Day 17

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Sveglia ore 7.00. Dopo un bel piatto di patate e cipolla, un buon chapati e qualche banana, siamo pronti. Sbrighiamo alcuni pazienti che sono in ambulatorio e poi ci dirigiamo verso un piccolo villaggio che già conosciamo per controllare alcuni pazienti della missione precedente. E’ un villaggio di agricoltori e pastori, sono tutti campi coltivati circondati da palme alte e slanciate, sembra la tipica cartolina dall’asia. La gente del villaggio è molto contenta di rivederci e mentre camminiamo per i piccoli sentieri ai bordi dei campi è un susseguirsi di offerte. Ci offrono il cocco, il tender cocco, che è un tipo diverso, il mango, il pasion fruit, sono sempre li con le mani tese pronti ad offrirti qualcosa. E noi da buoni ospiti mangiamo tutto. Vedendo i loro pozzi riaffiora ogni tanto il pensiero di come avranno lavato la frutta, ma lo ricacciamo via e prendiamo volentieri l’offerta, che poi tra l’altro è buonissima. La donna operata del grosso lipoma al braccio da Paolo va benissimo, la donna con il femore rotto anche, entrambe lavorano e si mantengono. C’è un qualcosa di molto particolare nel ritrovare questi pazienti dopo alcuni mesi, sono sempre li, nelle loro capanne, a volte per caso nella stessa identica posizione in cui li hai lasciati, tutto è perfettamente uguale, non un minimo cambiamento, nella capanna, nei lumini ad olio, nei vestiti consumati, come se il tempo non fosse passato, o forse è passato ma non per loro anche nel modo in cui ti accolgono e ti riconoscono, come se fosse ieri. Nel pomeriggio andiamo a controllare i pazienti in un altro villaggio. Il nonno con la ferita che arrivava fino all’osso sistemata sempre da Paolo è guarito, la ferita si è chiusa molto bene, l’uomo con il tumore al viso e le ulcere posteriori anche lui inaspettatamente va meglio, le ulcere si sono completamente richiuse, e così via, con soddisfazione ritroviamo i pazienti in buone condizioni.Tutto quello che sono i contorni sono davvero difficili da descrivere, come facciamo a descrivere di nonno, che nella sua piccola casa di due metri quadrati illuminata nella notte da un lumino ad olio ti accoglie e ti bacia la mani con un piccolo inchino dalla gioia e riconoscenza nel rivederti,e ti fa accomodare sulla sua polverosa branda in legno e così ognuno di loro nella semplicità e accoglienza. Semplicemente non possiamo riuscire a descriverlo.

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