La distanza di un Sorriso, Kenya.

Questa è la storia della piccola Nichoi, della sua pazza e simpaticissima mamma e della dolcissima sorella Ewoi.

Poco prima dell’inizio dello sciopero degli infermieri, iniziato a giugno e terminato dopo cinque lunghissimi mesi a Novembre, la piccola Nichoi viene ricoverata nel reparto di pediatria dell’ospedale di Maralal per polmonite severa e malnutrizione acuta a seguito della sua condizione congenita, la piccola infatti è nata due mesi prima con un’importante labiopalatoschisi estesa fino al naso, che limitava l’allattamento e creava seri problemi respiratori.Nichoi e la sua famiglia sono di etnia Turkana e vengono da un villaggio vicino a Baragoi, nord del Samburu, da sempre zona di grandi scontri etnici tra Samburu e Turkana, scontri che hanno portato la stessa cittadina di Baragoi ad essere letteralmente divisa in due zone delimitate da una strada centrale: a destra le case, le terre ed i negozi Samburu a sinistra i corrispettivi Turkana. Mamma Nichoi è vedova, sopravvive vendendo carbone ai bordi della strada ed oltre alla piccola ha altri 4 figli.

Incontriamo questo trio speciale a giugno, in pieno sciopero degli infermieri, in un ospedale deserto e mentre cerchiamo di capire come far ripartire le cose e mettere in piedi il famoso “Emergency Plan” che ci ha poi permesso di affrontare almeno le emergenze in questi 5 interminabili mesi di sciopero in tutto il paese, scopriamo che durante il giorno a mamma nchoi e figlie viene permesso di stare nel reparto di maternità , poichè venendo da lontano non hanno nessun posto dove andare, perchè a giugno le temperature sono fredde e perchè le condizioni della piccola sono parecchio critiche e una stanza in maternità, anche senza personale…è meglio che la strada.

E’ bastata qualche ora assieme durante il giorno per capire che dietro al viso duro di mamma Nichoi si nasconde un sorriso travolgente, una risata chiassosa e tanto tanto buon umore nonostante la vita le abbia riservato e continui a proporle batoste e sfide quasi invincibili.

Iniziamo a prenderci cura della piccola Nichoi, piano piano grazie all’aiuto dei nutrizionisti l’alimentazione di mamma Nichoi le fa guadagnare peso, incrementare la produzione di latte e di conseguenza incrementare il peso della piccola che nonostante i due mesi di vita pesa 2,5Kg.

Passano le settimane, la polmonite passa e ci concentriamo sull’incremento di peso, abbiamo scoperto che a Settembre ci sarà un Camp dedicato a tutti bambini con labiopalatoschisi ma i requisiti per accedervi sono molto ferrei: 5kg di peso e almeno 4 mesi di vita nel neonato; inizia così una vera corsa contro il tempo per rimettere la piccola Nichoi in forze e farle raggiungere il peso ideale entro Settembre. Ovviamente essendo gli unici pazienti dell’ospedale, anche per la sorella Ewoi non mancano le attenzioni…è una bambina di 8 anni molto sveglia ed intelligente, estremamente curiosa della vita e con un viso dolcissimo. Si prende cura della piccola come se fosse una seconda mamma e noi in pochissimo tempo ci innamoriamo di lei.

Ewoi, piccola grande donna

Viste le difficili condizioni in cui il trio da sempre vive, notiamo che Ewoi ha il corpo cosparso di pustole che le recano non poco prurito e così, insieme ad un altra infermiera, decidiamo di trattarla per scabbia, inutile dirvi quanto Ewoi fosse contenta di tutte quelle attenzioni e di una doccia calda garantita tutte le mattine.

volti che lasciano il segno

Il tempo trascorso insieme diventa un vero e proprio scambio tra culture, impariamo parole in Turkana mentre insegniamo alla piccola Ewoi lo Swahili con la promessa che sarebbe andata a scuola una volta ritornata a casa.

Dopo circa un mese mamma Nichoi riceve una chiamata dal suo villaggio, gli altri tre figli che aveva lasciato a casa con un vicino di Manyatta sono spariti da tre giorni, compresa la piccola di 4 anni, erano usciti per cercare del cibo e non sono più tornati. Proviamo a persuadere mamma Nichoi dal partire ma capiamo la sua disperazione in quel momento e nonostante la piccola Nichoi abbia guadagnato solo 1kg(ancora troppo poco per accedere all’operazione) le lasciamo andare, con la promessa di fare i controlli ogni due settimane all’ospedale di Baragoi.

1kg guadagnato

Il giorno della loro partenza è stato un po’ una sconfitta, eravamo convinti di non rivederle più e soprattutto che la piccola Nichoi, ancora troppo debole, non sopravvivesse ed invece contro ogni aspettativa le settimane passate assieme avevano lasciato un segno anche in mamma Nichoi che quasi quotidianamente ci chiamava per informarci sullo stato della piccola e degli altri bimbi, che per fortuna aveva ritrovato due giorni dopo essere rientrata a casa.

Purtroppo a causa delle condizioni di vita della Manyatta, la piccola Nichoi perde drasticamente peso a seguito di una diarrea acuta ed il Camp di settembre sfuma, ci concentriamo su quello di Marzo con la convinzione di potercela fare.

Mamma Nichoi diventa quasi una stalker e inizia a chiamare quotidianamente, anche solo per salutare o rassicurarci sul fatto che Ewoi sta andando a scuola e la piccola sta crescendo; arriva finalmente Marzo e attendiamo il trio in ospedale due giorni prima della famosa operazione, ma mentre tutte le altre mamme arrivano di loro nessuna notizia, sono senza soldi bloccate a Baragoi e impossibilitate a raggiungere Maralal, così decidiamo di inviare i soldi per il trasporto, manca solo un giorno all’operazione e non possiamo rischiare di perdere quest’occasione.

Finalmente arriva il 4 marzo, finalmente la piccola Nichoi viene operata al Cure International Hospital di Kijabe, vicino a Nairobi, finalmente tornano a Maralal…inutile dirvi quanto vederle sia stata una vera e propria festa. Veramente impressionante l’impatto visivo in questo tipo di operazioni, la piccola sembra un’altra bimba, sta iniziando a camminare, non sta ferma un attimo e sorride continuamente proprio come la sua mamma.

piccola grande nichoi

questa volta la piccola se l’è portata dietro per evitare che sparisca ancora

Fra 4 mesi dovrà sottoporsi ad un’altra operazione poichè la sua condizione era più grave delle altre e richiede un secondo ed ultimo intervento, ma il grosso e fatto, lei è proprio qui davanti a noi, nonostante i prognostici iniziali, con una voglia di vivere pazzesca e tutto il resto non ha più alcuna importanza.

La bellezza del programma di “Adotta un Malato” sta proprio in questo, nelle continue, complicate, ma uniche storie di vita che nel corso degli anni, grazie ad un qualche destino, incrociamo.

Nella forza di quanti di voi, nonostante questo strambo Mondo, continuano a sostenerci e credere che “Un Mondo differente non può essere costruito da persone Indifferenti”.

Il nostro grazie più sincero va proprio a tutti voi che procedete in direzione, apparentemente, ostinata e contraria con la consapevolezza che sia la strada giusta.

Scopri di più sul programma: ADOTTA UN MALATO

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