Mission A6, meteo from Mapuordit

stefano

Stefano

La mia passione per il meteo risale a quando ero piccolo e non mi perdevo mai un bollettino di Bernacca. I miei amici mi hanno sempre preso in giro ma questo non mi ha scoraggiato e la mia home page su internet è tutt’ora ilmeteo.it

Nella prima riunione pre partenza avevo gia’ avvisato gli altri che al Cairo ma, soprattutto a Nairobi, avremmo trovato freddo: chi mi ha creduto non ha patito mentre gli altri ai 10 gradi di Nairobi battevano i denti.

Arrivati qui mi sono trovato davanti ad un meteo alquanto noioso.

Ci sono solo 2 stagioni: quella secca che va da inizio novembre a fine marzo o come dicono i padri: dai Santi a San Giuseppe e quella della pioggia.

Il mese piu’ caldo e’ marzo con 37 gradi di media (che fortunati che siamo) mentre giugno e luglio sono abbastanza freschi perche’ piove tutto il giorno.

Durante i lunghi colloqui con lo staff sudanese mi sono accorto, però, che il cambio delle stagioni provoca mutamenti sociali, politici e sanitari incredibili per cui volevo cogliere l’occasione per rendervi partecipi di cosa sta cambiando proprio in questi giorni qui in sudan con l’imminente arrivo delle piogge.

Come avrete gia’ capito qui ci sono 2 tribu’ principali i Dinka e i Jur.

I primi sono pastori mentre i secondi sono agricoltori.

Seguendo la loro vita sociale durante l’anno questo e’ il periodo, e ce ne siamo accorti, in cui piu’ facilmente ci sono scontri fra di loro dato che i jur hanno gia’ fatto i raccolti ed aspettano le piogge per le nuove semine mentre i Dinka tendono ad invadere i terreni jur per cercare nuovo pascolo per le loro mandrie affamate. Tutti noi stiamo aspettano con impazienza le piogge sperando cosi’ che i jur si rimettano a lavorare le terre e i Dinka possano rientrare nei loro pascoli ritornati verdi e smettano cosi’ di “picchiarsi”.

Durante i mesi piu’ piovosi diventa tutto una sorta di acquitrino per cui ognuno rimane nei propri villaggi. L’autunno, invece, con il diminuire delle piogge e’ il periodo socialmente migliore, il clima gradevole, i campi che iniziano a dare frutti, le mucche dinca circondate da pascoli verdi: la pace impera e si puo’ piu’ facilmente muoversi per incontrare nuova gente e comprare nuove mogli in villaggi lontani.

Dal punto di vista sanitario le due stagioni sono completamente diverse e per molti aspetti opposte.

Generalizzando la stagione secca e’ quella delle malattie croniche mentre quella delle piogge delle patologie acute.

Fra qualche giorno inizieranno le piogge e con esse arriveranno le temibili zanzare che inizieranno a diffondere malaria, febbre gialla ed altre schifezze.

La vita media qui in sudan e’ bassa prioprio perche’ nel periodo delle piogge un bambino su quattro dai 2 ai 5 anni muore.

Una vera strage che quest’anno potrebbe essere ben peggiore dato che i bimbi jur, se non ci sara’ la pace, non potranno usufruire delle cure di questo ospedale che e’ situtato in territorio Dinka.

Un altro veicolo di infezione e’ l’acqua stessa. Durante il periodo secco l’acqua viene da pozzi che ne forniscono di ottima qualita’e che per maggior sicurezza viene anche addizionata con disinfettanti mentre durante il resto dell’anno la presenza di molta acqua piovana porta la popolazione a preferire quella che e’ di pessima qualita’ e veicola tremende gastroenteriti.

Per ultimo le piogge bloccano i mezzi di trasporo e per i malati arrivare in ospedale e’ molto piu’ complicato.

Per cui mentre nel periodo ”bagnato” i ricoveri sono quasi tutti per febbri, disidratazione da gastroenteriti, tifo, malaria etc. nel periodo secco i pazienti giungono in ospedale per patologie croniche piu’ simili alle nostre come l’asma, insuff. cardiache, malnutrizione, ernie, emorroidi etc.

Spero di avervi spiegato, in queste poche righe, come qui il meteo se pur noioso porta cambiamenti tali che stravolgono completamente la vita degli abitanti del Sud Sudan.

Ultima notizia: questa mattina alle 7 c’erano gia’ 30 gradi adesso (ore 15.00) siamo sopra i 40 e, pur sentendoci in colpa, speriamo in una bella urgenza per andare in sala ed accendere l’aria condizionata.

Stefano

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