Adotta un malato > Resoconti
Le immagini utilizzate in questa pagina sono state autorizzate dai genitori dei bambini per scopi documentativi
e di sensibilizzazione sociale.
Viky - Luglio 2008, Mission A2.
Viky è una richiesta di aiuto da parte della Dott.ssa Francesca e del Dott. Fausto che operano in Uganda. Viky, 18 mesi, ha un grave difetto cardiaco di comunicazione interventricolare. Le sue condizioni generale sono molto compromesse: presenta denutrizione dovuta a infezioni ricorrenti, malaria, difficoltà respiratoria. In tutta l’Uganda nessuna struttura è in grado di eseguire l'intervento di cui ha bisogno. Per otto mesi, la Dott.ssa Francesca e il Dott. Fausto si sono presi cura di Viky, tenendola sotto controllo medico costante e le hanno affiancato un’infermiera nutrizionista locale che la aiutasse a farle recuperare il peso perduto. Dopo l’approvazione dell’associazione Cuore Fratello, che si fa carico dell’operazione in Italia al Policlinico San Donato di Milano, andiamo in Uganda per organizzare il trasporto medicalizzato della piccola Viky.
Viky rimane in Italia per un mese, durante il quale viene sottoposta a esami, operata e accudita nella fase post-operatoria. Viky è tornata in Uganda e sta bene, corre, gioca, è amata, e la Dott.ssa Francesca e il Dott. Fausto continuano ad averne cura.
Costo totale per le terapie mediche, l’infermiera nutrizionista, gli esami approfonditi all’ospedale di Kampala, i visti, i permessi, il viaggio aereo, gli accessori medici per il trasporto, i trasferimenti e i pasti per la famiglia, la terapia di supporto: 6000 euro
Immagini:
Surya - Ottobre 2007, Mission II.
Conosciamo Surya durante una visita in un centro per bambini mentalmente disabili, nei pressi di Kozhinjampara. Il centro è gestito da un gruppo di suore molto in gamba. Siamo stati chiamati per fare un check-up medico ai bambini del centro che, a causa delle loro disabilità, sono perennemente dentro l’edificio dove nessun medico si cura di controllare il loro stato di salute. Tuttavia troviamo i bambini in buone condizioni di salute, ben accuditi e puliti. Il Dott. Andrea visita una bambina di 7 anni, che cammina barcollando, appoggiandosi alle cose intorno a sé. È Surya. Ha una cataratta bilaterale, e non ha alcun ritardo mentale ma una cecità che può essere guarita. Incontriamo la madre di Surya, la quale avendo altre due figlie è già costretta a spese sovente insostenibili e non può affrontare i costi di un’operazione. Vicino a Khozinjampara l’unico centro che opera la cataratta è una clinica privata con un’unità oftalmica di ottimo livello, ma anche molto costosa. Siamo riusciti ad accordarci con i medici della clinica, che si sono dimostrati molto disponibili anche riguardo alle spese per l’operazione. Surya è stata operata all’occhio destro e due mesi dopo all’occhio sinistro.
Durante Mission III, in marzo, l’abbiamo visitata: sta bene, è uscita dal centro per malati mentali, ha iniziato ad andare a scuola regolarmente, e sua madre ci dice orgogliosamente che è molto brava. Abbiamo chiesto alla madre se avesse bisogno di aiuti per comprare il materiale didattico per Surya, ma ci ha risposto: «Grazie, avete già fatto tanto, a questo cercherò di provvedere io».
Costo totale dell’operazione e del sussidio per la famiglia durante la degenza: 350 euro.
Sonia - Marzo 2008, Mission III.
