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	<title>Find The Cure - Blog &#187; Mission A4</title>
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	<description>Blog del comitato no profit Find the Cure per aiutare l&#039;India del Sud. Parti insieme a noi, ma se non puoi, potrai comunque essere con noi.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2012 16:30:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Mission A4: EPILOGO</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mission A4]]></category>
		<category><![CDATA[Mapourdit]]></category>
		<category><![CDATA[ringraziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>

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		<description><![CDATA[
Siamo rientrati tutti. Mission A4 finisce qui. “Come è andata?” domanda classica al rientro “Bene” risposta classica al rientro. Questa volta il “bene” esce un po&#8217; a fatica, non siamo così convinti nella voce e negli sguardi. Questo Sud Sudan è davvero tanto isolato, tanto instabile, troppo armato, e troppo in attesa di un futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/epilogo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1954" title="epilogo" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/epilogo.jpg" alt="" width="496" height="330" /></a></p>
<p>Siamo rientrati tutti. Mission A4 finisce qui. “Come è andata?” domanda classica al rientro “Bene” risposta classica al rientro. Questa volta il “bene” esce un po&#8217; a fatica, non siamo così convinti nella voce e negli sguardi. Questo Sud Sudan è davvero tanto isolato, tanto instabile, troppo armato, e troppo in attesa di un futuro di indipendenza basato sul petrolio. Se, come abbiamo sempre detto, le nostre missioni sono una goccia in un oceano, questa volta è una goccia in un oceano ancora più grande, e dire “è andata bene” non è abbastanza, rimane addosso più una traccia di amarezza che di soddisfazione. Non rimane che una direzione, sempre avanti, con determinazione, coraggio e motivazione, quello si possiamo farlo.</p>
<p>Il pensiero più grande va a Fratel Rosario Iannetti e Padre Daniele Moschetti, che in quella terra portano avanti ogni giorno la loro missione. Al vescovo Caesar Mazzolari, che con il suo sorriso e sguardo ci ha convinto a intraprendere la missione.</p>
<p>Un grazie all&#8217;associazione CESAR, in particolar modo Mariangela e Claudia, per aver organizzato con noi la missione e aiutato nella logistica e supporto.</p>
<p>Un grazie a Enrico, l&#8217;uomo dalle piccole grandi cose, Serena, e il suo instancabile laboratorio, Paola, Pina, Carlos, Kemish, John Paul, per aver condiviso con il sorriso un pezzo di strada con noi.</p>
<p>Un grazie a tutti voi per aver seguito e sentito così da vicino questa missione, è un giusto tributo che la terra Sudan merita.</p>
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		<title>DAY 22-23-24-25</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mission A4]]></category>

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		<description><![CDATA[
La gente qui continua ad arrivare in condizioni gravi, già avanzate nel decorso della malattia, soprattutto chi vive nei cattlecamp. L&#8217;altro giorno è arrivata una ragazza/donna accompagnata dal corteo di parenti, con un gozzo enorme, massa dura, ipotesi tumore, con già schiacciamento parziale della trachea, in operabile qui. Così hanno parlato ai parenti e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1943" title="day 25" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/day-25.JPG" alt="day 25" width="481" height="320" /></p>
<p>La gente qui continua ad arrivare in condizioni gravi, già avanzate nel decorso della malattia, soprattutto chi vive nei cattlecamp. L&#8217;altro giorno è arrivata una ragazza/donna accompagnata dal corteo di parenti, con un gozzo enorme, massa dura, ipotesi tumore, con già schiacciamento parziale della trachea, in operabile qui. Così hanno parlato ai parenti e a lei, consigliando di andare in un ospedale dove fanno queste operazioni. Nel giro di un giorno è sparita dall&#8217;ospedale, l&#8217;hanno portata via. Dopo un giorno, la sera, Enrico entrando in ospedale si è imbattuto in un gruppo di persone con una donna a terra&#8230;era lei con i parenti. Lui ha preso una carrozzina per portarla nella stanza, ma i parenti l&#8217;hanno bloccato ed hanno portato la donna sotto un albero. Lui pensava volessero farle la doccia, così sembrava aver capito dai gesti. Nel frattempo è andato a cercare un traduttore infermiere e quando sono arrivati dall&#8217;albero avevano acceso un fuoco ai suoi piedi con una gallina o pollo  vicino. L&#8217;intenzione non era sacrificare lei, ma la bestia, sembra sia un rito dinka. Enrico e l&#8217;infermiere hanno cercato di capire, spiegare&#8230;.ma i dinka si sono animati un pò troppo. Poi i parenti sono usciti dal cancello per discutere se portare la bestia a sacrificare dal medico locale o qui, lasciando la donna sola per terra sotto l&#8217;albero. Poi sono spariti tutti. Credo che non capirò mai le loro tradizioni.</p>
<p>Stamani saluto generale da parte nostra ed Enrico al personale e viceversa. Abbiamo scoperto che tutti i regalini li prepara Pauline..carina. A noi l&#8217;ha consegnato Social (una collana bianca-nera dinka, quella che viene regalata dal marito alla futura moglie) facendo un discorso bellissimo: ci ringraziava per questa bella occasione di scambio lavorativo, felice di queste tre settimane trascorse insieme. Social è un ragazzo molto intelligente.</p>
<p>Appena finito la &#8220;spicciolata&#8221; siamo andate subito a vedere il ragazzo, il dinka sparato che sabato abbiamo operato. L’operazione aveva evidenziato un quadro molto grave, il proiettile aveva attraversato il colon da parte a parte, perforato il diaframma, e lacerato la pleura uscendo poi dal torace. Dopo due sedute operatorie, ne è uscito con un drenaggio toracico, uno addominale e una stomia e un filo che lo teneva appeso alla vita.  Lo abbiamo trovato in stato comatoso, un respiro ogni 30 sec. La famiglia era intenzionata a portarlo a casa prima del decesso (trasportare una salma costa molto di più che uno vivo&#8230;vivo per modo di dire), così dopo lunghi discorsi, sembrava avessero trovato una macchina così l&#8217; abbiamo staccato da tutti i tubi. Nel giro di mezz&#8217;ora è deceduto. Il ragazzo è ancora qui nella waiting room (camera mortuaria) perchè nel frattempo il driver del mercato, che doveva riportare la famiglia e lui a Yrol, ha scoperto che gli hanno sparato mentre stava rubando, così non vuole più prendersi la responsabilità del trasferimento per paura di essere coinvolto in una sparatoria (sembra che sia in attesa del ritorno del ragazzo per ammazzarlo). Or ora Pauline mi riferisce che Padre Marc porterà la salma ad Yrol&#8230;meno male!</p>
