Mission X, secondo gruppo, secondi giorni

scuola dei sordo muti

scuola dei sordo muti

8 novembre
Passin passetto l’attività dell’ambulatorio/dispensario prende vita anche nei nostri ritmi. Abbiamo stabilito anche i turni per le emergenze notturne, Gaia/Elena e Andrea/Monica, sempre a discrezione di sister Silvye che gestisce bene con capacità ed esperienza ogni paziente.
Vediamo molte febbri, regalo di piogge insolite per questi luoghi, e tante sindromi gastrointestinali con e senza sangue e vermi, soprattutto nei bambini. Questi bimbi pesano qualche chilogrammo in meno rispetto ai nostri bimbi occidentali della stessa età, ma sono nel complesso ben seguiti da genitori, maestri e sister della missione.
Nel pomeriggio abbiamo l’incontro con la ginecologa ed il pediatra della clinica privata di SankaranKovil, nostro possibile appoggio ma soprattutto cartina tornasole per la nostra maternità. Ci parlano di 350 parti all’anno, con il 50% di cesarei, di esami di laboratorio e visite mensili con ecografia 3 volte durante la gravidanza…
Ci sentiamo piccoli, pensiamo che il sogno si allontani fino alla lista della spesa: parto semplice 10.000 rupie, parto cesareo 30.000 rupie, visita semplice 2.000 rupie, visita con ecografia 3.000 rupie, esami di laboratorio 1.000 rupie, ecc…
Ora ci guardiamo più rilassati. La realtà di Meenthulli è troppo lontana da questi prezzi. Bisogna continuare. Fino al nostro naso, ma continuare.
Il rientro prevede ultime visite ai pazienti, cena e riposo…servirà per corpo e anima.

9 e 10 novembre
Giornata dedicata alle visite e alla cura di Lupo. Confidiamo nella sua ricca assicurazione sulla vita ma scopriamo a malincuore che non prevede malattia ma solo incidenti. Decidiamo di curarlo ed eventualmente di lasciarlo in mezzo ad una strada. Moglie avvisata. Guarirà per fortuna.
La sera ci dividiamo, Monica/Gaia nel dispensario vicino ed Elena/Andrea proseguono con il lavoro in missione. 60-70 pazienti al giorno vengono trattati con successo, tornano i giorni successivi ai controlli guariti, e ringraziano per questa possibilità in più.
Facciamo il paragone con i medical camp e pensiamo che a volte nei villaggi nel medical camp fà più gola il farmaco che non il medico e la sua visita ma sappiamo bene la valenza del messaggio e gli obiettivi che ricerchiamo. Con i dispensari invece si riesce a gestire un paziente più all’italiana, nel senso buono del termine, e poi si ha la possibilità di rivederlo e quindi di capire errori o sottodosaggi e quindi di crescere insieme a loro.
Tra i pazienti di oggi ci portano una piccola di 1 mese di 1.9 kg con febbre da 3 giorni, già visitata presso l’ospedale governativo. Condizioni generali buone. Si modifica la terapia antibiotica nel dubbio di una sepsi neonatale e si accorda per una nuova valutazione il giorno dopo. Il suo sfebbramento è coinciso con la nostra gioia ma persistono i nostri dubbi sul suo futuro.
Il giorno dopo partiamo per Theresapura in Karnataka.
Mattino dedicato alle visite e pomeriggio ai saluti e alle borse di Lupo rientrante in Italia. Ci portano in stazione a Kovilpatti dove ci attende il treno per Mysore con cuccette (visto il precedente viaggio “difficile” dei colleghi di Mission X). Lupo in stazione apprende del ritardo del suo treno, lo lasciamo tra gli abbracci certi di ritrovarlo li’ tra 5 giorni. Non sarà cosi.

