Find The Bike: l’attacco alla dogana

Viaggio bene. A questo giro l’amico grosso che la volta precedente si era spacciato falsamente per Pere Augustin per truffare the Presi per fortuna non c’è. C’è solo il Pere Augustin originale.

Alloggiamo a Youpugon, quartiere di Abidjan. La mattina alle nove siamo già di fronte alla dogana per il primo attacco. Il container è arrivato, i fogli per lo sdoganamento sono fermi sul tavolo di qualche ufficiale. Quale non si sa.
Devono ancora firmare i fogli per l’esonero delle tasse, il che fa una bella differenza, senza l’esonero dobbiamo pagare il 45% del valore del carico come tasse, con l’esonero per motivi umanitari dobbiamo pagare il 7%.

Pere Augustin per l’occasione sfoggia la sua camicia azzurra con il collarino sacerdotale che non usa mai e ci infiliamo negli uffici della dogana centrale, noi rimaniamo sempre un passo indietro ad Augustin, non entriamo negli uffici, lasciamo a lui la trattativa, la presenza dei bianchi farebbe solo lievitare i costi e le problematiche.
Un colonnello promette ad Augustin che si prenderà cura della pratica e cercherà di accelerare la faccenda. Ci dice di chiamare nel pomeriggio e ci consegna un lussuoso biglietto da visita. Forse un contatto importante è instaurato.
Per adesso non possiamo fare altro che aspettare, ci sono diversi aforismi sull’attesa come tecnica vincente, ma al momento non ce ne viene in mente nessuno.

Nell’attesa decidiamo di andare a visitare l’ospedale comunitario di Wouassakara, nel centro del mercato di Youpugon, sapevano del nostro arrivo (non sappiamo bene come, ma in questi paesi le notizie ci precedono) e chiedono un po’ di aiuto e collaborazione. In realtà l’ospedale è molto sfornito di tutto, conta più di 5000 parti all’anno, senza sala operatoria, senza possibilità di cesarei, se qualche complicanza arriva, la donna viene caricata su un taxi e inviata con le quattro frecce di volata verso un centro universitario di cui la fama e i racconti sono terribili.
Hanno appena aperto un centro per la cura del HIV/AIDS, così ne approfittiamo per vedere la gestione dei registri e della terapia antiretrovirale in vista del nuovo progetto che abbiamo appena intrapreso in Sud Sudan, per la costruzione di una clinica per HIV/AIDS.

Roberto ha trovato il paese giusto per venire in missione, la Costa D’Avorio ha una forte passione per la musica e per il reggae, così il suo spirito musicale culturale di Ballacoicinghiali e i suoi capelli attirano tutti i musicisti della zona, che si fermano a parlare e a raccontare le loro esperienze..chissà che a FestAfrica o a Ballacoicinghiali non ci troveremo qualche musicista ivoriano originale..la passione della musica in questo paese è forte, la possibilità di esprimerla purtroppo limitata.

Nel pomeriggio la telefonata del colonnello non arriva. Chiamiamo noi, ma non c’è. Tutto rimandato a domani mattina. Dogana ivoriana- Find the Bike: 1-0 per loro.

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