<p>Anche in Africa come in India, la concezione della morte e il modo di affrontarla è abissale rispetto a noi, vissuta in modo molto più naturale e questo può solo che farci riflettere. Il nostro attaccamento alla vita e alle persone non ci aiuta affatto nell&#8217;affrontare dignitosamente questo momento, seppur doloroso.</p>
<p>Qui non una lacrima, non una scena drammatica, tutto continua ad andare avanti.</p>
<p>La mattinata ha proseguito con grande amarezza. Cate ha visitato e medicato, io con i ragazzi della sala abbiamo preparato la sala per domani (tre appendicectomie e un nodulo mobile alla tiroide) alternandomi con alcune medicazioni. La mattinata è finita per la prima volta alle due e mezza, per noi un regalo, permettendoci di toglierci dall&#8217;ospedale fino a domani e distogliere i pensieri per quanto possibile.</p>
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		<title>DAY 17-18-19-20-21</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mission A4]]></category>

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Per Daniele è ora di rientrare. Ultimi regali per lui prima della partenza. Un dinka sparato al fianco, portato dall’ospedale di Yrol che è rimasto senza generatore per un guasto, ha un foro sul fianco e uno sul torace, forse è stata una sola pallottola sparata da vicino, forse due, forse una pallottola e una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1937" title="_DSC0512" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/DSC0512.JPG" alt="_DSC0512" width="450" height="299" /></p>
<p>Per Daniele è ora di rientrare. Ultimi regali per lui prima della partenza. Un dinka sparato al fianco, portato dall’ospedale di Yrol che è rimasto senza generatore per un guasto, ha un foro sul fianco e uno sul torace, forse è stata una sola pallottola sparata da vicino, forse due, forse una pallottola e una lancia, comunque vince il giro in sala operatoria con la Caterina per il giorno dopo. Una bella capra comprata al mercato per festeggiare e dopo pulita e affettata da John Paul, anestesita tutto fare, fatta sulla brace. Ottima, solo tanto dura per i nostri denti abituati alle carni di allevamento. Un camion al mattino presto che arrivando in direzione opposta sulla strada per l’aereoporo di Rumbek ci fa segno agitato di fermarci. Ci dice che 200 metri prima è stato assaltato dai briganti con i mitra che gli hanno portato via tutto. “Kirago (autista, in Sudan da sempre) cosa facciamo?” “Dopo un assalto è il momento più sicuro per passare, i briganti sono sicuramente in fuga” Nascondiamo i passaporti e alcuni soldi sotto il sedile, e Kirago va, a tavoletta. Nessuno è sulla strada, aveva ragione. “Kirago, ma ti hanno mai assalito?””Si, un sacco di volte” dice sorridendo dolcemente “una volta mi hanno anche rapito e tenuto due giorni nella foresta, volevano solo un passaggio..”. Ad Akot, dove c’è un posto di blocco dell’esercito, ci fermiamo da un militare seduto su una cassetta  di bibite con al collo un mitra e al fianco, poggiato su una base larga un lanciarazzi in bella mostra (ovviamente non ci osiamo fotografare) e gli riferiamo l’accaduto. Infine un bel bielica davvero piccolo a otto posti che lo aspetta a Rumbek. “Dai sta aspettando te, non c’è nessun altro sul volo, quando sali parte..” dice Kirago che aspetta per esser sicuro. Daniele va, primo rientro.</p>
<p>Da Elena</p>
<p>Dopo colazione, giro in Surgical Ward. Bollettino: il decorso postoperatorio del pz operato ieri sembra andar bene, se non fosse per la temperatura elevato gia&#8217; dal mattino, 38.9, cosi&#8217; finalmente impostato ceftriaxone, il meritato antibiotico. Stamani  ha ancora febbre alta, spurga dal buco d&#8217;entrata della pallottola. Oggi l&#8217;ho cambiato completamente con gli studenti e rifatta medicazione.</p>
<p>Bambino di circa 10 anni entrato in coma epatico con una mongolfiera al posto della pancia piena di ascite. Stanno drenando un pò l&#8217;ascite con paracentesi, ma non sembra migliorare. Domenica il padre voleva portarselo via per andare dal medico locale,  per fortuna  dopo un po&#8217; di parole ha accettato a rimanere.</p>
<p>Pz. con meningite: domenica seduto sulla poltrona. La sera ho fatto il giro con Enrico che mi ha detto che la sera prima (sabato) ha risposto enapual alla sua domanda di come stesse e l&#8217;ha chiamato per nome. A me ha stretto la mano per salutarmi ma senza parlare. Cmq Incredibile! Ne sono molto contenta!</p>
<p>Dopo il giro ho fatto alcune medicazioni: il pz con ulcera tropicale e&#8217; migliorato e non fa più puzza. Ma tutti sono convinti che si debba amputare perchè cancro. Ora proviamo a cambiargli l&#8217;antibiotico come ha consigliato Magdelene e vediamo. Se fosse un ulcera tropicale ci vuole tanto tempo per la guarigione, speriamo l’amputazione non sia necessaria. Caterina continua  l&#8217;ambulatorio con la collaborazione di Kemish e Carlos. I pz operati vanno bene. Domani faremo 6 interventi, sarà lunghissima. Il dinka sparato operato ha sempre febbre alta, ma stamani un pò meno rispetto ieri. Non perde più dal buco della pollottola. La  donna con il cancro delll’utero sta meglio. Tolto drenaggio catetere, le sue urine sono belle e buona quantità.</p>
<p>Purtroppo ieri ti scrivevo del bambino in coma epatico senza sapere che era già morto nella notte&#8230;</p>
<p>Quanti morti &#8230;è avvilente. Ieri sera ho visto come si preleva la sacca sangue per donazione.  Figlio ha deciso di donare alla madre portata ieri sera in ospedale per splenomegalia con 4 di emoglobina.</p>
<p>Nel pomeriggio tardo, giro nel villaggio, abbiamo fatto una bella passeggiata nelle casette dietro casa (affianco ospedale)che abbiamo scoperto essere di tanti nostri infermieri, Daniel Maket, Isac, Samuel, Savid&#8230;</p>
<p>E&#8217; bello vedere come queste plurime mogli vivono e se la ridono tutte insieme mentre una prepara il cibo, l&#8217;altra lava i piatti e l&#8217;altro pesta l&#8217;ugali&#8230;con tanti marmocchi che giocano intorno di varie età.</p>
<p>Venerdì andrò a trovare a casa Social. Domani mattina altre partenze e rimarremo sempre di meno.</p>
<p>Ieri altro Jake the Snake vicino alla mango house, sembrano amare particolarmente questo albero.</p>
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		<title>DAY 13-14-15-16</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 12:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Find The Cure]]></category>
		<category><![CDATA[Mission A4]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’ospedale di Mapourdit si sveglia con le prime luci del giorno, verso le sette e mezza. Alle otto e mezza al suono della campanella c’è l’appello di tutto il personale. Tutti hanno un uniforme. Ci sono quelli vestiti di azzurro, che sono gli infermieri, che poi non sono infermieri ma ragazzi che in questi anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1900" title="Fine giornata ospedaliera" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Fine-giornata-ospedaliera.JPG" alt="Fine giornata ospedaliera" width="489" height="325" /></p>
