mother Care non necessita di personale aggiuntivo ma è necessario che quello presente segua corsi di aggiornamento e formazione e per questo motivo sono previsti alcuni momenti di formazione per il personale, da eseguire in loco e in altri centri della contea, con rimborso delle spese di viaggio e soggiorno.

  • 🧼 3 lavandini con installazione
  • 🪑 4 sedie per pratica Kangaroo (in alternativa al letto)
  • 💡 Lampade riscaldanti per temperatura 25–28°C
  • 🪟 Copertura delle finestre
  • 🧴 Dispenser con sapone e carta (uno per stanza)
  • 🥛 Coppette graduate per latte spremuto
  • 🍼 Sacchetti per conservare il latte
  • 🌡️ 3 termometri a parete (uno per stanza)
  • 👶 Termometro per bambino
  • 🕒 3 orologi a muro (uno per stanza)
  • 🎒 Materiale per marsupi e divise per le mamme
  • 🚪 Sostituzione porta stanza a 7 letti (per dispersione calore)

Sostegno alla Scuola Materna di Oualia

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Localizzazione

Oualia (pron. Ualià’) – Comune rurale del sud-ovest del Mali, regione di Kayes – Africa Occidentale

  • 31 villaggi distribuiti su circa 1.000 km² di savana
  • Circa 24.000 abitanti
  • Collegato alla capitale Bamako solo da una linea ferroviaria di epoca coloniale
  • Accesso estremamente difficoltoso: piste sterrate spesso impraticabili dopo la stagione delle piogge
  • Presenza del fiume Bafing, attraversabile solo nella stagione secca

Contesto socio-territoriale – Oualia è un comune isolato, caratterizzato da:

  • altipiani rocciosi non raggiungibili con mezzi a motore;
  • villaggi distanti, collegati da piste stagionali;
  • servizi essenziali concentrati nel capoluogo comunale (amministrazione, sanità di base, scuola primaria e asilo).

Il sindaco Sambou Mariko Sissoko, al suo terzo mandato, denuncia da anni una criticità strutturale: al trasferimento di competenze dallo Stato ai Comuni non è mai corrisposto un adeguato trasferimento di risorse economiche. In questo scenario, l’accesso all’educazione di base per i minori e l’alfabetizzazione funzionale degli adulti sono diventati fin dall’inizio una priorità per le autorità locali, che hanno cercato sostegno all’esterno per realizzare progetti essenziali.

Negli anni, enti e associazioni piemontesi hanno contribuito alla costruzione di scuole, ambulatori, al sostegno delle associazioni femminili e alla formazione di personale scolastico e sanitario. La collaborazione pluridecennale con l’amministrazione comunale di Oualia ha permesso di pianificare interventi condivisi, pensati per essere sostenibili nel tempo, anche indipendentemente dai finanziamenti esterni.

Alla fine degli anni ’90, quando l’unico mezzo di comunicazione con l’Italia era un telefono fisso in una cabina davanti alla stazione ferroviaria – dove il treno Bamako–Dakar passava mediamente due volte a settimana, senza orari certi – programmare progetti di cooperazione da Piemonte a Sahel era una vera sfida. Alcuni viaggi “solidali”, che hanno coinvolto studenti, sindaci e rappresentanti di associazioni giovanili piemontesi, hanno però permesso un contatto diretto e non filtrato con la popolazione locale.

Il primo asilo pubblico nella savana del Mali

L’idea di creare un luogo sicuro per i bambini più piccoli nasce da Oumou, storica levatrice del territorio. In una vita dedicata all’assistenza alle partorienti, ha fatto nascere oltre 2.000 bambini, raggiungendo i villaggi giorno e notte, a piedi, in bicicletta e in moto. Ha visto troppe donne morire per mancanza di strade e mezzi di evacuazione in caso di emergenze ostetriche.

Negli anni ’90, lavorando presso il Centre de Santé Communautaire di Oualia, Oumou ha chiesto ai partner piemontesi di aiutarla a creare un Jardin d’enfants: un luogo sicuro dove i bambini piccoli potessero stare durante il giorno, lontani dai pericoli quotidiani. Fiumi, fuochi a terra, utensili da lavoro e attività domestiche rendevano l’ambiente estremamente rischioso per bambini tra i 3 e i 5 anni, una fascia d’età spesso lasciata a sé stessa perché le madri non avevano alternative e i fratelli maggiori frequentavano la scuola primaria.

