About Filippo…

Scrivere di un ritorno è cosa alquanto strana, soprattutto quando si ha la convinzione (più che una semplice percezione) di non essersene mai andati veramente.  Circa un paio di mesi dopo il mio ritorno da Mission VIII, quindi più o meno a gennaio di quest’anno, mio padre, un pò a sorpresa, mi chiese: “Quando torni dall’India?”.  Ero consapevole di aver lasciato per strada una buona parte del cuore e della mente, ma forse non mi ero reso completamente conto di quanto ciò riuscisse a trasparire.

In effetti, la prima sensazione provata, appena rimesso piede in terra d’India per Mission X, è stata quella di una continuità di emozioni e di sentimenti difficile a spiegarsi!  La familiarità con i posti, con le persone, con il cibo, con i colori, con la natura, con gli sguardi, con i sorrisi, con la gentilezza, con la dignità, ma anche con le mille contraddizioni, con il traffico, con il caos, con la sporcizia, con lo smog, con il randagismo, in definitiva con ciò che adoro ma anche con ciò che non mi piace e non riesco proprio e non riuscirò mai a farmi piacere, ha preso subito il sopravvento rispetto a qualsiasi altro stato d’animo.  E’ stato un pò come riprendere il filo di un discorso che, in realtà, non è mai stato interrotto veramente.

Perchè l’officina della solidarietà, le bombo, i panettoni e le colombe, i banchetti e le serate, il ducato da caricare e scaricare e ricaricare e riscaricare, la festa di compleanno con annesse tempeste e nubifragi, la cura per la tristezza a Cairo Medievale, la chapateria a Balla coi Cinghiali, il Multivitaminico per lo spirito, il Mamma vado a vivere in Italia, il gonfiabile FTC e l’arrivo in salto dopo 10 chilometri a stento, oltre, naturalmente, a tutti i finders ma soprattutto a tutte le finders con cui condivido oramai da più di due anni ciò che io chiamo un PRIVILEGIO, perchè, dicevo, tutto questo, in realtà, non mi fa MAI interrompere il discorso, perchè attraverso tutto questo io riesco a scorgere con nitidezza i volti, la felicità e la riconoscenza di tutte le persone che, per un motivo o per l’altro, ho incrociato nel corso del mio breve ma intenso ed impagabile cammino.

Durante uno dei miei primissimi eventi, forse un Balla coi Cinghiali di un paio di anni fa, qualcuno mi chiese come mai avessi scelto Find The Cure; di getto, risposi:   “Non sono io ad aver scelto Find The Cure, ma è Find The Cure ad aver scelto me!!!”.  A distanza di tempo, dopo due missioni e dopo tanto altro ancora, sono ancora più convinto che non avrei potuto dare risposta migliore…

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