India 12 – secondi giorni

Prima di iniziare a raccontare del Pink team in Ponugodu riprendiamo il racconto da dove l’avevamo lasciato…

Una cosa curiosa è che in India la distanza tra un posto e l’altro non viene calcolata in chilometri bensì in ore e quando Sister Merita ci dice che, partendo alle 7 del mattino da Odc, si raggiunge Gurjala in 9 ore “by car” , noi non ci scomponiamo minimamente anzi, quasi esultiamo per il fatto d i non dover passare 12 ore in treno. Ma l’India è imprevedibilie e la formula del viaggio è presto fatta: prendi un Toyota Qualis, aggiungici 5 Pink Ladies, 5 borsoni di materiali per bambini, 2 autisti inesperti, 4 ore di ritardo, un cerchione perso per strada e otterrai come risultato un viaggio di 13 ore “in a very Indian style”…brillantemente superato! Breve sosta a Gurjala per parlare con le Sisters di un eventuale progetto futuro. Gurjala è un luogo essenzialmente basato sull’agricoltura. Le Sisters mandano avanti una scuola da 900 bambini di cui solo 30 pagano regolarmente una retta, per alcuni coprono loro le spese, per gli altri invece le famiglie adottano la tecnica della rotazione: se la stagione del raccolto va male dichiarano di non poter pagare la retta e li spostano in un’altra scuola ovviando così al problema del pagamento fino al raccolto successivo. La richiesta da parte delle suorine è l’ingrandimento dell’ostello in modo da ospitare più bambini. In cuor nostro ci auguriamo che questo possa avvenire. Si riparte per Ponogodu a bordo di quella che in confronto al Toyota Qualis pluridecennale ci sembra una super luxury car guidata dal nostro fidato Isac in compagnia del Presi che si è unito al gruppo. Ad accoglierci troviamo 35 bambini, Fr. Jacob e due nuovi missionari, Fr. Gerard e Brother Chako.  Fr Jacob, direttore della English medium School, ci offre la possibilità di fare attività con tutti i bambini della scuola, 383, divisi in sette classi più  3 di asilo. I nostri piani iniziali di giochi e attività didattiche con i 40 bambini dell’ostello devono essere quindi ampliati, ma non ci scoraggiamo; per noi è una nuova opportunità per conoscere meglio la realtà scolastica locale e metterci in gioco. Alcune ore di scambio di idee e proposte ed ecco pronto il piano per i tre giorni. Al mattino scuola con attività educative per tutte le età, al pomeriggio attività ricreative con i bambini dell’ostello: magiche bolle di sapone per i più piccini, acquerelli, pennarelli, forbici e colla per costruire l’arca di Noè, fogli colorati e un po’ di fantasia per dar vita al “friendship flower” e per finire un intreccio linguistico di telugu, inglese e italiano con i più grandi. L’ostello è in buone condizioni, i bimbi stanno bene,  ma, nonostante tutto, ci accorgiamo che c’è ancora molto da fare. Quindi si rilancia con impegno e fiducia.

Intanto il viaggio continua verso Eluru…..

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