IL VIAGGIO DI VIKY

Tutto è sistemato, i visti, i biglietti, l’attrezzatura medica per il trasporto, l’accesso venoso della piccola, discutibile (qui non eparinano mai, non avendo l’eparina) ma necessario, l’ossigeno per sicurezza in aereo. Viky ha capito che qualcosa nell’aria c’è, sembra silenziosa, ma sorride a tutti i bambini del villaggio che vengono a salutarla per la sua partenza. Si strattonano e fanno a gara per tenerla un pò in braccio. E’ la mascotte del suo villaggio. Due giorni prima Viky rimane a Kampala per riposare bene prima del viaggio, e non renderlo troppo lungo. Francesca, la dottoressa in Uganda scrive: “Era maggio 2007, quando iniziammo la nostra battaglia, costellata da tante delusioni e qualche piccola soddisfazione, prima di arrivare a questo punto. La cosa piu’ importante e’ che nonostante tutto, malattia e condizioni di vita particolarmente misere, la piccola Viki non ne vuol saper di morire, ne quando le infezioni respiratorie non le danno tregua, nemmeno quando diarrea e malaria sembrano volersela portar via.” Adesso Viky inizia un nuovo viaggio, ma sempre più in compagnia. Buon viaggio allora.

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