Nel 2008, su un’area pubblica adiacente alla scuola primaria, dopo un accordo con l’amministrazione comunale, sono iniziati i lavori di costruzione di due classi in muratura per l’asilo. Nello stesso anno, un camion partito da Castino (provincia di Cuneo) ha raggiunto il Mali dopo circa 30 giorni di viaggio via mare e via terra, portando giochi e materiale didattico.

Sono stati realizzati un’area gioco all’aperto, le latrine e un punto di accesso all’acqua potabile. È stata avviata la formazione della prima monitrice, Fanta, attivato un servizio merenda quotidiano e individuato un guardiano tuttofare per la manutenzione e il supporto logistico.

Dal 2009, i disegni sui muri realizzati dai volontari piemontesi in visita raccontano una storia che continua: un progetto nato da un bisogno reale e riconosciuto dalla comunità locale.

Nell’anno scolastico 2023/2024 l’asilo ha accolto 149 bambini, suddivisi in tre sezioni (piccoli, medi e grandi). Due anni fa è stata costruita una grande paillotte, una capanna circolare con tetto in paglia, per migliorare l’organizzazione delle attività e affrontare le temperature elevate, che superano i 30°C tutto l’anno e raggiungono picchi oltre i 40°C nei mesi più caldi.

Negli ultimi anni, nonostante il contesto politico e di sicurezza complesso del Mali, l’asilo ha continuato a funzionare e ad accogliere anche orfani di militari caduti nei combattimenti nel nord del Paese, le cui famiglie si sono rifugiate nel sud.

Bisogni attuali

  • fondo annuale per la manutenzione della struttura e della recinzione
  • nuovo materiale didattico e ludico
  • cassetta di primo soccorso
  • sostituzione di tappeti, sedie e giochi usurati
  • manutenzione periodica del tetto della paillotte dopo la stagione delle piogge

Obiettivo: garantire la continuità e il buon funzionamento del Jardin d’enfants di Oualia, offrendo ai bambini un ambiente sicuro e alle educatrici gli strumenti necessari per svolgere il loro lavoro.

Donne, resilienza e responsabilità

Il funzionamento quotidiano dell’asilo, e più in generale la tenuta della comunità di Oualia, poggia in gran parte sulle spalle delle donne.

In questa zona del Sahel, da decenni l’equilibrio tra agricoltura di sussistenza e allevamento è reso fragile da siccità ricorrenti, degrado del suolo, scarsità d’acqua e politiche agricole orientate all’esportazione. Molti uomini sono partiti “a l’aventure”: verso la capitale, i Paesi confinanti, il deserto, il Mediterraneo. Di alcuni non si hanno notizie da mesi, di altri da anni.

Nei villaggi restano soprattutto donne, anziani e bambini. Le donne provvedono ogni giorno a garantire il cibo, l’acqua, la cura dei figli e degli anziani, diventando di fatto capofamiglia. La loro giornata è scandita da lavori manuali continui: raccogliere legna nella brousse, attingere acqua dal pozzo e trasportarla per chilometri, coltivare piccoli orti, allevare pochi animali per far fronte alle emergenze sanitarie.

Tra queste donne c’è anche Fanta Diaby, direttrice dell’asilo. Non ha atteso l’aiuto del marito emigrato in Spagna come sans papiers, ma ha scelto di formarsi, di impegnarsi per il bene comune e di assumersi responsabilità pubbliche, diventando la prima e unica donna consigliera comunale di Oualia. La sua storia è emblematica di una leadership femminile silenziosa ma decisiva, che rende possibile l’esistenza stessa del Jardin d’enfants.

Come aiutare

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Walking Again Project

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Cinque anni di collaborazione tra Find The Cure e IGOT/UCSF per rafforzare la chirurgia ricostruttiva, formare specialisti e garantire protesi a chi affronta l’amputazione.

