Mission India XIII, primi giorni

Arrivati a Meenthulli dopo quasi 24 ore di viaggio. Accoglienza festosa da parte delle Sisters, che ci hanno coperto le spalle con il tipico scialle di benvenuto.

Sister Silvy,quest’anno madre superiora e responsabile della gesione del Dispensario annesso alla missione,  Sister Elizabeth  responsabile del dispensario distaccato presso Chidambarapuram, villaggio a pochi chilometri da Menthulli, Sister Sindhu, insegnante presso l’asilo della missione e Berna, insegnante presso una scuola statale locale. Nuova arrivata Sister Cecilia, la piu’ anziana del gruppo, infermiera esperta che ha lavorato a lungo in Italia, che sostituisce al bisogno Silvy ed Elizabeth nelle attivita’ di tipo sanitario, parla un discreto italiano. Silvy e’ una persona allegra e spiritosa, ma al tempo stesso molto energica con i pazienti, rispettata ed anche a volte un po’ temuta, soprattutto da i pazienti abituali un po’ lamentosi che lei mette subito in riga. Elizabeth, sempre allegra e sorridente e’ piu’ dolce e remissiva nella casa, ma nel dispensario di Chidanbarapuram mostra tutte le sue notevoli capacita’ professionali ed organizzative, oltre che un tocco umano non commune con i pazienti.  Da alcuni giorni e’ preoccupata perche’ la madre di 63 anni, diabetica, ha un’ insufficienza renale cronica avanzata e iniziare una dialisi in Kerala dove vive presenta problemi logistici e finanziari forse insormontabili, anche con il supporto che potremmo offrire.

La missione e’ composta da due edifici. L’edificio prinipale e’ la casa delle Sisters, con una cucina, la lavanderia e l’asilo. Un altro edificio e’ sede del dispensario, dove anche noi siamo ospitati. Purtroppo una parte della struttura, dedicata inizialmente ad un punto nascita, e’ attualmente inutilizzata. Stiamo valutando con le sisters di poterla riconvertire in casa di riposo per anziani, un progetto al momento ostacolato da impedimenti burocratici da parte dello stato del Tamil Nadu, che non consente alle sisters neanche l’acquisto delle bombole di gas per cucinare. Alcuni anziani si fermano saltuariamente per qualche giorno in occasione di una malattia, ma non e’ ancora possible rendere la struttura una casa di riposo a tutti gli effetti.

Il dispensario di Chidanbarapuram, villaggio a 4 km da Meenthulli, e’ un vecchio punto maternita’ dismesso attualmente affidato alle sister per lo svolgimento di attivita’ di dispensario. In questo periodo, pur essendo marzo un mese con minor afflusso, e’ quasi piu’ attivo del dispensario di Meenthulli, dato che le visite si concentrano tutte nel tardo pomeriggio. La struttura e’ un po’ fatiscente, ma ordinata e adatta allo scopo.

Dopo pochi giorni anche l’ambulatorio di Chidambarapuram e’ familiare a tutti, il nostro piccolo studio di medicina generale. Puo’ arrivare davvero di tutto: da semplici febbri, bronchiti e diarree a pazienti epilettici, asmatici, ipertesi e diabetici scompensati, oltre a neonati e gravide. Anche medicazioni e piccola chirurgia sono parte dell’attivita’ quotidiana.

Quando necessario inviamo i pazienti in citta’ con una richiesta di esami e li rivediamo nei giorni successivi. Se sono esami costosi, li supportiamo anche economicamente. In genere c’e’ un rapporto di fiducia, grazie anche al lavoro quotidiano delle sisters. La nostra presenza e’ un grande aiuto per loro e allo stesso tempo noi impariamo molto da loro, trovandoci a fare medicina di base in una realta’ molto diversa dalla nostra.

La piccola Illavarasi, una bimba di 7 anni, e’ una di quelle che ci impegna maggiormente nei primi giorni. Ha una cardiopatia congenita (un grosso difetto interatriale) al momento ancora compensata ma che necessita un trattamento chirurgico. Arriva con la diagnosi gia’ fatta, un paio di ecocardiogrammi  eseguiti negli anni scorsi. Dopo un rapido consulto via mail in Italia, che conferma l’indicazione chirurgica, ci attiviamo per trovarle una soluzione. Alla fine riusciamo ad inviarla accompagnata da uno zio a Bangalore, a circa 12 ore di treno da qui, dove una persona di fiducia di sister Silvy la accompagna in un centro cardiochirurgico dove in passato e’ stata operata con ottimi risultati un’altra bimba di Meenthulli.  Dopo 3 giorni la rivediamo con una lettera di presa in carico e la promessa della chiamata per l’intervento entro i prossimi 3 mesi. Al momento il nostro supporto economico si limita alle spese di viaggio e alloggio, dato che il Centro cardiochirurgico come da statuto non chiede compensi per interventi cardiochirurgici in pazienti pediatrici. Noi siamo molto contenti per ora e sembra esserlo anche Illavarasi, con il suo sorriso contagioso.

 

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