<p>L’ospedale di Mapourdit si sveglia con le prime luci del giorno, verso le sette e mezza. Alle otto e mezza al suono della campanella c’è l’appello di tutto il personale. Tutti hanno un uniforme. Ci sono quelli vestiti di azzurro, che sono gli infermieri, che poi non sono infermieri ma ragazzi che in questi anni a forza di farlo hanno imparato a farlo, quelli vestiti di giallo, che sono gli studenti del primo corso infermieri del Sud Sudan, che in realtà sanno e fanno molto meno di quelli azzurri, quelli vestiti di bianco che sono i medici, o paramedici o affini (clinical officers), quelli vestiti di verde che sono le donne delle pulizie, gli spazzini e la lava latrine, che è una sola perché nessuno vuole (giustamente) lavare le latrine qui. Ma lei è un po’ matta, cioè non è tutta sana. Così una settimana si e una no passa in ambulatorio perché si è presa la giardia, ovviamente. Poi c’è Jonh Paul, infermiere (vero, ha fatto tre anni di corso) ugandese, che sa usare la ketamina e prendere bene le vene così è stato promosso ad anestesista. Poi c’è il guardiano, verde e giallo, che ti mostra orgoglioso un mitra o una granata dei parenti dei malati che le hanno dovute lasciare li per poter entrare in ospedale. Al suono della campanella gli spazzini sono già all’opera, raccolgono tutte le foglie cadute in piccoli cumuli ai quali danno fuoco. Così tengono pulito l’ospedale e creano meno posti dove possono annidarsi i serpenti. Dopo l’appello inizia il giro, chirurgia, medicina interna, maternità, pediatria, tra un “padiglione” e l’altro. Loro si lasciano visitare, sono molto resistenti al dolore, educati e al tempo stesso seri, soprattutto i dinka, sono forti e orgogliosi. Finito il giro inizia il delirio delle visite per le nuove ammissioni. I quaderni azzurri targati unicef , recuperati chissà dove, tagliati a pezzi per farne di più, che fungono da quaderno visita di ognuno si ammucchiano senza sosta su un tavolinetto all’esterno. Bambini, uomini, donne, davvero tanti e con tutti i tipi di patologie aspettano il loro turno sotto una tettoia. E giù visite, medicazioni, ricoveri, prescrizioni, fino a che sotto la tettoia non rimane nessuno, tra i 130 e 180 al giorno, fino alle tre, magari quattro, magari cinque di pomeriggio. Poi di corsa a casa per fare la doccia prima che venga il buio, se no c’è il rischio di trovare jack the snake che è venuto ad abbeverarsi. E garantito, non è bello trovarsi in queste docce di lamiera al buio con jack the snake o i suoi fratelli. Con le ultime luci si spegne anche l’ospedale, i pazienti si portano fuori le sedie e i materassi, e si trovano un angolo dove sdraiarsi per affrontare una notte un po’ più al fresco. Fa strano vedere i reparti vuoti e questa moltitudine di stuoie e materassi in ogni angolo fuori, sono tanti perché ci sono anche tutti i parenti, sembra un grande accampamento, ma al mattino, con le prime luci tutto è magicamente ricomposto. Anche se ci siamo abituati in questi giorni, la sera nell’osservare la moltitudine di bambini, con i loro cerotti, medicazioni, accessi venosi, sdraiarsi pacificamente per terra e riposare nella polvere ci rimane un profondo senso di amarezza.</p>
<p>Poi la sera ti ritrovi sotto una tettoia di un tukul a chiacchierare con Jhon Paul, infermere anestesista ugandese, Chemish, studente ugandese di medicina del 4 anno che è venuto qui per dare una mano, Social, infermiere, di quelli azzurri, dinka, cha ha pagato la moglie dieci vacche, ma ne ha date solo tre e sette le ha promesse e lavora per mantenere la promessa, Jeremia, infermiere oculista venuta da Iringa in Tanzania, e capisci che parli una sola lingua, e che qui fuori c’è tutto un mondo in fermento, che tutti i giorni prova a cambiare un po’ le cose, e che le cose non vanno come vogliono farci credere da noi, di chiuderci e barricarci dentro, e coltivare il nostro orto con una manciata di fagioli, ma il mondo è ampio e respira, e respira forte.</p>

<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/piccolo-e-piccolino/' title='piccolo e piccolino'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/piccolo-e-piccolino-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="piccolo e piccolino" title="piccolo e piccolino" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/pazienti-fuori/' title='Pazienti fuori'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Pazienti-fuori-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pazienti fuori" title="Pazienti fuori" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/no-weapons/' title='No weapons'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/No-weapons-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="No weapons" title="No weapons" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/medicina-interna/' title='medicina interna'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/medicina-interna-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="medicina interna" title="medicina interna" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/medicazioni-2/' title='medicazioni'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/medicazioni1-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="medicazioni" title="medicazioni" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/libretto-visite/' title='libretto visite'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/libretto-visite-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="libretto visite" title="libretto visite" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/lesioni-da-arma-da-fuoco/' title='lesioni da arma da fuoco'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/lesioni-da-arma-da-fuoco-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="lesioni da arma da fuoco" title="lesioni da arma da fuoco" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/la-meningite-migliora/' title='la meningite migliora'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/la-meningite-migliora-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="la meningite migliora" title="la meningite migliora" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/in-preparazione-al-fresco-serale/' title='in preparazione al fresco serale'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/in-preparazione-al-fresco-serale-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="in preparazione al fresco serale" title="in preparazione al fresco serale" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/il-dinka-sparato-migliora/' title='Il dinka sparato