11 novembre
Arrivati a Mysore dopo un viaggio in treno da signori dell’ottocento. Arriviamo nella più occidentale delle città indiane distinguibile solo dalle mucche in mezzo alla carreggiata che brucano l’erba e non si spaventano per la presenza di traffico e clacson suonati in continuazione.
Abbiamo avuto modo di parlare e preparare i prossimi giorni in Karnataka con un principio sempre più vero di qualcosa di unito. Non ce lo siamo ancora detto, ma stiamo bene e siamo diventati senza accorgercene questo: un gruppo in missione.
Nella sede provinciale delle Sister of our lady of Mercy di Mysore facciamo visita ai 150 bambini sordomuti della scuola che da anni è la loro principale occupazione. A loro le sisters garantiscono studi attraverso la comprensione di un linguaggio per un futuro scolastico in istituti per bambini “normali”.
Rimaniamo colpiti dalle insegnati, dalla loro dolcezza e dal rapporto che hanno con questi ragazzi. Queste cose semplici come leggere e scrivere per loro vogliono dire capire il mondo che li circonda cioè il punto da cui noi “normali” partiamo e che spesso non apprezziamo fino in fondo.
Mangiamo, riposiamo e partiamo per Theresapura.
Sister Daisy guida sicura verso la sua missione attraverso scenari improvvisi e meravigliosi che ci riportano al Kerala e ai nostri viaggi di spostamento nella terra indiana.
Arriviamo con il buio nella loro piccola dimora che sarà un po’ anche nostra per questi giorni.Li’ vivremo in un piccolo distaccamento della missione, possibile ostello per i bambini della scuola, umile ma perfetta per i nostri bisogni. Mangiamo e andiamo a riposare. Domani inizieremo con i bambini della scuola e al pomeriggio primo medical camp. Orsi permettendo.
12 novembre
Dopo una buona colazione all’indiana al mattino ci dedichiamo alla visita dei 45 bambini della scuola della missione. Tutti i bimbi passano tra le nostre mani…Gaia guarda gola e orecchie, Andrea ausculta i toraci, Elena si dedica alla pelle e capelli e Monica toglie i tappi di cerume dalle orecchie. Li troviamo in buone condizioni, a differenza della struttura della scuola, che apparentemente sembra in buono stato ma le Sisters ci dicono essere a rischio di caduta in quanto costruita sul tufo e fatta di fango.
Al pomeriggio , nello stupore generale, i pazienti del medical camp sono pochi. Ci spiegano che questo è il periodo della mietitura (ovviamente manuale) ed in previsione delle piogge dei prossimi giorni i vari “pain” possono aspettare.
La sera, chiusi nelle nostre stanzette, sentiamo un rumore insolito…sarà forse l’orso??? Ci affacciamo con gli occhi pieni di speranza protetti dal cancello…
13 novembre
Sveglia ore 7.30, colazione ore 8 (messa permettendo) e medical camp ore 10 fino alla fine dei pazienti. Ci aspettava questo e di questo parlavamo la sera prima tra una vittoria di Monica e l’altra a UNO, nella nostra dimora “basic”.
A parte gli orari rinviati di 30 minuti per la durata della messa abbiamo fatto come sempre ogni altra cosa. In più. I pazienti alla fine saranno 40, molte infiltrazioni per ginocchia usurate dall’artrosi, scabbia (e vista la difficoltà di ottenere la bollitura di vestiti trattiamo sempre tutta la famiglia), ipertesi mal controllati per la “terapia fai da te” e pain di ogni genere.
Come a Meenthulli la minuziosa, silenziosa e costante dedizione di Sister Daisy con il suo dispensario, permette agli abitanti del villaggio una buona salute e una prosecuzione delle cure.
Tra le cose non previste: la mungitura della mucca, il contratto di Elena come nuova lavorante agricola, le corse di Gaia che pur di non scrivere il blog fotograferebbe tutte le formiche, le prime parole in inglese (mah?) di Monica, ma soprattutto la valutazione già iniziata dal primo gruppo di Mission X e programmata attentamente dal presidente, della nuova scuola con l’ostello e un dispensario più grande, possibile nostro progetto futuro insieme al Father e alle Sisters. Siamo felici. Credevamo di scomparire tra le teste dei pazienti in attesa ed invece come un pugno forte portiamo a casa qualcosa di più grande.
Ora che anche Daniele è rientrato in Italia portiamo con felicità le nostre piccole bandierine in giro per l’India sapendo di avere ancora molto da fare. Gruppo fatto. A parte la piccola fortuna di Monica a carte.
A presto.