Una collaborazione per salvare gli arti

Negli ultimi cinque anni Find The Cure ha collaborato con IGOT (Institute for Global Orthopaedic and Traumatology), iniziativa no-profit del Dipartimento di Ortopedia dell’Università della California, San Francisco (UCSF).

L’obiettivo: rafforzare la capacità della chirurgia ricostruttiva in contesti a risorse limitate (Kenya) attraverso i corsi SMART – Surgical Management and Reconstructive Training.

Contesto e impatto

Tra i beneficiari, il Samburu County Referral Hospital ha notevolmente migliorato la qualità dell’assistenza chirurgica ricostruttiva per la comunità, passando da amputazione come unica opzioni al salvataggio d’arto.

Approccio

  • Formazione sul campo e mentoring clinico
  • Standardizzazione dei protocolli ricostruttivi
  • Accesso a impianti ortopedici gratuiti

Quando l’amputazione è inevitabile

Nonostante questo grande impegno, potenziando le competenze chirurgiche e a creando un sistema di impianti ortopedici gratuiti, una  percentuale di pazienti è stata costretta inevitabilmente all’amputazione. Tra le cause più comuni, i traumi gravi per ferite d’arma da fuoco ad alta energia o gravi osteomieliti croniche, dovute a ritardi prolungati nel cercare cure adeguate.

Il dato chiave

Uno studio sostenuto da IGOT presso il Muhimbili Orthopaedic Institute di Dar Es Salaam stima che circa l’11% dei pazienti con gravi lesioni agli arti vada incontro ad amputazione: 1 su 10.

Barriere all’accesso

  • Costo delle protesi: principale ostacolo
  • Assenza di aiuti governativi per i pazienti

Le conseguenze di questa mancanza di accesso sono profonde. Molti pazienti, pur mostrando una straordinaria resilienza, sono costretti ad accettare la propria disabilità e a reinventare la propria vita quotidiana senza un arto. La perdita di autonomia li rende spesso totalmente dipendenti dal sostegno familiare e li esclude dalle attività lavorative più semplici, con un forte impatto economico e psicologico.

“Un arto artificiale rappresenta un punto di svolta nella vita di un amputato.”

Uno degli obiettivi dello studio inoltre era anche di valutare la qualità della vita di un amputato dopo aver ricevuto una protesi e i risultati hanno mostrato chiaramente quanto questo possa cambiare la loro esistenza: una protesi restituisce indipendenza, fiducia e la possibilità di tornare a lavorare e a vivere pienamente.

Walking Again Project

Nel percorso verso una ricostruzione chirurgica di qualità, abbiamo scelto di estendere il nostro impegno anche agli amputati, spesso dimenticati dai sistemi sanitari. Vogliamo garantire che, quando l’amputazione è inevitabile, ogni paziente possa contare sulla possibilità reale di ricevere una protesi.

Per chi affronta un intervento così difficile, sapere fin dall’inizio che potrà riacquistare autonomia e mobilità significa affrontare l’amputazione con una prospettiva completamente diversa: non come una fine, ma come l’inizio di una nuova vita possibile.

Obiettivi:

  • Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle amputazioni
  • Creare un fondo dedicato per fornire protesi personalizzate a chi non può permettersele
  • Garantire a ogni paziente la prospettiva concreta di una protesi fin dall’inizio del percorso chirurgico

Come aiutare

Con le disponibilità della protesi, anche un’amputazione può diventare l’inizio di una nuova vita.

Awaiting Support / In attesa di supporto

Eruan Lokitari
Transfemoral Prostheses

Joseph Lenanyokie
24 years old
Transtibial Prosthesis

Peter Lokope
17 years old
Transfemoral Prosthesis

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Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci nel sostenere le cure ortopediche e i percorsi di riabilitazione per la popolazione del Samburu County.

Funded Cases / Pazienti supportati

👤 Roser Chepkoech Boiwo • ✓ Transfemoral Prostheses

📅 71 anni • 📍 Lesidai • Caso sostenuto da ❤️ Dr. L. Spreafico

👤 Loisherua Letipila • ✓ Transtibial Prosthesis

📅 16 anni • 📍 South Horr • Caso sostenuto da ❤️ PG Asti

Partner

Institute for Global Orthopaedics & Traumatology (IGOT)
Healing Bones, Mending Lives. Empowering through Education.

