Mission A6, una giornata a Mapuordit

che dici andiamo in battaglia..

che dici andiamo in battaglia..

Ore 7.15 : la giornata ufficialmente ha inizio, sveglia, una lavata a faccia e denti (qualcuno si trascina fino alla doccia ) e poi colazione. Per le ore 8.30 dobbiamo trovarci tutti nel cortile dell’ospedale. In realta’ inizia molto prima, il caldo rende la notte piuttosto difficile e quando finalmente arriva una leggera brezza mattutina il villaggio si sveglia. Presto. Troppo presto.

Ore 8.30: siamo tutti pronti, in divisa, nel cortile dell’ospedale. E’ l’ora dell’ appello e di comunicazioni varie al personale.

Ore 8.45: si inzia il ‘’giro pazienti’’. L’ospedale e’ diviso in diversi blocchi, due per la chirurgia, uno per la medicina, uno per la materinita’, uno per la pediatria, piu’ una serie di ambulatori vari. Noi ci suddividiamo fra le varie attivita’, Daniele con Makur , il clinical officier della medicina, stefano e andrea con Asiki, clinical officier della chiurugia. Ilenia nel reparto chiurugia e maternita’ e Silvia in medicina e pediatria.

Ore 11.30: e’ l’ora del break, the e un panino…. un bel momento e poi si ricomincia.

Ore 14.00: ci fermiamo. La cucina di Rebecca ci aspetta nel compound.

Dalle 14.30 alle 16.00: reduci quasi tutti da notti insonni cerchiamo di approfittarne per un riposino, chissa’ poi perche’! E’ impossibile dormire di notte dal caldo, come pensiamo di poterlo fare alle tre del pomeriggio?
Il caffè: fratello Rosario e’ italiano, ma non solo…e’ napoletano e seppur incredibile, qui, in questo posto che si trova alla fine del mondo, c’e’ una caffettiera e caffe’ italiano! Sono quelle piccole gioie che possono cambiare il decorso della giornata.

Dalle re 16.00 alle 19.00: torniamo in ospedale, rinfrancati dal caffe’ italian style, per il giro finale, forse il momento piu’ bello della giornata. Quasi tutti i pz, non sopportando il caldo dei reparti si trasferiscono all’esterno generalmente sotto un albero o da quel lato dell’ospedale dove si puo’ trovare un po’ di ombra. Il ‘’giro della sera’’ diventa il giro fra una pianta e l’altra. L’atmosfera in ospedale è particolarmente tranquilla, l’ospedale si avvolge di quella luce che Marco chiemerebbe ‘’golden hour’’. Noi finito il ‘’giro delle piante’’ ci mettiamo nella deserta waiting room, un porticato che solitamente al mattino brulica di gente in attesa di visita, e aspettiamo ( giustamente…siamo in una waiting room…). Cosa aspettiamo non lo so. Forse che i pensieri che ci bombardano la mente prendano ordine, o forse aspettiamo che si riesca a dare un senso a tutto cio’ che vediamo, all’enorme disuguaglianza vissuta con grande dignita’ e fierezza . Credo dovremo aspettare ancora per lungo tempo.

Tramonto: il sole se ne va, se siamo fotunati stasera potremo scrivere una mail o aggiornare il blog, se non lo siamo leggeremo fra di noi i pensieri scritti, “autorizzandone” la pubblicazione. Il Presi propone post di lotte tribali, scoppi di pistola, frecce ed archi…noi pensiamo a chi legge da casa…e tarpiamo la sua creatività! E’ possibile che presto lo si trovi in qualche tribù dinka prima di una battaglia…

La sera: i rifugiati nella casa dei missionari sono ormai una piccola famiglia per noi. Quelli con cui ci soffermiamo di piu’ sono due bambinetti di una anno circa, con un collanone grande al collo, seduti a terra, il piu’ delle volte soli. Mettono tutto in bocca, quando passiamo per entrare o uscire dell’ospedale, esaminiamo che non ingoino cose strane, uno per loro, uno per noi, che non e’ mai bello fare tapping ad un bambino. Poi ci sono i piu’ grandicelli ( tre o quattro anni ), con loro ci spendiamo in una serie di stringi mano ed hello, poi c’è nonno cieco, e non c’è giorno che passiamo senza strigergli la mano. I bambini piu’ grandi si attaccano al suo bastone e lo guidano fra le strade polverose di Mapourdit, una scena sempre abbastanza commovente…

Doccia: la doccia serale segna sempre la fine della giornata, ora finalmente potremo ricominciare a sudare, ma almeno sudare puliti! Raggiungiamo le docce guardinghi….il black mamba ama i posti umidi, oppure stare sotto le foglie….amiamo Mary, quando al mattino da fuoco ai cumuli di foglie! Animalisti di tutto il mondo non siate tristi! Al Black mamba non si sopravvive, leggende sudan-metropolitane dicono che sia un serpente in grado persino di saltare e quando ti morde…come dice Rosario, non ti resta che chiamare un prete. E qui nei dintorni non ce n’e’ nemmeno uno, accidenti!!!

Questo è quanto, alla prossima vi racconteremo perche’, quasi puntualmente, ogni pomeriggio, verso le 17.00 arriva un urgenza e i nostri piani vanno a farsi benedire…

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2 pensieri su “Mission A6, una giornata a Mapuordit”

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