E quindi in Tanzania?

Sarebbe bello che tutti vedeste Msolwa Ujamaa. Ne sareste felici e orgogliosi. E’ davvero incredibile vedere che a ogni missione il posto cresce, si sviluppa, ci sono cose nuove e progetti in cantiere. Fr Manoj continua a portare avanti con determinazione ed entusiasmo la sua opera. La sua mano a distanza di un anno anche sta bene, un po’ rigida in alcuni movimenti, ma bene. I ragazzi della scuola aumentano e studiano. Il viaggio esplorativo nelle zone nuove è andato bene. Circa 2000 Km in cinque giorni. Direi che è sufficiente. Dodoma e poi Kondoa. La strada per Kondoa è molto arida, ci sono più baobab che persone. Vediamo terreni, parliamo con persone, cerchiamo l’acqua, capiamo i bisogni. Ci spingiamo fino al villaggio isolato del buon vescovo Agapito. La casa nativa è ancora semplice, così come tutte quelle del villaggio. Pur essendo vescovo, e quindi con buone possibilità economiche, non ha fatto ingiustizie prediligendo la sua famiglia, e questo la dice lunga sul bel personaggio che è Agapito, famoso ormai per i suoi interminabili e non quantificabili ritardi, ma giustificati dal fatto che ogni singola persona che incontra sulla strada lui trova il tempo per parlargli e per ascoltarla. Tante richieste stanno arrivando dalla Tanzania, da diverse parti remote. A volte non è facile scegliere dove supportare. Ma alla fine è anche difficile sbagliare perchè sono tutte zone degne di tutte le nostre attenzioni. Vedremo di fare del nostro meglio. Sicuramente il supporto a Msolwa continuerà e sicuramente un altro progetto in Tanzania cercheremo di aprirlo nell’anno che sta per arrivare.

 

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