Referenti

Daniele Sciuto

Daniele Sciuto, MD, MPH
Samburu County Referral Hospital · Find The Cure

David Shearer

David Shearer, MD, MPH
University of California, San Francisco (UCSF) · IGOT – Institute for Global Orthopaedics and Traumatology

Home Sweet Home, fondo per il sostegno alla messa in sicurezza abitativa di Mararal, Kenya

Casa è dove si trova il cuore (e dove trovi protezione, e dove puoi far dormire i tuoi figli all’asciutto, al sicuro)

Non siamo un associazione da frasi fatte tuttavia, negli anni, abbiamo scelto ogni anno un aforisma denso di significato ci ha accompagnasse. Uno di questi è stato: “casa è dove si trova il cuore”.

Mai come nel mese di Novembre 2023, durante Mission Kenya 12, ci siamo resi conto che una frase del genere (bellissima, su questo non si discute) possiamo permettercela solo noi, noi che un tetto sulla testa lo abbiamo.

Per Mbeye, Esther o John, loro come tanti altri, la casa non è dove si trova il cuore, la casa è dove trovi protezione, è dove puoi far dormire i tuoi figli all’asciutto, al sicuro. E in questi tempi, di così grande instabilità climatica, avere una casa che non si “sciolga” sotto il peso della pioggia o che non si sgretoli sotto il sole cocente, diventa fondamentale.

Nei Paesi che conosciamo, Mali, Kenya, Tanzania, sono tanti i problemi che non permettono a una famiglia di avere una casa sicura: ci vengono in mente gli abitanti di Torolo,nel comune di Kassaro in Mali, con le capanne devastate da una stagione delle pioggie violenta e davastante , senza precedenti, ci sono i grandi periodi di siccità, come quello avvenuto un paio di anni fa, che ha provocato la morte di migliaia di capi di bestiame, unico sostentamento per le famiglie samburu e turkana dei villaggi di Simalè, Parkati e Tuum in Keya. E se non bastano gli sconvolgimenti climatici c’è la vita, quella di tutti i giorni: il comprare cibo, il curarsi, far studiare i propri figli.

Emergenza Climatica in Mali

Emergenza Climatica in Kenya

Obiettivo: unità abitative sicure.

Quello che ci prefiggiamo per il 2024 è di costruire delle unità abitative sicure. Il budget è in evoluzione: più raccoglieremo più saremo in grado di aiutare.

Ad ora abbiamo evidenziato 3 famiglie particolarmente bisogne, sono famiglie numerose e con bambini piccoli nel proprio nucleo familiare. Sono molto integrate nel tessuto sociale e siamo certi che apportare aiuto avrà un effetto positivo anche su altre persone. Tutte le famiglie si trovano nella contea Samburu, in Kenya, nella cittadina di Maralal. Le case non saranno tutte uguali, perché le stesse famiglie non lo sono, ognuna di loro ha caratteristiche diverse.

Casa di John

Casa di Mbeye

Casa di Esther

Se andate a casa di John, troverete una accoglienza fuori dal comune, un sorriso che si allarga e occhi preoccupati per il futuro. Vi darà la sua sedia migliore e, dall’interno della capanna, tirerà fuori un divanetto per darvi il posto più comodo nel suo cortile. Voi , però , non arrivate a mani vuote, portate un po’ di zucchero, sale e olio.

Da Mbeye la raccolta dell’acqua viene fatta tramite bottiglioni dell’acqua collegati a una grondaia. La sua casa sorge a metà collina, ha fatto grande sforzi per cercare di renderla un pòpiù sicura, con delle pietre ma ogni volta che piove il fango che scende rischia di spostare un po’ più in la’ la casa. Alla casa di Esther manca un po’ tutto: un tetto, le pareti. Per cucinare o scaldarsi la casa si riempie di fumo e diventa invivibile.

Fino a non molto tempo fa pensavamo che la prima causa di impoverimento in Africa fosse la malattia, ora ci aggiungiamo le tasse scolastiche per i propri figli. In una realtà economica così povera, la casa sicura scende di diverse posizioni nella scala delle priorità: prima ci sono cibo, scuola e salute.

