Come per magia
Vi abbiamo mai raccontato cosa accade prima di una missione in casa Find the Cure?
Si inizia qualche mese in anticipo con una semplice chiamata generale rivolta a tutti i volontari: “I primi 15 giorni di novembre parte Mission Kenya 13 in terra Samburu per verifica progetti in corso. Se qualcuno fosse interessato lo comunichi entro e non oltre la prossima settimana”. Una chiamata semplice e concisa, o fuori o dentro.
Come una magia, improvvisamente l’aria in famiglia FTC si trasforma. Per un volontario è uno dei momenti più emozionanti, il lavoro di un anno intero che si concretizza. Il fiato si ferma, gli occhi si chiudono e la testa inizia a frullare. Passano i giorni e tra i candidati il capo missione sceglie chi può partire e chi è meglio che invece aspetti ancora un pochino, in base ad età, anni di esperienza, conoscenza del territorio, capacità di adattamento al paese, adattamento al gruppo e ai progetti stessi in corso. Il numero dei possibili partecipanti dipende anche dal tipo di spostamenti che si dovranno effettuare e da quali mezzi si avranno a disposizione giù in missione (moto, jeep per 4 persone, etc…).
Poi l’ultimo messaggio: “Hey, si concretizza l’idea di partire, ci sei?” E allora ti siedi, respiri e l’ansia lascia il posto ad un sorriso: “SI, PARTO”. Non chiedi con chi partirai, non chiedi nemmeno quando di preciso. Pensi solo ad andare. E allora ecco che inizi a sfogliare le foto della missione precedente, assapori quei lunghi video che avevi fatto dalla jeep mentre attraversavi la savana e scorri le foto di volti amici che improvvisamente non vedi l’ora di riabbracciare.
Come per magia, il tempo inizia a volare via e due mesi diventano pochi giorni in un batter di ciglia: biglietti da prenotare, ferie da chiedere al tuo datore di lavoro, richiamo dei vaccini al centro vaccinale, visto approvato e in ultimo, ma di fondamentale importanza, l’infinito elenco del materiale che dovrai mettere in valigia. L’elenco si materializza, sempre alla fine, all’ultimo momento iniziano ad arrivare le richieste dal Kenya: servono porte da calcio, scarpette, regali per i bambini della Nursery, vestiti per neonati, pennarelli colorati, materiale di ortopedia e mille altre cose che sai già che non saprai come portare. Non basterebbe un container, ma come per magia, alla fine sai già che ci starà tutto, in un modo o nell’altro.

A meno cinque giorni dalla partenza chiedi anche aiuto ad amici, parenti e tutti i sostenitori di FTC per trovare in poco tempo quel che serve e le ore che passano sembrano un film: vai a lavorare, ma la testa è sempre ferma li al “devo ancora fare questo, quello e quell’altro”, stacchi dopo otto ore di lavoro e cerchi di incastrare tutto: “ci vediamo al casello e mi dai i pennarelli” poi “passo da te e mi prendo le scarpe” e ancora “entro le 19:30 vado al supermercato e compro le caramelle”. “Cavolo, ho dimenticato di prendere il dentifricio! lo predo domani dai.” Depenni pian piano la check list, arrivi a casa, mangi al volo e alle 21:00 inizia la call con le tue future compagne di viaggio per aggiornarsi.
A meno quattro giorni dalla partenza ti sembra di aver trovato tutto ma, come per magia, arrivano nuove richieste quindi riparte la corsa: vai a lavorare, ma ormai fissi la scrivania perché il solo unico pensiero resta “devo passare a prendere le porte da calcio là” e poi “le divise da calcio per i bimbi di là” e “se avanza tempo devo comprare il dentifricio”. Ma a fine giornata, il dentifricio te lo sei ancora scordato.
Quando i giorni che mancano alla missione sono solo tre, oltre alla lista che devi ancora finire di depennare, inizia la tachicardia: “mamma mia, mancano solo tre giorni e si parte, non ce la posso fare!” In famiglia nessuno osa intromettersi, si ritrovano sommersi da pacchi e sacchetti sparsi nel salone, ma nessuno osa lamentarsi anzi ti chiedono teneramente “serve qualcosa?”.

A meno due giorni dalla partenza il dentifricio per te ancora non hai avuto il tempo di comprarlo, ma hai tirato fuori le due valigie, hai iniziato a riempirle ricordando di avere a disposizione 24 kg a valigia: riempi un pochino e pesi, riempi un pochino e pesi… no cavolo, questo lo tolgo, metto questo che serve di più… finisce la giornata che le hai svuotate tutte e tanto ci riproverai domani, perché in qualche modo sai già che, come per magia, deve starci tutto.
Il giorno prima della partenza praticamente passi mattina e pomeriggio a ripetere le prove di incastro: riempi e svuota, riempi e svuota di nuovo, pesa, riempi e svuota… non riesci nemmeno più a pensare che stai per partire, devi solo cercare di farci stare tutto in quelle maledette due valigie e taaac…la sera arriva in un lampo, ma tu il dentifricio non lo hai comprato!

Un tubetto da viaggio si materializza nella dispensa in bagno (ma quando diavolo lo avevo comprato? Boh… Magia?). Ora senti di essere davvero pronta, ed è questa la vera magia: quando le valigie si chiudono, cala la sera e il tuo cuore si placa. La testa si svuota all’improvviso, sai solo sorridere e tutti intorno a te ti stringono in un abbraccio e ti lasciano godere di quel silenzio che precede la partenza, quel magico silenzio fatto di profumi lontani, sorrisi e terra rossa che non vedi l’ora di riavere sulla tua pelle.
Chiudi gli occhi per addormentarti e nel silenzio della stanza, come per magia, sai solo dire GRAZIE FTC per questa immensa possibilità.

Un pensiero su “Come per magia”