Le collane di Rose Mary per combattere L’HIV

Rose Mary è una donna che vive a Korogocho.

(Korogocho è uno slum (baraccopoli) della periferia di Nairobi, capitale del Kenya; si trova nella zona di Kasarani, pochi chilometri a est diKariobangi. Con circa 180.000 abitanti, è la quarta baraccopoli più popolosa del paese dopo KiberaMathareMukuru Kwa Njenga.[1] Il nome “Korogocho”, in kikuyu, significa “confusione”. Al suo interno è suddivisa in villaggi che solitamente attestano l’appartenenza etnica.Korogocho è da anni in una situazione di grave crisi ambientale a causa della presenza, nei pressi del centro abitato, della discarica diDandora. Un progetto di rilocazione della discarica, iniziato a metà degli anni 2000 con l’interessamento delle autorità italiane, è in seguito naufragato per un sospetto di corruzione nella gestione degli appalti. Wikipedia).

Quando l’ha conosciuta Marco, era magra, magrissima. L’HIV e l’assenza della terapia antiretrovirale e di un’adeguata alimentazione la stava riducendo a fin di vita. Una figlia e nessun marito, o almeno il marito lo aveva poi quando ha saputo che era sieropositiva l’ha abbandonata, come spesso accade (maschio portatore della malattia, donna poi risulta positiva, maschio abbandona la compagna e va da altra donna, dove la storia si ripete). Per via della sua religione le era impedito di prendere farmaci. Poi un po’ alla volta, con pazienza e counseling, Rose Mary si è convinta a fare la terapia, e pian piano ha ripreso peso e forza, ha ripreso la cura di sua figlia e non solo, ha deciso di prendersi cura di altre donne di Korogocho nella sua stessa situazione. Prima semplicemente fornendo loro dello zucchero, poi cercando di aiutarle sempre di più. Così ha iniziato insieme a loro a fare piccoli lavori di sartorie borse e grembiuli e collane. Collane fatte di carta riciclata, di un riciclaggio che aiuta la sopravvivenza della maggior è persone che vivono a Korogocho. Bellissime. Quante belle cose possono nascere dalla semplicità. Marco l’ha aiutata e la segue a vista, così siamo andati nel suo laboratorio, nel cuore delle baracche di Korogocho, e abbiamo deciso di fare il possibile. Così abbiamo anticipato e le abbiamo comprato tutto quello che aveva e lo abbiamo portato in Italia, e se piaceranno ogni mese cercheremo di fare degli ordini e di mandarle giù il ricavato, in modo che Rose Mary e le sue 15 donne potranno continuare a portare aiuto a loro stesse e alla comunità delle donne di Korogocho. Rose Mary fa fare a tutte le donne gli esami regolarmente, anche ai loro figli, controlla che facciano la terapia e l’alimentazione corretta e organizza incontri nel quartiere per spiegare i rischi e la trasmissione dell’ HIV e cosa fare quando si è contratto. Rose Mary è una donna in gamba, e di una donna così Korogocho ne ha tanto bisogno.

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