About Franco

Quando l’Africa mi ha dato il benvenuto mi è parsa una grande matrona: gli alberi alti della foresta i suoi capelli, le grandi montagne i suoi seni, gli occhi di migliaia di bambini i suoi occhi, la polvere rossa delle strade il suo fiato, dalla sua fronte di terra grondava, come sudore, una pioggia torrenziale mista all’acqua di gigantesche cascate.

Nello stringermi la mano mi ha fatto male, costringendomi a inginocchiarmi per il dolore; privo di crudeltà questo gesto era il saluto di una creatura troppo potente che non sa, o forse non può, controllare la sua forza.

Da quel momento in poi sono rimasto in ginocchio, perché non ritenevo sensato provare ad alzarmi per camminare, né tantomeno correre, qua le distanze sono così grandi che crolleresti stremato prima di arrivare alla meta, non ha senso nemmeno alzarsi in punta dei piedi per vedere un po’ più in là, perché il “più in là” è troppo in là.

Così, con estrema lentezza, giorno dopo giorno, ho fatto tutto ciò che questa terra mi ha permesso di fare, piccole cose, microscopici gesti, accorgendomi che non era poi così scomodo starsene in questa posizione, anzi…mi sentivo davvero bene.

Ora anche le ginocchia non fanno più male, mi sono abituato, le nuvole da qualche giorno se ne sono andate e la grande matrona ha mostrato il suo immenso sorriso che riflette una luce accecante, perpendicolare e limpida, quel meraviglioso sorriso che usa per farsi perdonare dalla sua gente.

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *