Guatemala Primi giorni

Guatemala, una settimana- di Patria, scuola e alcuni miracoli

Chiedo scusa per la lunga attesa prima di questo post, ma abbiamo avuto un po’ di problemi con la connessione durante la settimana.

Questo pero’ mi ha permesso di vivere i primi giorni completamente immersa in questa cultura a me nuova, grazie anche al benvenuto caloroso di Consuelo, Wali tutta la famiglia, (salutano tutta FTC!) che mi coccolano moltissimo e si prendono cura di me in ogni momento.

Devo dire che fin’ora non c’e’ persona con cui abbia scambiato qualche parola che non mi abbia accolta in modo genuino, caro e aperto, in completa contraddizione con il clima sospeso e di violenza che si respira nel quartiere.  Non c’e periodo migliore di Settembre per scoprire il Guatemala in poco tempo.

Oggi e’ il giorno dell’Indipendenza, e con questa occasione, fin dal giorno del mio arrivo i ragazzi della scuola mi hanno accolta e presentato simboli e tradizioni nazionali con un grande senso di orgoglio. E’ bello sentirli parlare di patria senza nessun tipo di connotazione militaresca, ma con sincera gioia.

Sfilano, corrono per le vie del quartiere e della citta’ con una fiaccola e la bandiera, indossando l’uniforme della scuola, intonano le canzoni nazionali, sono ragazzi e bimbi contenti; sono pur sempre casinari adolescenti, che vengono da situazioni difficili e variegate, ma nel complesso e tra le mille difficolta’, mi sembra che la scuola riesca nel suo intento educativo e che per lo meno le ore scolastiche siano momenti di conoscenza reciproca ed entusiasmo. Non ho visto la stessa cosa nelle scuole italiane in cui mi e’ capitato di lavorare.

Ah, a proposito, ,sulla scia dell’entusiasmo, si e’ consumato il primo miracolo guatemalteco – ho corso anche io! Ma mi ci vedete?! Beh mi hanno visto tutti, a presto i documenti.

Il mio lavoro qui e’ cominciato fin da subito con una riunione con gli insegnanti del El Rodeo, con i quali abbiamo definito gli obettivi della mia visita, cioe’ osservare da vicino il lavoro della scuola e raccogliere racconti, leggende e miti dell’antica civilta’ Maya e guatemaltechi, cosi’ che al mio ritorno potremo diffonderli anche tra i nostri ragazzi, con l’intento di fargli conoscere le tradizioni dei loro coetanei dall’altra parte dell’Atlantico.

Con alcuni insegnanti abbiamo gia’ cominciato a raccogliere una bibliografia, e tutti si sono dimostrati contenti di partecipare a questo piccolo progetto.

I giorni sono passati in fretta, io mi sono resa disponibile per insegnare inglese e italiano ai ragazzi e cosi’ ho anche l’occasione e la felicita’ di rapportarmi con loro e sentirmi finalmente chiamare Profe!, cosa che in Italia sembra essere quasi impossibile – un secondo piccolo miracolo del Guatemala.

Di piccoli miracoli poi ne ho visti ogni giorno nel calore delle persone che sono molto curiose di questa ragazza che viene da lontano e che si preoccupano davvero che io stia bene e che conosca tante cose di qui: le storie, i vulcani, il cibo (mmmh!), le tradizioni e vogliono condividere un pezzettino di cammino proprio con me, anche se la loro vita non e’ facile e i soldi non bastano mai.

Vi saluto che ora andiamo a festeggiare: Feliz dia de Independencia Guate

un grande grande abbraccio a tutta FTC, i miei amici e la mia famiglia

ilaria

 

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