DAY 6

Recuperato macchina e Augustin sono arrivato a Daloa. La città è davvero brutta. Due strade asfaltate che si incrociano nel centro, un dedalo di strade di terra rossa piene di buche, un mercato che termina con un enorme discarica dove mucche e bambini si alternano per cercare qualcosa di recuperabile, tante case in legno, molte baracche, alcune case molto belle, tanti fuoristrada Toyota bianchi con la scritta UN gigante sulle portiere. Dicono che sono qui perché la situazione non è ancora tranquilla, che al nord temono ancora guerriglia, che aspettano le elezioni ad ottobre, perché potrebbero esserci scontri violenti. Quando vogliono essere violenti lo sanno fare molto bene. Le storie di omicidi, sgozzamenti, furti con violenze eccessive sono purtroppo molto comuni, la guerra ha insegnato ai delinquenti tecniche barbare e mentalità spietate. Si vede anche nell’architettura, tutte le case hanno mura alte, portoni in ferro, finestre con le sbarre, ad una certa ora tutti si chiudono dentro. “Se senti rumori strani non uscire, chiamami, poi pensiamo cosa fare” mi avevo detto Flavio ieri come buonanotte.
La missione qui è piccola ma ben curata. Hanno una centro culturale gestito da Augustin, che si occupa di fare formazione ai ragazzi, dalla lettura, ai giochi, al computer. A fianco c’è un dispensario ben organizzato e gestito da Suor Mirella. C’è anche un bel progetto di alfabetizzazione per le ragazze supportato da Cevi, un’associazione di Udine, lo fanno direttamente nel cuore del mercato, poco sopra la discarica, in modo che le ragazze portatrici possono ritagliarsi quel’ora per cercare di ricevere un minimo di istruzione. C’è in progetto di insegnare a queste ragazze un mestiere, in modo che possono essere autonome, così mi dicono che qualche bicicletta per le ragazze per venire dal mercato alla scuola per imparare sarebbe molto utile. Certo, affare fatto. Sarebbero utili anche qualche macchina da cucire per insegnare il lavoro della sarta. Possiamo sicuramente provare a cercarle. Spazio nel container lo troviamo.
Il destino delle ragazze del mercato è molto lineare, lavorano fin da piccole per portare la merce sulla testa in giro per venderla, appena raggiungono un età accettabile (14-16 anni) possono: a) essere date in sposa a qualcuno che la famiglia decide in cambio di dote b) avviate alla prostituzione. Fanta, 15 anni, una delle ragazze del corso, è stata destinata in sposa pochi giorni fa, è tranquilla, per loro è cosa normale, dice solo “spero di non essere una delle ultime, se no mi toccano tutte le faccende di casa e lui sarà vecchio”. Suor Mirella si è presa in casa il piccolo Stefano. Sua madre era stata data in sposa a un mussulmano di 70 anni, poi è rimasta in cinta di un giovane del villaggio. Dal mussulmano aveva già ricevuto la dote, così appena nato il bambino è stato abbandonato ai bordi della strada. Il piccolo cresce un gran bene adesso.
Anche nelle attività principali Daloa è molto semplice, sono tre: gli abiti per vestirsi, le “parrucchiere” per le donne, e i maquis, piccoli locali dove si mangia e si beve. Nei maquis si mangia con le mani, ti portano un secchiello con dell’acqua (non si sa la provenienza) per pulirsi le mani, uno in comune per tutti, quindi per favore siate veloci e prendete quel secchiello prima di tutti gli altri.

PS per Lupo: bravo, non dimenticarlo mai cosa fai su sierra, e non dimenticare neanche della telefona per i carabinieri..

PS per moglie: grazie dei pensieri e dell’augurio, se i Lupi fossero tutti come tuo marito in fondo il mondo sarebbe quasi al sicuro.

ps per la matta e la piccola Gaia: ci sarà il momento che lo vedrete di vostro, sono sicuro magari quando crece un po’.

PS per Romi: niente foto purtroppo Romi, no tempo ne modo, giusto due scatti per i racconti. Salutami tanto Paolo, per lui un abbraccio speciale.

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