Mission Mali 8 – primi giorni, l’acqua e le api africane

Siamo in Mali da circa una settimana, il caldo torrido rende tutto molto difficile, ci muoviamo solo al mattino, il pomeriggio la vita pare immobilizzarsi per il gran caldo.

La domenica é il nostro giorno di riposo ma ne approfittiamo per andare al villaggio di Doumancolo,  dove, da più di un anno, ci chiedono un pozzo.

E così,  all’ombra di una pianta, ascoltiamo il capovillaggio mentre le donne danzano e cantano.  Al momento del primo canto eccolo lì,  quel groppo in gola che ogni tanto ci coglie.

“Accidenti a te Diak,  lo sai che davanti a un gruppo di donne che cantano e danzano per noi non sappiamo dire di no!” “Te lo giuro, non ne sapevo nulla,  non pensavo ci accogliessero così.”

E intanto loro spiegano l’importanza dell’acqua per il loro villaggio e la fatica di spostarsi ogni giorno al villaggio di Numana, dove hanno due pozzi funzionanti.  “No, ma non ci dovete convincere,  dovete convincere il resto del mondo e chiedergli perché, nel 2016, si debba ancora discutere sull’importanza dell’acqua.”

Ci viene da chiedergli scusa perché c’è una metà mondo dove l’acqua potabile è utilizzata per il wc e c’è spreco ed arroganza. Deteniamo un bene prezioso senza aver fatto il minimo sforzo per meritarcelo. Loro, di fronte alle nostre scuse, si guardano e ridono e allora ci rendiamo conto di essere doppiamente fortunati,  uno perché abbiamo l’acqua, due perché c’è un popolo inconsapevole di non avere i nostri stessi diritti.

Quando lo scopriranno, qualcuno smetterà di ridere.

Le api conoscono meglio di noi l’importanza dell’acqua.  Racconta Diak:

“Le api che vivono qui sono terribili, molto feroci, guai ad avvicinarsi ai loro alveari. Ma anche loro hanno sete e vanno alla ricerca dell’acqua.  E così umani ed api si trovano a condividere lo stesso pozzo. Le api, quando un uomo si avvicina a prendere l’acqua, si fanno da parte e non lo mordono perché conoscono l’importanza dell’acqua e sanno che è un bene di tutti. Così è l’Africa.”

Proverbio del giorno in bambara: “ni ma ji di dunan ma ka lasigi i b’à lataa” ovvero “se non dai acqua ad un ospite e lo fai sedere significa che vuoi che parta”

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