migliora'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Il-dinka-sparato-migliora-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il dinka sparato migliora" title="Il dinka sparato migliora" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/i-ricoverati-fuori/' title='i ricoverati fuori'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/i-ricoverati-fuori-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="i ricoverati fuori" title="i ricoverati fuori" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/elena-chirurgia-2/' title='Elena chirurgia 2'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Elena-chirurgia-2-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Elena chirurgia 2" title="Elena chirurgia 2" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/elena-chirurgia/' title='Elena chirurgia'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Elena-chirurgia-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Elena chirurgia" title="Elena chirurgia" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/dallambulatorio/' title='dall&#039;ambulatorio'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/dallambulatorio-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="dall&#039;ambulatorio" title="dall&#039;ambulatorio" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-13-14-15-16/caterina-chemish-jonh-paul/' title='Caterina, Chemish, Jonh Paul'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Caterina-Chemish-Jonh-Paul-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Caterina, Chemish, Jonh Paul" title="Caterina, Chemish, Jonh Paul" /></a>

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		<title>DAY 9-10-11-12</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 14:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
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La vacca è tutto per i Dinka. Non che abbia un reale valore pratico, il latte lo bevono poco, mangiarla assolutamente no anche se non è sacra, formaggi neanche a parlarne, arare i campi neanche ( non ci sono campi da arare, è tutto secco), ma ha un valore assoluto perché glielo hanno attribuito, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1894" title="Dinka cattle camp" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Dinka-cattle-camp2.JPG" alt="Dinka cattle camp" width="481" height="320" /></p>
<p>La vacca è tutto per i Dinka. Non che abbia un reale valore pratico, il latte lo bevono poco, mangiarla assolutamente no anche se non è sacra, formaggi neanche a parlarne, arare i campi neanche ( non ci sono campi da arare, è tutto secco), ma ha un valore assoluto perché glielo hanno attribuito, è come un lingotto, è la loro banca. Le capanne si comprano in vacche, le mogli si comprano in vacche, un eventuale viaggio per farsi operare in Uganda si compra in vacche, tutto, ogni cosa ha il suo corrispettivo valore in vacche. Girano per questa terra arida che sembra incompatibile con la vita con le loro vacche, alla sera si uniscono tutti insieme in quelli che si chiamano “cattle camp”, dove centinaia, migliaia di vacche, con i loro padroni Dinka si ammassano, e nella notte accendono fuochi con l’erba secca a distanza di pochi metri, e in questa enorme coltre di fumo che serve per tenere lontani gli insetti, vivono tutti insieme per una notte. L’indomani di nuovo così. Sono disposti a tutto per le loro vacche, anche a spararsi, e lo fanno di frequente. Sono alti i dinka, gambe lunghe, braccia lunga, spesso armati, hanno un mitra, che tengono a tracollo in bella mostra come una borsetta elegante. Li vedi girare per le strade, per i mercati con la loro borsetta mitra, nell’ospedale no, c’è un bell cartello all’ingresso “no weapons in the hospital” (no armi in ospedale).</p>
<p>Giornata delle emergenze. Prima in ospedale, un addome acuto che non possiamo trattare e decidiamo di trasferire nell’ospedale di Yrol. Due ore di distanza, gestito dal CUAMM. Superati alcuni problemi logistici, prima manca la macchina, poi manca la chiave per aprire il container che ha le taniche di carburante, si attrezza il fuoristrada con un bell materassone e la paziente coricata sopra. Daniele con le ultime luci del giorno parte, la macchina è piena, non si sa come ci sono un paio di bambini con le loro mamme e un paio di sconosciuti. Una macchina che va a Yrol è sempre una macchina che va aYrol, può mica andare mezza vuota con solo una paziente con un addome acuto? Con un paio di stop per cambiare i liquidi e qualche antidolorifico per la paziente che per ogni buca, e sono tante, ha una fitta alla pancia, si arriva nella notte a Yrol. Pina, la dottoressa italiana a Yrol, con grande disponibilità se ne prende cura. Tutto bene. L’urlo di Cristine, ragazza ugandese, nel buio fa partire la seconda emergenza. Il desiderio di Elena dopo tante missioni si avvera. Un bel serpente, ma di quelli seri, lunghi e spessi, data la siccità è venuto ad abbeverarsi nelle nostre docce, che sono due box di latta comuni fuori. Panico per tutti. Jeremia, ragazzo della Tanzania, con un grosso bastone lo affronta. Il serpente ha la peggio, e finisce morte e insanguinato. Noi in compenso adesso andiamo alle latrine, che sono un fuori un po’ distanti, con il bastone, e la notte facciamo pipì in un secchio in casa. Fa caldo, ogni giorno di più, sembra che si alzi di un grado. Si suda tanto, anche la notte, anche da fermi, soffocante. Dicono che deve diventare tutto secco, ma ci fa strano, a noi sembra già tutto terribilmente secco. Domenica è domenica, così tre ore di libertà per andare a vedere il fiume, a un’ora da qui. E’ un piccolo pezzo di Nilo, o un piccolo pezzo che diventerà Nilo, l’acqua è bassa, calda e torbida ma almeno scorre. E’ un via vai di bambini che riempiono taniche. Dove c’è l’acqua c’è sempre più vita.</p>
<p>Bollettino medico</p>
<p>Caso clinico 5: ragazzo giovane, 25 anni, depositato in ospedale legato alle mani e piedi con una fune, nudo, impolverato corpo statuario. Da due mesi improvvisamente parla una lingua che nessuno capisce, è aggressivo con i parenti, incontrollabile. Encefalite? Psicosi organica? Parassitosi cerebrale? Schizzofrenia? Boh..Lo sediamo e lo mettiamo in isolamento. Dopo indagini e colloqui con i parenti rivelano che è l’unico sopravvissuto di un gruppo di amici massacrato, ha assistito. Per adesso sedazione e isolamento.</p>
<p>Caso clinico 6: Paziente anni 46, addome gonfio, va dal medico locale, che deduce che è un globo vescicale, non ha cateteri e decide di pungerlo a livello sovrapubico per drenare le urine. Aspira sangue invece, tanto. Paziente muore. Ospedale troppo tardi.</p>
<p>Caso clinico 7: Bambino in difficoltà respiratoria arrivato nella notte. Nessuno ha avvisato. Bambino muore, neanche il tempo di accendere l’ossigeno. Diagnosi sconosciuta</p>
<p>Caso clinico 8: paziente giovane, 22 anni, hiv positivo. No antiretrovirali disponibili, no terapia. Dimissione.</p>
