About Luca

Ho iniziato il viaggio pieno di curiosità, per la prima volta in aereo, per la prima volta in Africa, per la mia prima volta in Mission. Ed ora che sono qui, travolto dalle emozioni, dagli odori, dal caos, dagli sguardi, dai taxi che sputano nubi nauseanti e che partono una volta su tre, dai pulmini furgone stipati all’inverosimile, dai mille motorini, dai carretti, dagli animali che girano liberi, dalla polvere, dalla musica, dalle urla, dai negozietti capanna, dai vestiti leggeri e coloratissimi…mi guardo intorno…sì, è proprio un altro mondo…

Dove in molti villaggi non ci sono pozzi per estrarre acqua bevibile, dove gli abitanti si ammalano bevendo acqua putrida, dove i bimbi ti vengono incontro festanti e ti salutano… dove dei bambini soffrono di malnutrizione, di malaria ed altre malattie per noi “civilizzati” ormai inutili, se non per le industrie farmaceutiche, dove l’ospitalità è sacra, dove è sacro il rito del the preparato sui carboni e bevuto in tre volte, dove il latte in polvere è oro…

Non puoi non pensare che il mondo è vario, la vita è bella ma qualcosa  non funziona perché qui i poveri sono davvero poveri, affamati ed assetati materialmente… ma quando tutte quelle mani ti toccano, tutti gli occhi ti sorridono ringraziandoti, quando corrono all’impazzata cercandoti una sedia per farti accomodare davanti al capo villaggio, capisci quanto è grande il loro mondo, immenso il loro cuore… E vorresti chiedere a Dio di sbelinarsi un po’.

PS: thanks to
Domy, la granitica
Elenoire, l’inaffondabile
Silvie, la certezza

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