Mission Guatemala 3: partenza

E’ da quando a FTC si e’ cominciato a parlare di Guatemala, che io ci ho messo su un pensiero. Fino ad ora ho seguito questo progetto come si guarda un film che ti piace, un lento film muto in castigliano in questo caso, fatto di immagini in jpeg e email a cadenza mensile un po’ sgrammaticate.
Poi, inaspettato, e’ arrivato un mese di tempo da dedicare a me. Settembre, andiamo.
Cosi’ mi dico, parto – e’ tempo di dare voce a quelle parole, forza alle nostre idee ed intenzioni, di stringere mani e di riempire il pensiero del Guatemala con tutti i suoi suoni e rumori. Di metterci il cuore, insomma.
Nelle ultime settimane pero’, questa curiosita’ l’ho sepolta tra i dettagli logistici, chilogrammi per bagaglio, telefonate organizzative, email, affitto da pagare, sguardi preoccupati e di appoggio, lettura di guide, notizie, la disoccupazione, la legge Fornero, la paura, i terremoti, la stampante non va, proprio quando ti serve.
Oggi pero’, che mi preparavo a partire, ho ricominciato a sentirla,  piano piano mentre scrivo prende forma – eccola qui, la mia emozione (cit.)
Sorrido, e parto – un abrazo
Ilaria

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