Incontriamo Sonia, 7 anni, in modo del tutto casuale. Dopo una giornata di lavoro nel medical camp che abbiamo portato a Machilliputnam, andiamo a fare una passeggiata verso la spiaggia. Vogliamo sentire l’aria dell’oceano. Mentre attraversiamo le capanne dei pescatori nomadi, vediamo una bambina vicino a grosse pozze piene di pesce lasciato lì a essiccare. Salutando la bambina, Francesca e il Dott. Marco notano una protuberanza a livello dell’addome, grossa tanto che deformava la maglietta. Ci avviciniamo e capiamo che si tratta di una voluminosa ernia addominale, delle dimensioni di un melone, e che tendeva la cute tesa fino a renderla lucida. Cerchiamo un traduttore e ci facciamo raccontare dalla famiglia. I genitori di Sonia ci dicono di essersi rivolti all’ospedale governativo, ma il chirurgo dell’ospedale opera solo a pagamento nella clinica privata di sua proprietà, mentre in ospedale gestisce un ambulatorio per visitare i pazienti, che naturalmente manda alla sua clinica. In casi eccezionali, quando un paziente non può pagare la retta della clinica, il chirurgo opera nella sala dell’ospedale, a un prezzo inferiore di un terzo rispetto alla clinica ma comunque troppo alto. La famiglia di Sonia, che vive in condizioni di estrema povertà, ha tentato più volte di ottenere che la bambina fosse operata in ospedale, ma ogni volta è stata rimandata a casa perché non aveva i soldi per pagare. I suoi genitori ci riferiscono che nell’ultimo loro tentativo in ospedale, Sonia aveva la febbre alta e vomitava, era debolissima, ma il chirurgo non è sceso, ha solo chiesto per telefono: «Hanno portato i soldi, questa volta?». Così decidiamo di aiutarla. Tramite Padre George prendiamo accordi con un altro reparto di chirurgia pediatrica. Alla prima visita dicono che è anemica e ha bisogno di trasfusioni, come sempre a pagamento. In seguito, sostengono che essendo troppo debole deve sottoporsi a una cura ricostituente, a pagamento. A quel punto decidono di operarla.
In ottobre, quando partirà la nostra Mission IV, andremo a visitarla e sapremo come sta.
Costo totale delle trasfusioni, della terapia ricostituente, della degenza, dell’operazione, dei pasti per Sonia e per la sua famiglia: 300 euro.
Banny - Febbraio 2007, Mission I.
Durante un medical camp nel villaggio di Ponangi alla periferia di Eluru, incontriamo Banny Thera, 14 mesi, accompagnato dalla madre. Il piccolo Banny presenta un’ernia testicolare di notevole entità. Siccome nell’ospedale governativo di Eluru non esiste un reparto di chirurgia pediatrica, gli interventi di questo tipo sono possibili soltanto nelle cliniche private a pagamento. Banny proviene da una famiglia di contadini il cui reddito consente loro di provvedere a malapena alle spese di sostentamento.
Dopo alcune visite mediche e dopo aver instaurato un buon rapporto con la sua famiglia, decidiamo di contribuire ai costi dell’operazione. Consultiamo un medico locale che possiede una propria clinica privata e col quale abbiamo stabilito nel tempo reciproca stima. Per il caso di Banny ci indirizza a un suo collega di una clinica di Vijeveweada. Banny è anemico e non può essere operato, deve prima sottoporsi ad alcuni cicli di trasfusione di sangue: un’ulteriore procedura a pagamento. Al termine della terapia, veniamo informati che Banny ha contratto una polmonite e si rende necessaria una terapia antibiotica endovenosa, anche questa a pagamento. Finalmente le condizioni di Banny si sono stabilizzate e i medici decidono di operarlo. L’operazione va a buon fine. Seguono dieci giorni di ricovero superati con successo. Nel corso della nostra Missione di ottobre, abbiamo nuovamente visitato Banny e lo abbiamo trovato in ottima forma.
Ma ogni cosa, i pasti, le lenzuola, gli aghi per la sutura, hanno avuto un prezzo: visite mediche, trasfusioni, antibioticoterapia, degenza, operazione, trasferimenti e pasti per Banny e la sua famiglia sono costati 450 euro, una cifra altissima per la popolazione di quell’aerea dell’India.