<p>I Dinka sparati migliorano, chissà poi perché sono sparati tutti nello stesso posto, coscia della gamba destra, le sedute chirurgiche procedono bene a parte le infezioni onnipresenti. Non c’è ferita e medicazione che non abbia pus. Ma l’acqua ossigenata non fa schiuma nella ferita. E’ possibile che l’acqua ossigenata non faccia schiuma? E’ preziosa è viene diluita. Ma troppo. Il meningitico è sempre in coma, sempre peggio, il piccolo con la Kuawshorkore è sempre più edematoso ma niente albumina qui, il piccolo malnutrito migliora, poca alla volta ma migliora.</p>
<p>Abbiamo saputo di Haiti e ci dispiace, per questo il post di oggi, a parte il bollettino medico che quello è, vuole essere leggero, per non mettere anche i nostri pesi in questi giorni dove nei media ci saranno pesi e immagini dure da accettare. Ci dispiace molto, pensare che queste terre già così sfornite e fragile debbano affrontare tale calamità e tali morti. Mandiamo da qui il nostro pensiero.</p>
<p> </p>

<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/dinka-cattle-camp-3/' title='Dinka cattle camp'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Dinka-cattle-camp2-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dinka cattle camp" title="Dinka cattle camp" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/dinka-cattle-camp-2/' title='Dinka cattle camp'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Dinka-cattle-camp1-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dinka cattle camp" title="Dinka cattle camp" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/trasporto-medicalizzato/' title='trasporto medicalizzato'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/trasporto-medicalizzato-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trasporto medicalizzato" title="trasporto medicalizzato" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/tornando-da-yrol/' title='tornando da Yrol'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/tornando-da-Yrol-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tornando da Yrol" title="tornando da Yrol" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/speranza/' title='speranza'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/speranza-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="speranza" title="speranza" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/siccita/' title='siccità'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/siccità-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="siccità" title="siccità" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/marsupio-per-piccolo-dinka/' title='marsupio per piccolo Dinka'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/marsupio-per-piccolo-Dinka-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="marsupio per piccolo Dinka" title="marsupio per piccolo Dinka" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/la-famiglia-2/' title='la famiglia 2'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/la-famiglia-2-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="la famiglia 2" title="la famiglia 2" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/la-famiglia/' title='la famiglia'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/la-famiglia-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="la famiglia" title="la famiglia" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/larrivo/' title='l&#039;arrivo'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/larrivo-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="l&#039;arrivo" title="l&#039;arrivo" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/il-riempimento/' title='il riempimento'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/il-riempimento-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="il riempimento" title="il riempimento" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/il-ritorno/' title='il ritorno'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/il-ritorno-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="il ritorno" title="il ritorno" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/il-guado/' title='il guado'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/il-guado-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="il guado" title="il guado" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/giochi-dacqua/' title='giochi d&#039;acqua'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/giochi-dacqua-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="giochi d&#039;acqua" title="giochi d&#039;acqua" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/futuro/' title='futuro'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/futuro-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="futuro" title="futuro" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/elena-cerca-una-vena/' title='Elena cerca una vena'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Elena-cerca-una-vena-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Elena cerca una vena" title="Elena cerca una vena" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-9-10-11-12/elena/' title='Elena..'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Elena..-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Elena.." title="Elena.." /></a>

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		<title>DAY 5-6-7-8</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
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La giornata è molto semplice, semplicemente complessa, tutti i giorni uguale. Sveglia alle sette e mezza, colazione nella capanna chiamata mango house, cinque minuti di cammino sulla strada sabbiosa mentre il sole sorge pallido ma grosso, e alle otto e mezza inizia l’attività dell’ospedale. Giro visite nelle stanze delle chirurgia insieme a tutto lo staff [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1855" title="Elena e il piccolo" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Elena-e-il-piccolo.JPG" alt="Elena e il piccolo" width="496" height="330" /></p>
<p> </p>