14 novembre
La nostra giornata incomincia con l’educazione di Gaia alla cucina indiana. Prima lezione: POROTA. Li mangeremo a colazione. Promossa.
Puntuale ma inaspettata la nostra clientela ci si paventa di fronte all’apertura del medical camp. I 60 pazienti visti nei due giorni precedenti ci hanno fatto buona pubblicità. Ne siamo felici. Alla fine della giornata ne conteremo 130 in 6 ore con piccola ma gustosa pausa pranzo. Tante infiltrazioni, molte infezioni cutanee soprattutto tra i bambini della scuola vicino, i primi riscontri occasionali di ipertesi e poi tanti pain tra i mietitori da finire tutti i farmaci iniettivi portati dall’Italia. Infatti qui è molto tipica l’iniezione intramuscolare. Più brucia, più è colorata, più dovrebbe far bene. “Satisfaction” ci chiedono giustamente i pazienti, quindi dopo la nostra visita è consueto seguire la loro volontà…spesso basterebbe sorriso e pastiglia ma non ci rifugiamo nella solita ottusità della nostra professione e seguiamo la loro preferenza di modalità di somministrazione.
Alla fine siamo stanchi, sorridiamo alla vista di un carretto guidato da 2 mucche che funge da pulmino per una trentina di pazienti del villaggio vicino.
Nonostante l’ora tarda chiediamo a Sister Daisy di poter visitare i villaggi vicini dai quali fino a 10 km arrivano i bambini della loro scuola prelevati con cura dall’autobus della missione ogni mattina, 6 volte alla settimana per 10 mesi all’anno. La scuola costa quasi 6 euro al mese a studente per 10 mesi per 45 studenti. Il gasolio quasi come in Italia. I conti sono presto fatti…per tirare avanti, visto che spesso le famiglie non riescono a pagare, bisogna sudare.
E ora qui è inverno. Non solo adesso ci sembra.
Attraversiamo i villaggi con la luce crepuscolare, momento più bello della giornata: chi rientra dai campi dopo una dura giornata di lavoro, chi raccoglie l’acqua dai pozzi, chi porta il latte appena munto nei contenitori d’acciaio, i bimbi che si lavano con i secchi d’acqua all’aperto. Un’esplosione di vita immersa in villaggi colorati…la caratteristica del Karnataka sono i colori delle case: vivaci e brillanti…piccole “Burano” locali.
Ci sembra grande il lavoro delle sisters come l’intesa con il Father della casa a fianco che collabora con loro tutto l’anno. Grande è stato il calore che abbiamo ricevuto…speriamo solo di averne restituito una parte.
Avremo modo di rifletterci su. Domani torniamo a Meenthulli, Tamil Nadu. Sveglia alle 5, 6 ore di auto, 16 di treno e poi all’arrivo dispensario…perchè allora ridiamo?

15 e 16 novembre
Partenza per Meenthulli.
Rispettiamo il programma stabilito ieri con una piccola e gradita variazione, il Father della missione di Theresapura decide di accompagnarci in stazione con la sua macchina ed il suo autista, dicono il più veloce. Partenza ore 7, prima tappa colazione a base di doosa piccanti sulla strada…Gaia sceglie la torta di ieri sera, preparato dalle Sisters per il nostro arrivederci, Andrea il digiuno, Eonica e elena, esofago di amianto, apprezzano, finiscono e ringraziano.
Ci fermiamo poco dopo per raggiungere un tempio nella località di Shrvanabelagoola, situato a 700 gradini dalla strada, meta di pellegrinaggio per i malati e soprattutto per i turisti da ogni parte del mondo. Piccolo shopping finale e poi via verso Mysore con i polpacci in fiamme.
Prima di andare nella sede provinciale delle Sister ci portano anche a visitare il palazzo del re, magnifica ed imponente costruzione di fine ottocento, attrazione grande di questa città.
Pranzo, riposo, shopping e poi andiamo in stazione.
Ci lasciamo tra le lacrime, abbracciando calorosamente il Father e Sister Daisy e alle ore 18 in punto il treno inizia la sua corsa verso Kovilpatti e noi la nostra partita ad uno. Ceniamo, dormiamo e alle ore 10 arriviamo a destinazione, Sister Silvye già sul binario ci aspetta con il furgoncino della missione. Siamo felici. Ci sembra di tornare a casa ma, come succede spesso anche nella nostra di realtà, qualcosa cambia…apprendiamo da S. Silvye che la bimba di un mese non ce l’ha fatta. Dopo un iniziale miglioramento le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso riferito dalla clinica privata per cause sconosciute. Apprendiamo inoltre che è il secondo filgio di questa giovane donna ad avere stessa sintomatologia, stesso esito sempre alla stessa età e sempre per cause sconosciute. L’amarezza è tangibile ma la naturalezza e la serenità della comunicazione di tale notizia aggiungono ancora qualcosa alla nostra esperienza indiana. Difficile trasportare queste sensazioni nel nostro quotidiano italiano.
Mangiamo, riposiamo e poi ricominciamo le visite ai 2 dispensari.
Dopo la cena ci attende il riposo serale..speriamo fino a domani mattina.

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