Mission A4: EPILOGO

Siamo rientrati tutti. Mission A4 finisce qui. “Come è andata?” domanda classica al rientro “Bene” risposta classica al rientro. Questa volta il “bene” esce un po’ a fatica, non siamo così convinti nella voce e negli sguardi. Questo Sud Sudan è davvero tanto isolato, tanto instabile, troppo armato, e troppo in attesa di un futuro di indipendenza basato sul petrolio. Se, come abbiamo sempre detto, le nostre missioni sono una goccia in un oceano, questa volta è una goccia in un oceano ancora più grande, e dire “è andata bene” non è abbastanza, rimane addosso più una traccia di amarezza che di soddisfazione. Non rimane che una direzione, sempre avanti, con determinazione, coraggio e motivazione, quello si possiamo farlo.

Il pensiero più grande va a Fratel Rosario Iannetti e Padre Daniele Moschetti, che in quella terra portano avanti ogni giorno la loro missione. Al vescovo Caesar Mazzolari, che con il suo sorriso e sguardo ci ha convinto a intraprendere la missione.

Un grazie all’associazione CESAR, in particolar modo Mariangela e Claudia, per aver organizzato con noi la missione e aiutato nella logistica e supporto.

Un grazie a Enrico, l’uomo dalle piccole grandi cose, Serena, e il suo instancabile laboratorio, Paola, Pina, Carlos, Kemish, John Paul, per aver condiviso con il sorriso un pezzo di strada con noi.

Un grazie a tutti voi per aver seguito e sentito così da vicino questa missione, è un giusto tributo che la terra Sudan merita.

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