Partner Locali

  • Find the Cure Kenya
  • Comune di Kassaro Mali
  • Missionaries of Compassion Tanzania

Interventi

  • Messa in sicurezza di unità abitative
  • Ristrutturazione di edifici già esistenti
  • Costruzione ex novo dove necessario

Questo progetto è sostenuto dal progetto I Run for Find The Cure

Ci prendiamo tutto il 2024 per raccogliere i fondi necessari e, nel 2025, cominceremo i lavori.

A voi cosa chiediamo? Di correre portando un messaggio solidale, di organizzare gare e sostenere sempre il progetto I run for Find the Cure che, nel 2024, si lancia in questa grande sfida.

Vi augurarvi un 2024 ricco di gare, meglio se solidali, meglio se appartenenti al nostro Corto Circuito Solidale.

Ricostruzione Ostello femminile bruciato di Msolwa Ujamaa in Tanzania

Msolwa Ujamaa è un villaggio rurale nel cuore della Tanzania di circa 10.000 abitanti.  Da anni collaboriamo con i Missionari della Compassione per la promozione della salute e dell’istruzione in questo villaggio.

Nella missione di Msolwa Ujamaa vi è la Assumption Primary School e la Compassion Secondary School frequentate da circa 600 studenti, 400 dei quali vivono nei relativi ostelli. È presente l’ostello maschile per i più piccoli e per i più grandi, e l’ostello femminile per le bambine e le ragazze.

Qui Find The Cure promuove il progetto del Sostegno a Distanza, che da anni si impegna a supportare bambini e ragazzi garantendo loro salute, alimentazione, istruzione e una comunità protetta in cui crescere. Il progetto aiuta gli studenti e gli orfani più bisognosi supportandoli nel pagamento della retta scolastica, nell’acquisto di libri di testo, quaderni, uniforme, t-shirt, e tutto ciò che concerne il vivere in ostello.

2 Giugno 2023: l'incendio all'Ostello Femminile

Il 2 Giugno 2023 l’ostello femminile delle studentesse della Secondary è andato in fiamme a causa di un corto circuito. Dopo adeguate indagini da parte del governo sulle cause dell’incendio, sono ripartiti i lavori di ricostruzione di questo ostello.

L’incendio ha distrutto tutto, dalle camerate delle ragazze, agli spazi comuni come la biblioteca, l’area studio e l’area dove si mangia. Fortunatamente tutte le studentesse e le Sisters stanno bene, nessuno si è fatto male! Tale periodo è venuto a coincidere con le vacanze di fine del primo semestre, per cui le studentesse sono state rimandate a casa per un mese, senza dover saltare la scuola.

A inizio luglio gli studenti sono rientrati a scuola cercando una situazione provvisoria. Mentre i maschi si sono sistemati normalmente nel dormitorio maschile della Secondary, le ragazze hanno occupato il dormitorio delle bambine che sono invece nuovamente tornate nel dormitorio dei bambini (dove dormivano prima che venisse loro costruito un dormitorio dedicato). Stanno un po’ stretti, ma si tratta di una situazione temporanea!

Puoi sostenere questo progetto su You Find The Cure!

Medical Camp prevenzione dei tumori svolti nei villaggi rurali dal Cancer Hospital, Ifakara

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

I tumori con maggior prevalenza in Tanzania sono il tumore della cervice uterina (25,3%), il tumore della mammella (9,9%) e il tumore della prostata (8,8%); tumori che, se individuati precocemente, possono essere trattati con una buona prognosi del paziente.

Purtroppo, a causa della carenza di strutture specializzate, molti pazienti in Tanzania giungono all’attenzione di un medico quando lo stadio della malattia è ormai troppo avanzato e difficilmente trattabile.

Il Good Samaritan Cancer Hospital a Ifakara, inaugurato nel febbraio 2020, si occupa della prevenzione, diagnosi e cura della malattia tumorale. I Medical Camp del GSCH si pongono i seguenti obiettivi:

  • creare consapevolezza sui tipi e le cause dei tumori più diffusi
  • ridurre la prevalenza dei tumori prevenibili
  • ridurre il tasso di mortalità per cancro nel distretto di Kilombero.

