2 Gruppo Tamil 3 settimana

17 novembre 2011

Rientriamo a Meenthulli per la terza parte di missione. Siamo in attesa di proseguire gli incontri organizzati da sister Silvie per capire tempi e reali possibilità di avvio della maternità, non trascurando l’attività dei dispensari. La stessa infatti, proseguita anche in nstra assenza, seppur con un fitto scambio di telefonate per consigli dal Karnataka, come già avuto modo di ricordare in altre occasioni porta tra i 60 e i 100 pazienti al giorno non equamente suddivisi tra i 2 ambulatori, ma pazientemente ascoltati e trattati ad ogni ora. Giorno e notte.

Stiamo inoltre completando una specie di grande linea guida per bambini e adulti, già iniziata dalla prima parte di mission X in talminadu, con tutte le patologie più frequenti e le terapia più appropriate ma soprattutto logica chiara e compatibile con questa realtà, anche nel bilancio economico. Una specie insomma di prontuario indio-astigiano-genovese –pietrese basato sulla nostra “grande” esperienza provata e garantita da anni di studi e dalla loro “umile” pratica quotidiana, a cui son arrivati dopo “appena” un decennio passato tra studi e seminari, fondato però solo” sulla gestione giornaliera di centinaia di pazienti!

Buona collaborazione. Ne siamo davvero felici.

La sera di giovedi’ abbiamo un incontro con il Dottor R. Maria Selvam, diabetologo, medico responsabile del dispensario, ovvero colui che ne ha garantito l’apertura e che ne permette il lavoro quotidiano anche se a distanza. Appuntamento ore 20 nel suo studio di Kovilpatti, ad un’ora di macchina da noi, lui lo raggiunge ogni giorno dopo aver passato la mattina all’ospedale governativo ed il primo pomeriggio nella sua clinica privata. E’ un uomo solare, sorridente, brillante, attento ed estremamente razionale. Per fortuna e purtroppo. Ci lascia una grande impressione, ma anche la certezza che la maternità rimarrà al momento solo un sogno. Non ci sono infatti ginecologi disponibili in zona, e poi ancora meno sarebbero quelli disposti a fare 2 ore tra andata e ritorno per gestire magari solo un parto naturale. E se ci fosse una complicanza? Se in realtà alla richiesta di aiuto non si trovasse un medico in grado di gestire l’emergenza? Quali sarebbero i tempi e i mezzi necessari a trasportare una partoriente in un posto sicuro, dotato anche di sala operatoria?

Non sono domande alle quali abbiamo cercato di dare una risposta solo adesso, probabilmente anche le garanzie che tutto ciò si potesse ottenere come noi speravamo erano basate su certezze che le sisters avevano ricevuto e che ora purtroppo urtano violentemente contro una realtà sanitaria differente anche per loro. L’India sta cambiando. I parti in casa sono quasi scomparsi, i pazienti, anche quelli più poveri, pretendono, accettandone il prezzo, la presenza di un medico, soprattutto in occasione di un parto. Il medico ci ricorda anche che qui “HEALTH IS BUSINESS”, lo tranquillizziamo in questo senso, perche’ la nostra realtà italiana non è poi cosi’ lontana. Ma non e’ la nostra idea. Non lo è qui e non lo è da noi. Si potrebbe forse, tra mille difficoltà, creare un centro maternità simile alle esigenza richieste, quindi attrezzato per ogni emergenza..ma a che costo per il paziente? Con quali rischi per chi, come le Sisters, si occupa con tanta efficienza di tante problematiche sanitarie prima non gestibili in questo villaggio per distanze e costi elevati?

Impariamo ancora qualcosa di nuovo. Stiamo cambiando noi, sta cambiando il rapporto medico-paziente, finalmente. Anche qui. Il Dr. Selvam infatti non tralascia, con un briciolo di soddisfazione, di ricordarci che ieri su un grande giornale nazionale è apparsa la notizia della sospensione di due medici dell’ospedale governativo, poiché non  presenti nel momento del bisogno in quanto impegnati altrove, ovvero nella loro attività privata. Finalmente, pensiamo…E mentre pensiamo questo, il nostro interlocutore ci accompagna nella direzione giusta. Era già tra le nostre alternative.

Ma ora sappiamo che questa struttura avrà un ruolo altrettanto importante. Sarà sicuramente qualcosa. Diventerà una specie di osservazione breve per patologie gestibili dalle Sister e frequenti in queste zone, ovvero febbri resistenti, malaria, disidratazione da diarrea profusa, difficoltà respiratoria in pz asmatici e bronchitici cronici e altre situazioni cliniche non valutabili solo con una visita.

Proprio per chiudere il cerchio di questa gestione clinica, attrezzeremo un piccolo laboratorio per poter eseguire gli esami utili ad una diagnosi più di certezza. Per fare questo ci avvarremo della collaborazione, retribuita, di una giovane tecnica di laboratorio che abbiamo conosciuto personalmente, che abita a 200 metri dal dispensario. Purtroppo non da subito. Lei da 15 giorni ha partorito il secondo figlio e deve completare con due mesi di pratica, aprile e maggio 2012, il suo percorso formativo presso un ospedale di Chennay.

Insieme a Sister Giuseppa, superiora della missione di Meenthulli, si decide di riservare alcuni letti della nuova struttura per l’accoglienza e la gestione anche a lungo termine di anziani abbandonati a causa di difficoltà familiari, lavoro e soldi.

Non abbiamo fatto un passo indietro, solo uno di lato. Ma sempre in avanti. Siamo cresciuti. E ce lo diciamo.

Dimenticavo…domani Gaia ci fa il porota….la vita và avanti.  più forte

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