<p>La giornata è molto semplice, semplicemente complessa, tutti i giorni uguale. Sveglia alle sette e mezza, colazione nella capanna chiamata mango house, cinque minuti di cammino sulla strada sabbiosa mentre il sole sorge pallido ma grosso, e alle otto e mezza inizia l’attività dell’ospedale. Giro visite nelle stanze delle chirurgia insieme a tutto lo staff locale. Effettivamente i reparti sembrano dei grossi container, otto letti per stanza distanziati da un metro, uomini e donne insieme, più tutti i parenti. Controllo delle ferite chirurgiche, dei cateteri, dei drenaggi, dei parametri, delle terapie, e ri controllo delle attività degli infermieri, che i parametri siano reali, o che per far prima non abbiano trascritto quelli del giorno precedente, che le terapia siano state date davvero e non semplicemente smarcate. Questo fino alle dieci, dalle dieci a oltranza ambulatorio chirurgico. Medicazioni, controlli e nuovi arrivi. E arriva abbastanza di tutto. Il bollettino medico è davvero molto vario. Ernie e appendiciti la fanno da padrone, le prime per una stitichezza estrema dovuta all’alimentazione povera fatta di solo riso, le seconde dovute forse al latte vaccino che il popolo dinka beve in grosse quantità. Stranamente solo nelle appendiciti e intestino dei dinka si trovano sempre delle piccole cisti ascessuali. Ne abbiamo prese due dopo l’ultima seduta operatoria, messe sotto formalina da portare in Italia in anatomia patologica per farle analizzare. Poi infezioni cutanee, ustioni gravi, ferite da arma da fuoco, diarree a profusione, aborti spontanei, tubercolosi, meningite, rari casi di lebbra, malaria e infezioni polmonari poche, è stagione secca, molto secca, troppo secca. La malaria arriva con le piogge, l’ospedale raddoppia i pazienti ci dicono, non possiamo immaginarlo.</p>
<p>Caso clinico 1: dinka sparato ad una gamba dopo lite per le sue vacche, caso molto tipico. Il proiettile ha attraversato la gamba da parte a parte e preso il glande lacerandolo in due. Nella gamba è stato fortunato, non ha preso il femore, ne vasi o nervi importanti. Il glande è diviso in due ma non vuole l’amputazione, così preferisce il catetere perenne. Medicazione tutti i giorni con pulizia profonda della ferita. Antibiotico forte ma l’infezione uretrale non sembra rispondere. Speriamo.</p>
<p>Caso clinico 2: Ragazzo giovane con meningite. Liquor purulento. Quasi sicuramente meningococco. Nessun isolamento, non ci sono posti. Coma. Doppio antibiotico. Il più potente e di ultima scelta qui è il ceftriaxone (rocefin). Oltre non c’è. Da oggi crisi epilettiche. Nessuna risposta alla terapia. Peggiora. Niente altro da fare. Speriamo.</p>
<p>Caso clinico 3 : bambino di sei mesi, coma. Gasping respiratorio. Ossigeno terapia e idratazione. Encefalite? Boh. Danno neurologico? Boh. Non si può tenerlo attaccato sempre all’ossigeno perché la macchina consuma troppo del generatore e poi l’ospedale rimane al buio. La mamma preferisce portarlo a morire a casa. Dimissione.</p>
<p>Caso clinico 4: bambino di otto mesi, sindrome di Kuawshorkore (ipoproteinemia grave) da alimentazione priva di proteine (molto frequente qui) edemi diffusi, soprattutto al volto, capelli lanosi, addome gonfio. Terapia con dieta ricca di proteine. Il bambino non migliora. Si scopre che la mamma ha altri cinque figli, e la dieta che le viene distribuita per il piccolo lei la divide con gli altri cinque. Il piccolo migliorerà, ci vorrà un po’ di tempo.</p>
<p>Finiti i pazienti, finiamo anche noi con le ultime luci del giorno. Si parla ancora dei casi, di quello che si potrebbe fare, o se è stato fatto tutto il possibile.</p>
<p>Nella mango house ci aspetta la cena, che poi sono gli avanzi del pranzo, ma è abbastanza perché difficilmente il pranzo si riesce a fare. Sempre uguale. Pasta in bianco, riso in bianco, fagioli, tonno in scatoletta. Punto. Tutti i giorni. Non c’è frutta, nessun tipo, non c’è verdura. Il pensiero di un arancia ci fa salivare di brutto. Caffè liofilizzato, latte liofilizzato, no coca cola. Il posto è davvero isolato. Nessuna produzione locale. Tutto arriva con camion che fanno viaggi della speranza dal Kenya o dall’Uganda. Lo stesso materiale dell’ospedale arriva così, due volte all’anno. Tutto diventa prezioso. Le fisiologiche costano care, non tanto loro, quanto il trasporto. Ma perché fare un ospedale in un posto così isolato? Perché Mapourdit ha il suo grande punto di vantaggio, il suo isolamento lo tiene lontano da qualsiasi zona di interesse, e in caso di guerra potrebbe rimanere esentato da gravi disordini e portare aiuto alla popolazione.</p>
<p>La sera si parla. Qui è arrivato da pochi mesi Padre Daniele , comboniano, che dopo nove anni a Korogocho con Padre Alex Zanotelli, con i ragazzi della baraccopoli della discarica di Nairobi è venuto qui in Sudan per una nuova sfida. I suoi racconti sono una testimonianza forte, forse troppo forte, ma sicuramente costruttiva. Poi viene buio, molto buio, che scende sull’ospedale, sul villaggio, quasi a spegnere la giornata, e anche volendo non si può far molto e si va a dormire. Per fortuna la stanchezza smorza i pensieri.</p>
<p>Approfitto delle parole di Valentina sul commento alla foto “Lo sbarco di Elena e Caterina” per rispondere. Cara Valentina, anche se non ci conosciamo ci fa molto piacere sapere che sei passata di qui, e forse più di altri potrai leggere e vivere questi brevi racconti. Anche se dal blog spesso si scrive bravi, siete dai grandi, ti garantisco che non siamo ne eroi, ne medici in prima linea come dici tu. Siamo pieni di paure e incertezze, con un invincibile e costante senso di inadeguatezza. Speriamo di aver fatto giusto, speriamo non arrivi un parto cesareo complicato, speriamo l’operazione non sanguini troppo, speriamo, speriamo, speriamo. Poi passerà un mese, e sarà ora di rientrare. E il nostro rientro non sarà diverso dalla tua fuga dopo due giorni, perché un mese in un posto che richiede mesi, anzi anni, forse una vita intera, è come due giorni.</p>
<p>Stai certa che ti saluteremo Rosario che tornerà tra tre settimane, e grazie dell’aiuto a questa missione da parte della tua associazione, anche se inadeguati, faremo tutto il possibile.</p>
<p>ATTENZIONE: LE IMMAGINE MEDICHE QUI SOTTO POSSONO RISULTARE DURE.</p>

<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/verso-lospedale/' title='Verso l&#039;ospedale'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Verso-lospedale-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Verso l&#039;ospedale" title="Verso l&#039;ospedale" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/ustione/' title='ustione'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/ustione-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ustione" title="ustione" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/un-po-di-pulizia/' title='un pò di pulizia'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/un-pò-di-pulizia-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="un pò di pulizia" title="un pò di pulizia" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/pompa-a-infusione/' title='pompa a infusione'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/pompa-a-infusione-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pompa a infusione" title="pompa a infusione" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/pazientim-in-attesa/' title='pazientim in attesa'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/pazientim-in-attesa-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pazientim in attesa" title="pazientim in