Mission A7, day 1-2-3

Milano – Dar Es Salaam, via Zurigo.

arrivo in aeroporto

arrivo in aeroporto

Questo l’itinerario che noi e i soliti borsoni Ftc dobbiamo fare. Ma questa volta abbiamo un bagaglio speciale, una cartellina 1,00 x 0,70 m per il nostro prezioso carico al ritorno. Ci fanno capire subito che come bagaglio a mano non s’imbarca, bisogna spedirla. Speriamo. A Dar Es Salaam troviamo la cartellina – arrivata intatta – il caldo umido e Fr. Manoj. Un felice rincontrarsi per Elena e Sara che qui erano già state con Mission A3, un nuovo incontro per Erika, Anna e Paolo.

Dar Es Salaam sembra grande, certamente caotica e con il suo traffico matto. Giusto il tempo di mandare a monte il tentativo  di una mano lesta locale di prendere la borsa di Erika dal finestrino dell’auto, poi cena e nanna. Domani si parte, chi in auto con Fr. Manoj, chi in pullman. Il viaggio verso Msolwa passa così, tra clacson, sorpassi e nel capire il codice della strada locale, qui le frecce servono come “cortesia” per chi segue: accesa a destra non si sorpassa bene, a sinistra non sorpassare assolutamente, niente frecce via libera. Lungo il viaggio troviamo il parco nazionale di Mikumi, sicuramente meta per turisti che qui si fermano, ma noi andiamo avanti e da qui il pullman inizia a colorarsi, chi sale con i pulcini, chi con il pollo sotto braccio, chi per un semplice passaggio.

L’arrivo alla missione stupisce tutti per motivi diversi: per Sara ed Elena vedere i cambiamenti, ricercare i visi dei bambini cresciuti e il grande lavoro di Fr. Manoj. In due anni è arrivato il secondo piano della scuola, la chiesa, il pozzo rimesso a nuovo e sul retro della scuola ora c’è la mensa per i ragazzi attivata il giorno del nostro arrivo. Se ne sente ancora l’odore di pittura fresca. Qui studiano 210 tra bambini e ragazzi, 105 vivono qui, i maschi in due stanze al piano superiore, le femmine ospite di una nuova struttura accanto alla scuola dove ci sono le simpaticissime sisters indiane Arpita, Alicy e Wandena. Tra viaggio e visita della missione la giornata vola. Il mattino dopo sveglia presto, alle 7.30 c’è l’assemblea, l’abituale adunata mattutina di studenti e insegnanti per il buon augurio di giornata, i bambini della nursery a dettarne i tempi, Fr. Manoj a concluderla. Ci presenta a tutti e spiega perché siamo qui.

Oggi giornata di distribuzione alla Assumption High School, abbiamo portato ciabattine di varie misure donate da una sostenitrice di Ftc. Finalmente parliamo con Happyness, l’insegnante della nursery, le spieghiamo il progetto e ne è entusiasta, e come poteva essere altrimenti! Happyness ci sembra un vulcano di idee ed energie, le diamo la storia e parte al lavoro. Appuntamento a domani nella classe. Al pomeriggio visitiamo il villaggio di Msolwa, si crea un corteo di bambini e adulti, tutti in fila sulla strada stretta o almeno quello che ne resta. La stanno sistemando completamente ma per ora è un cantiere a cielo aperto. Sulla strada del ritorno visita alle suorine, ci mostrano la struttura dove vivono le ragazze e ci sorprendono con una merenda a base di the e banane fritte…squisite! Al ritorno parte la distribuzione foto ai ragazzi della scuola. Le foto le mandano Esther, Vincio e Franco che erano stati qui l’estate scorsa. Qui anche una foto può diventare un grande regalo. Alla sera si prepara la classe per i bambini della nursery, di notte perché i “curiosi” sono tanti e domani dev’essere una sorpresa. Palloncini, colori e foto appese al muro in modo che i bambini possano riconoscersi.

Giusto il tempo per un’ultima grande notizia, da oggi “ Assumption High school” è ufficialmente riconosciuta dal governo tanzaniano. Tre anni di duro lavoro per questo risultato, un altro mattoncino in più su questa missione. Qui è tutto così… pole pole… piano piano.

A domani, andiamo avanti!

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