Durante i Camp verranno svolte le seguenti attività:

  • sensibilizzare la popolazione riguardo alla patologia tumorale
  • individuare il tumore della cervice uterina tramite la visita con speculum e la colorazione con soluzione di Lugol
  • individuare il tumore della mammella tramite esame obiettivo e invio ad esecuzione di mammografia presso il GSCH in caso di riscontro di noduli sospetti
  • individuare il tumore della prostata tramite esame obiettivo e dosaggio del PSA ematico
  • eseguire gratuitamente il test per HIV

Per il primo dei tre anni proposti per il supporto, il sostegno prevede anche l’acquisto di strumenti e materiali (es. speculum, grembiuli di plastica, secchi per la decontaminazione e materiale per il lavaggio delle mani).

Come aiutare

Donazioni dall’Italia:

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Causale: Sostegno Medical Camp prevenzione dei tumori Ifakara

Donazioni dall’estero:

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Reference: Ifakara cancer prevention medical camp support

Acquisto dell’arredamento per la Sanjo Pre and Primary School di Milola

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Milola è un villaggio rurale che dista 25 chilometri da Ifakara, 50 chilometri da Mahenge e 70 chilometri daMsolwa Ujamaa; si trova nel distretto di Ulanga, nella regione di Morogoro. Negli anni la Missione di Milola è cresciuta tantissimo. In passato abbiamo collaborato con i Missionaries of Compassions nella costruzione di un pozzo nel 2019, della Secondary School nel 2020-2021 e nellac ostruzione dell’ostello maschile per la Secondary School nel 2022.

Attualmente la Missione di Milola è costituita dalla casa dei Missionaries of Compassions, dalla Chiesa, dalla casa delle Sisters of Seva al cui interno sono già presenti i locali per un futuro ostello per le ragazze della Secondary School, dalla casa delle Sisters of Destitute, dal dispensario gestito dalle Sisters of Destitute, dalla Secondary School e dal relativo ostello maschile. Le tre congregazioni collaborano per far crescere questa missione.

Le Sisters of Destitute stanno costruendo la Sanjo Pre and Primary School e i relativi ostelli per i bambini e le bambine. Find The Cure supporta l’iniziativa attraverso l’acquisto dell’arredamento per la scuola e l’ostello che prevede: 80 banchi, 80 sedie, 15 scrivanie con panca annessa, 15 tavoli per gli insegnanti, 5 tavoli per gli uffici, 19 librerie, 3 computer, 1 stampante/fotocopiatrice.

L’obiettivo è di inaugurare la Primary School nel 2023 iniziando con una prima classe, la PP1 (i più piccolini).

Supporta questo progetto correndo con Find The Cure

Entra anche tu nel team sportivo-solidale “I Run for Find the Cure”!

Non vogliamo il più forte o il più veloce, ma i più sorridenti, generosi, solidali, coraggiosi disposti a farsi portavoce di un forte messaggio di sport e solidarietà vestendo una maglia carica di valori.

Costruzione di tre classi della scuola di Kodjalan, distrutta dall’alluvione di luglio 2022

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.
Agosto 2022 le classi Kodjalan "sciolte" a causa delle forti piogge

Tra il mese di Luglio e Agosto 2022, piogge assolutamente anomale hanno martoriato da più parti il Comune di Kassaro. Da sempre la stagione delle piogge provoca disagi: strade sterrate non più percorribili, ponti allagati, villaggi isolati ma, mai come quest’anno, si sono visti tanti danni.

A farne le spese maggiori sicuramente il villaggio di Torolo, in parte distrutto dall’esondazione del rio vicino al quale sorge. Lo abbiamo sostenuto con una campagna dedicata nell’agosto 2022. Ma nel vicino villaggio di Kodjlan la scuola, a cui affluiscono circa 300 studenti provenienti dal villaggio stesso e dalle frazioni adiacenti, è ad oggi completamente distrutta dalla pioggia.

Su richiesta del sindaco di Kassaro, Find The Cure partecipa alla ricostruzione di tre classi della scuola con un sostegno di circa 31.000€ che permetteranno la costruzioni di aule da circa 20 m² e l’acquisto dell’arredamento scolastico (supportato da I Run for Find The Cure).

