Welcome Sylvia

Ci capita durante le nostre missioni sanitarie e non, di incontrare casi clinici speciali. Alcuni riusciamo a inserirli nel programma adotta un malato, perchè le cure sono più o meno alla portata, altri, con dispiacere e senso di impotenza, ci tocca lasciarli al loro destino di paesi dove i casi speciali seguono il decorso della natura poichè le cure specialistiche non sono presenti o, se presenti, inavvicinabili dal punto di vista economico. Sylvia faceva parte del secondo gruppo. Incontrata diverse volte nelle nostre missioni in Kenya nell’area di Tuum, Samburu District ai confini con la regione Turkana, è affetta da tetralogia di Fallot (grave malformazione cardiaca dalla nascita, aspettativa di vita anni 5) e assenza di ano. Operata inizialmente all’intestino, le hanno fatto una colonstomia (apertura di un ano artificiale a livello dell’addome) che poi non è stato più possibile richiudere per le condizioni precarie del cuore. Io l’ho rivista nel mio periodo presso l’ospedale governativo di Maralal per un controllo generale nel mese di Marzo. Nonostante le condizioni precarie, Sylvia cresce e cresce bene, di peso, di statura e di sorriso. Allora un pensiero: perchè non provare per l’operazione chirurgica al cuore? Il primo paese da scandagliare è il suo ovviamente, il Kenya. Telefonate e mail per conoscere e capire. La buona notizia è che la cardiochirurgia è presente a Nairobi. Quella meno buona è che la lista di attesa è infinita, i costi per balzare in cima alla lista sembrano esorbitanti e (quello che affonda la nave definitivamente) la mortalità intraoperatoria sembra rasentare il 90%. Allora proviamo con ospedali di eccellenza di cardiochirurgia sempre in Africa. Mando mail, esami e accertamenti richiesti, ma viene rifiutata, “caso complesso, comorbilità” ci viene detto. Ultima possibilità, Italia, ospedale Regina Margherita, S.C. di Cardiochirurgia. Di nuovo mail, fogli e richieste, grazie a Elisa tutto viene consegnato e protocollato. Ma la Regione Piemonte questa volta dice SI. Sylvia è accettata per le cure del caso non disponibili nel suo paese per la durata di 90 giorni, il reparto l’aspetta per il il ricovero entro due mesi dall’emissione del bando. Non facile le scelta, l’opportunità di cura c’è, ma portare una bambina su un tavolo operatorio per un operazione di cardiochirurgia non è facile. Parliamo tra di noi, parliamo con la famiglia, parliamo di nuovo tra di noi, alla fine prevale l’opportunità. La famiglia ha chiaro i rischi tanto quanto i possibili benefici. Il dado è tratto, Sylvia verrà in Italia. Sarà il papà Alfred, ad accompagnarla. La mamma ha avuto un’altra figlia che adesso ha 3 mesi ed è in pieno allattamento al seno. Due mesi di tempo per fare passaporti e visti. L’immigrazione del Kenya per emettere i passaporti si mangia quasi tutto il tempo a disposizione, burocrazia, lentezza, corruzione. Quasi allo scadere del tempo massimo, un membro del parlamento Samburu (senza mazzetta) sblocca la pratica che diversamente sarebbe rimasta su quel tavolo in attesa di una “spintarella” economica. Con l’aiuto dei Missionaries of Yarumal, papà Alfred tutti i giorni bussa alle porte di qualche ufficio. L’ambasciata Italiana a Nairobi invece comprende la situazione al volo, consegnati i fogli richiesti, emette senza perdere tempo i visti. Supportati dal prezioso aiuto della Flying Angels Foundation che prenota ed emette i biglietti aerei dopo che il loro comitato medico ha approvato il caso, si chiude il cerchio (che è solo l’inizio), martedì mattina Sylvia ed Alfred arrivano in Italia.

Così come recitava il titolo della prefazione al libro che abbiamo scritto anni fa “Mamma vado a vivere in Italia” finalmente possiamo dire WELCOME (benvenuti).

Piccola nota nazional-popolare: in un Italia immobile, piegata dalla crisi e da una politica scoraggiante, è bello vedere un’ambasciata a Nairobi, un reparto di cardiochirurgia a Torino, una Regione Piemonte, una fondazione Onlus Flying Angels, dei volontari, che assieme sanno ancora creare un Italia che sa accogliere, sa donare servizi e speranza.

Benvenuta Sylvia e Alfred.

Grazie a tutti coloro che hanno aiutato fino a qui e a coloro che decideranno di aiutare da qui in avanti. Un grazie ai medici, infermieri e sanitari del Medical Mystery Tour di Savona che con il loro spettacolo al Priamar hanno già fatto il primo passo.

Chi vuole aiutarci è ovviamente benvenuto (donazione causale “operazione cuore Sylvia”).

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2 pensieri su “Welcome Sylvia”

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