attesa" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/paziente-e-pazientino/' title='Paziente e pazientino'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Paziente-e-pazientino-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Paziente e pazientino" title="Paziente e pazientino" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/passegiando-per-mapourdit/' title='passegiando per Mapourdit'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/passegiando-per-Mapourdit-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="passegiando per Mapourdit" title="passegiando per Mapourdit" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/medicazioni/' title='medicazioni'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/medicazioni-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="medicazioni" title="medicazioni" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/maternita/' title='maternità'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/maternità-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="maternità" title="maternità" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/mapourdit-centro/' title='Mapourdit centro'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Mapourdit-centro-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mapourdit centro" title="Mapourdit centro" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/malnutrizione/' title='Malnutrizione'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Malnutrizione-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Malnutrizione" title="Malnutrizione" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/kuawshorkore-sindrome/' title='Kuawshorkore sindrome'><img width="99" height="150" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Kuawshorkore-sindrome-99x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Kuawshorkore sindrome" title="Kuawshorkore sindrome" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/infezione-piu-micosi/' title='infezione più micosi'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/infezione-più-micosi-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="infezione più micosi" title="infezione più micosi" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/giro-visita-prima-della-notte/' title='giro visita prima della notte'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/giro-visita-prima-della-notte-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="giro visita prima della notte" title="giro visita prima della notte" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/giro-visita/' title='giro visita'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/giro-visita-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="giro visita" title="giro visita" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-5-6-7-8/elena-e-il-piccolo/' title='Elena e il piccolo'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Elena-e-il-piccolo-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Elena e il piccolo" title="Elena e il piccolo" /></a>

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		<title>DAY 1</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 20:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mission A4]]></category>

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		<description><![CDATA[
Milano-Cairo-Nairobi. Da Nairobi un bel bielica coi fiocchi ci porta prima a Lochicioki e poi atterra su una pista di terra rossa nel mezzo di una terra che dall’alto dell’oblò sembra terribilmente arida: Rumbek, Sudan. .Ci sono solo aereoplani siglati UN e WFP (world food program). Parecchio caldo. Madit ci aspetta, e con un fuoristrada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1837" title="acqua" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/acqua.JPG" alt="acqua" width="531" height="314" /></p>
<p>Milano-Cairo-Nairobi. Da Nairobi un bel bielica coi fiocchi ci porta prima a Lochicioki e poi atterra su una pista di terra rossa nel mezzo di una terra che dall’alto dell’oblò sembra terribilmente arida: Rumbek, Sudan. .Ci sono solo aereoplani siglati UN e WFP (world food program). Parecchio caldo. Madit ci aspetta, e con un fuoristrada cominciamo a percorrere una strada di terra e sabbia. E’ una delle migliori, dicono. Non c’è nulla, solo capanne circolari con tetti in paglia e i muri tipici in fango. Per essere Africa anche la natura è povera. L’unica presenza che popola le strade sono le centinaia mucche dei pastori Dinka, hanno più corna che carne. Attraversiamo il villaggio di Queorolu, la settimana scorsa i militari hanno cercato di disarmare alcuni pastori Dinka armati. Molti Dinka possiedono armi per difendere le proprie mandrie, che è tutto ciò che hanno, da furti. Ma loro non hanno gradito questa manovra e per vendetta hanno ucciso con un agguato 18 militari, e loro per vendetta a loro volta hanno bruciato tutto il villaggio e ucciso sei civili. Adesso dal villaggio sono scappati tutti, è deserto, con crocchi di militari che fumano e giocano a carte. Ma la strada fino a Mapourdit è tranquilla, tranne la strada stessa che diventa sempre più stretta, sabbiosa e piena di buche. Anche a Mapourdit non c’è nulla, è un insieme di capanne. E’ buio, molto buio, senza la nostra ormai famosa dinamo che cigola nella notte, non si vedrebbe nulla. Giornata nell’ospedale insieme a Rosario, fratello comboniano, medico chirurgo che porta avanti tutta l’attività dell’ospedale, e da anni fa un lavoro davvero straordinario. Abbiamo tre giorni per prendere consegne e cercare di capire il più possibile prima che lui parta. 24 posti letto di chirurgia asettica, e 24 di chirurgia settica, una pediatria, una ginecologia e ostetricia, e una medicina interna. Sembra tanto, e i pazienti sono tanti, ma l’ospedale è piccolino. Sono tante piccole casette adibite a reparti. Costruito nel 2000, è rimasto per quattro anni sotto forma di capanne, perché le lamiere avrebbero attirato i bombardamenti degli arabi. Da qualche anno hanno cominciato pian piano a renderlo più solido. I pazienti non sono semplici per niente. Alcune “gun shot” ferite da arma da fuoco, molti operati di ernie e appendiciti, amputazioni, molti aborti spontanei perché continuano a lavorare duramente durante la gravidanza, e i bambini che come al solito fanno più male da vedere, un piccolino di sei mesi morente per una sospetta encefalite, un altro di nove con una malnutrizione oltre il limite della vita, che ancora vive ma non ha più le sembianze di un bambino. “Il catetere sovrapubico deve tenerlo tutta la vita, a meno che non venda delle vacche e vada in Uganda per farsi operare alla prostata, ma visto l’età io non glielo consiglio..” dice Rosario in un dinka fluente ad un suo paziente di circa 60 anni. Nel giro visite Rosario si accorge che un ragazzo operato ieri di appendicite ha 80/60 di pressione, nessuno degli infermieri (che sono al primo anno della prima scuola in questa regione del sud sudan per infermieri fatta proprio in questo ospedale) ha detto niente, è domenica, e metà del personale che dovrebbe essere in servizio, non si trova. Probabilmente perde sangue in addome, e così finiamo tutti in sala in urgenza per il battesimo. Rosario e Caterina sono costretti a fare una laparotomia di urgenza per trovare la perdita. Serve sangue che come al solito non c’è. Il ragazzo ha solo una sorella compatibile che però ha otto di emoglobina e un bambino piccolo che allatta. Rosario vieta di prelevare il sangue a Suor Pauline, che questo mese gliene hanno già preso un sacco essendo un donatore universale. Sotto ketamina l’intervento va a buon fine, non facile però. Non abbiamo ancora fatto a tempo a scaricare i borsoni con tutto il materiale per l’ospedale. In serata controlliamo il ragazzo che si è ripreso bene.</p>