L'alluvione nel comune di Kassaro

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Spedizione di 2 ambulanze per il comune di Kassaro – 2022

Questo progetto è supportato da I run for Find The Cure, il progetto sportivo-umanitario creato da Find The Cure e che unisce sport e solidarietà in un legame così stretto da non riuscire a distinguere la fine di uno e l’inizio dell’altro.

Un’ambulanza in zone rurali fa la differenza: è facile intuirlo, ma per immaginarlo occorre pensare a un Centro Salute locale, piccolo ed efficiente, ma in una zona rurale che dista oltre 100 km dai primi Ospedali. Se pensiamo a mamme in gestosi o con parto podalico, incidenti stradali, patologie acute come appendici o ernie strozzate o altre condizioni di emergenza che necessitino trasporto immediato in strutture attrezzate ciò di cui abbiamo bisogno è soprattutto un mezzo sicuro, veloce ed equipaggiato che permetta di trasportare un paziente in tempo verso una speranza di guarigione.

Per il secondo anno (Progetto 2021 – Articolo La Stampa) sosteniamo dunque le spese di spedizione e logistica per l’invio di due ambulanze donate dalla Croce Verde di Torino che verranno consegnate nelle mani del sindaco del Comune di Kassaro, Yacouba Diakitè, e destinate ai Centri Salute locali dei Comuni di Madina e Sebekoro, entrambi facenti parte del circondario di Kita, nella regione di Kayes.

Budget: 8000 euro che comprendono il trasporto di due ambulanze con container da 40 + spese doganali e di trasporto da Dakar a Kassaro.

Dal Blog 2021: cosa vuol dire spedire due ambulanze?

Supporta questo progetto correndo con Find The Cure

Entra anche tu nel team sportivo-solidale “I Run for Find the Cure”!

Non vogliamo il più forte o il più veloce, ma i più sorridenti, generosi, solidali, coraggiosi disposti a farsi portavoce di un forte messaggio di sport e solidarietà vestendo una maglia carica di valori.

Co-partecipazione alla costruzione di un ostello maschile nel villaggio di Milola

Tutti i progetti fino ad ora realizzati e tutti quelli in corso di realizzazione sono stati possibili grazie ai fondi provenienti da donazioni di singoli privati e attraverso le molteplici iniziative che Find the cure ha proposto in questi anni e che ancora propone.

Il progetto prevede la costruzione di un ostello maschile per 125 studenti per la Fr. Jose Kaimlett Memorial Secondary School a Milola, distretto di Kilombero, Morogoro, Tanzania.

La Secondary School è pressoché terminata ed è pronta ad accogliere gli studenti e le studentesse a partire dal 2022. Find The Cure ha contribuito alla costruzione di tale scuola donando 50.000 euro (progetto biennio 2020-2021). Ora, le Seva Missionary Sister of Mary stanno costruendo l’ostello femminile, mentre i Missionari della Compassione vorrebbero costruire l’ostello maschile.

La necessità di costruire un ostello è fondamentaale in questo contesto, in quanto la scuola secondaria privata più vicina si trova a 25km di distanza, a Ifakara, e ha un numero limitato di ammissioni, per cui molti studenti hanno mostrato interesse nel voler frequentare la nuova scuola di Milola. In assenza di un ostello gli studenti dovrebbero affittare stanze/case private nel villaggio, cosa che porterebbe al rischio di cadere in attività antisociali, di trascurare aspetti importanti come alimentazione e cure igieniche, rischiando di ottenere scarsi risultati scolastici. Attraverso un ostello, i Missionari sarebbero in grado di garantire sicurezza, disciplina e di essere una guida adeguata per gli studenti.

Come aiutare

Costo totale del progetto: 96.032,08 euro di cui 34.145,29 euro contributo dei Missionari della Compassione e 1.886,79 euro contributo della popolazione locale. La costruzione dell’ostello avverrà in 6 mesi dopo la ricezione dei fondi.

Donazioni dall’Italia:

IBAN:
IT19I0501801400000011233798

Donazioni dall’estero:

BIC/SWIFT:
ETICIT22XXX

Intestazione / Account Holder: Find The Cure Italia ODV
Sede Legale / Registered Office:
Piazza Della Libertà 8, 17055 Toirano, SV, IT