Progetto I Run for Ftc 2019: due Nuovi Pozzi in Africa. DONE✔️

Avete presente quel brutto vizio di lavarsi i denti e non chiudere il rubinetto lasciando scorrere l’acqua? Ecco, quell’acqua corrisponde all’incirca alla quantità giornaliera disponibile a una persona che abita nel villaggio di Milola in Tanzania o nel villaggio di Sophie in Mali. Quell’esigua quantità di acqua deve servire per tutto: bere, mangiare, lavare se stessi e i propri vestiti. Spesso non si tratta nemmeno di “acqua buona”, ma è acqua che arriva dal terreno frammista a terra e fango o acqua contaminata da parassiti che possono causare malattie anche gravi, come ad esempio il tifo.

Si dice “semplice come bere un bicchiere d’acqua” eppure un bene cosi prezioso e indispensabile ancora oggi non è a disposizione di tutti. Fa parte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani avere accesso e disponibilità di acqua buona eppure c’è chi, come a Milola e a Sophie, si arrangia, tanto auto da lavare non ce ne sono, e i pochi vestiti non hanno bisogno di essere lavati cosi frequentemente.

Vi immaginate di lavarvi le mani prima di pranzare con acqua sporca? E sapere che quella sarà anche l’acqua che berrete e con la quale è stato cucinato il cibo? Ecco perchè I Run for Find The Cure nel 2019 si è fatto carico di due progetti molto importanti: la costruzione di un pozzo nel villaggio di Milola in Tanzania e uno nel villaggio di Sophie in Mali.

Milola è un villaggio che si trova in un’area semi-arida nel distretto di Ulanga, Tanzania, dove le precipitazioni annue ammontano a 600mm. La popolazione locale, che abita in capanne fatte di bambù con tetti in lamiera, vive principalmente di agricoltura e di pastorizia, attività che dipendono dalla stagionalità del raccolto. Durante la stagione secca, da Giugno a Novembre, vi è carenza di acqua e i 4 pozzi poco profondi del villaggio risultano completamente asciutti. Da qui nasce il bisogno e la richiesta di costruire un pozzo profondo 100mt in grado di garantire acqua buona 12 mesi all’anno. Il costo totale del progetto ammonta a 11.247 euro, di cui 10.000 sono stati finanziati da Find The Cure e i restanti 1.247 sono stati coperti dai contributi dei locali.

La perforazione di un pozzo non è tuttavia cosa semplice, anzi. Ha richiesto mesi di attesa in quanto dapprima la stagione secca non permetteva di trovare con sicurezza la falda acquifera, successivamente le grandi piogge arrivate in anticipo hanno ostacolato i lavori. Tuttavia, alla fine Milola ha avuto il suo pozzo. La trivellazione non è stata facile, è stato necessario perforare fino a una profondità di 120 metri per trovare la falda acquifera. Quando si è visto uscire l’acqua la gioia è stata tanta. Una gioia che abbiamo percepito anche qui dall’Italia grazie alle foto e ai video che ci sono arrivati, perché sappiamo quanto sia importante l’acqua in questi villaggi aridi e ostili alla vita, sappiamo quanto avere “acqua buona” significhi vita!

La storia di Sophie non è poi molto diversa da quella del villaggio di Milola, l’unica vera differenza sostanziale è che ci troviamo nell’ Africa dell’ ovest e, precisamente, nel Comune di Kassaro, Regione di Kayes, in Mali. 

Il Mali è sicuramente uno di quei paesi dove abbiamo sbattuto duramente la faccia contro il gigantesco problema dell’ acqua. Beffa del destino, tanto si presenta arido in superficie tanto è ricco di acqua nel sottosuolo, ma come arrivarci? I pozzi scavati a mano e con la dinamite arrivano a falde acquifere superficiali, che si esauriscono velocemente.

E’ stato il sindaco di Kassaro, Yacouba Diakitè, a insegnarci che un pozzo deve durare almeno 50 anni per fare la differenza in un villaggio.

Ora i villaggi  di Sophie e Milola hanno il loro pozzo a noi non rimane che augurare loro di poterne beneficiare per lungo tempo.

A tutti voi invece , auguriamo un Sereno Natale e Buone Feste, all’insegna della semplicità e del bene comune.

 

FTC team

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