Mission A3: conclusione

Tanzania? Oh mi signur, che posto…. In quei posti lì non sai mai quello che ti può accadere….

 A me è successo questo:

di regalare ad Ushna una macchina piccola e persino un po’ brutta  al mattino e ritrovarla stretta nelle sue mani ancora alla sera….

di trovare Bruno con gli occhi un po’ più spenti a causa della malaria…

di camminare verso il villaggio con il buio pesto ma tante lucciole attorno….

di camminare verso il villaggio con il buio non più tanto pesto, perché c’è la luna

di pensare ad un viaggio di qualcuno tanti anni fa e ad una presenza tanto vicina

di vedere Franco appeso ad un albero per fare un altalena

di vedere Elena e Sara con il naso in su a controllare che Franco non cada dall’albero.

di pensare che una donna non possa partorire con pipistrelli che gli volano sulla testa e odore di topo tutto intorno.

di pensare che essere attaccati da un gruppo di elefanti senza poter scappare non deve essere una bella cosa.

di trovare che non c’è niente di più buono che il fried pork delle sisters  quando hai proprio proprio tanta fame.

di pensare che è brutto stare cinque giorni senza acqua

di pensare che  è bello fare la doccia sotto la pioggia.

di guardare con orgoglio la scuola che viene su

di pensare con orgoglio a tutti gli amici che in Italia hanno fatto in modo che la scuola venga su

di fare il girotondo più grande che abbia mai fatto e guardare Elena mentre mi dice: ” Ma quanti saranno?”

di pensare che 6 piccole aule, tutte rotte e con poca luce non possano contenere 600 bambini.

di pensare che è meglio non ammalarsi.

di parlare un improbabile swahili

di guardare Dani e vederlo pensieroso….e pensare:<< qualcuno ci aiuti, sta escogitando qualcosa…>>

di ascoltare i racconti di  Joseph Limo e aver voglia di un moijto con i suoi lime

di vedere Dani e Franco sotto il sole cocente far vedere ai muratori dove mettere i pilastri della scala

di pensare che un pallone è davvero la felicità per un bambino

di vedere trasformarsi il grande prato di fronte alla missione in un parco giochi

di pensare che la tapioca fritta è buona se non fosse fritta con l’olio delle macchine

di fumare una sigaretta in silenzio con i miei compagni di avventura sotto la tettoia della missione

di pensare che l’autan è davvero fastidioso ma la malaria deve esserlo di più

di sperare di trovare ancora tutti questi occhi curiosi al prossimo giro

di piangere dalla rabbia

di ridere di gusto

di provare nostalgia quando il pulman scassone di porta via da Msolwa.

 

Ecco quello che ti può succedere.

                                                               Silvia

Grazie a tutti

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