<p>Noi stiamo bene, la situazione qui non è per niente facile, ma tranquilla.</p>
<p>Ps. Non c’è campo cellulari, solo satellitari. Una linea internet costruita da una fondazione umanitaria che crea connessioni internet per gli ospedali..se leggete e perché siamo riusciti ad agganciarci almeno li.</p>

<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-1-a4/terra-rossa/' title='terra rossa'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/terra-rossa-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="terra rossa" title="terra rossa" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-1-a4/mapourdit/' title='Mapourdit'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Mapourdit-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mapourdit" title="Mapourdit" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-1-a4/lo-sbarco-di-elena-e-caterina/' title='Lo sbarco di Elena e Caterina'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Lo-sbarco-di-Elena-e-Caterina--150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Lo sbarco di Elena e Caterina" title="Lo sbarco di Elena e Caterina" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-1-a4/laereoporto/' title='L&#039;aereoporto'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Laereoporto--150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="L&#039;aereoporto" title="L&#039;aereoporto" /></a>
<a href='http://www.findthecure.it/blog/2010/01/day-1-a4/arrivando-in-sudan-6/' title='arrivando in Sudan (6)'><img width="150" height="99" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/arrivando-in-Sudan-6-150x99.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="arrivando in Sudan (6)" title="arrivando in Sudan (6)" /></a>

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		<title>MISSION A4, SUD SUDAN: PARTENZA</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FTC Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mission A4]]></category>

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		<description><![CDATA[
Inizia, Mission A4. Destinazione Sud Sudan. Ospedale rurale di Mapourdit, area di Rumbek. Sotto il Darfur, non lontani dalla Repubblica Centroafricana.
Alcuni mesi fa il vescovo di Rumbek è venuto a parlarci, chiedendoci aiuto per tenere aperta la sala chirurgica nel mese di gennaio che rischiava di essere chiusa. Tenere chiusa una chirurgia in zone di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1832" title="mission A4 blog test" src="http://www.findthecure.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/mission-A4-blog-test1.jpg" alt="mission A4 blog test" width="450" height="241" /></p>
<p>Inizia, Mission A4. Destinazione Sud Sudan. Ospedale rurale di Mapourdit, area di Rumbek. Sotto il Darfur, non lontani dalla Repubblica Centroafricana.</p>
<p>Alcuni mesi fa il vescovo di Rumbek è venuto a parlarci, chiedendoci aiuto per tenere aperta la sala chirurgica nel mese di gennaio che rischiava di essere chiusa. Tenere chiusa una chirurgia in zone di disordini e guerriglia, soprattutto se con armi da fuoco, è davvero una danno enorme per la popolazione, così non abbiamo potuto rifiutare, nonostante l’instabilità del paese, e abbiamo accettato di organizzare un piccolo team (Daniele Sciuto, medico, Caterina Cisno, medico, Elena Spadoni, infermiera di sala). Coincidenza, o forse  no, pochi giorni fa è uscito il report di Medici Senza Frontiere sulla situazione Sudan  (Facing up to reality), che al momento chiede a gran voce aiuto di personale e risorse mediche per fronteggiare l’emergenza, più che progetti di sviluppo a lungo termine. Siamo contenti do poter rispondere almeno un po’ a questo loro appello.</p>
<p>Il Sudan  viene considerato paese instabile, a cause delle prossime elezione che si terranno nel mese di aprile, e soffre, da diverse anni, di disordini interni legati a guerriglia per separare il sud del paese dal nord.</p>
<p>Così si inizia, Egypt air, (la più economica naturalmente&#8230;) Milano-Cairo, Cairo-Nairobi (perché se voli su Khartum che è nord Sudan non ti danno il visto per andare al sud) Nairobi-Rumbek-Mapourdit. Non sappiamo se possiamo aggiornare il blog, ma faremo il possibile per farlo e portarvi con noi.</p>
<p>Buona Mission A4</p>
<p>ABOUT SUDAN</p>
<p>Gli scontri contrappongono clan diversi, la posta in gioco è soprattutto il controllo del territorio, il cui sottosuolo è ricco di petrolio. La disputa territoriale per il controllo di Abyei si trascina da decenni, e rappresenta uno tra i principali nodi da sciogliere nei rapporti tra Sudan e Sud Sudan. Nonostante le decisioni internazionali di affidarla a Juba, Khartoum non vuole perdere la possibilità di sfruttare la regione: il suo petrolio è già destinato all&#8217;alleato cinese. Il quadro attuale è però aggravato dalla pesante carestia che ha colpito gran parte dell&#8217;Africa orientale, dal Kenya alla Somalia, anche a causa di un forte ritardo delle piogge stagionali, legato ai cambiamenti climatici.</p>
<p>Da Peacereporter</p>
<p>La difficoltà di procurarsi il cibo e le limitate risorse idriche stanno spingendo i diversi clan a infrangere i confini, scatenando scontri tra gruppi diversi. Per il controllo dell&#8217;acqua da giugno sono morte oltre 2000 persone, almeno 25 mila i nuovi profughi. 1 milione e 200mila sudsudanesi dipendono degli aiuti del Pam. Una miscela esplosiva che annuncia una drammatica crisi umanitaria, come ci conferma anche Paolino Lukuduloro, arcivescovo di Juba, nell&#8217;intervista di Michela Trevisan.</p>
<p>Un episodio che alimenta il clima teso tra Khartoum e Juba, le capitali di Sudan e Sud Sudan, stato semi-indipendente dal 2005, in base alla firma degli Accordi di pace che hanno messo fine ad un ventennale conflitto civile. La tregua è rimasta soprattutto sulla carta: se i due paesi hanno formalmente smesso di attaccarsi e ufficialmente stanno collaborando per l&#8217;organizzazione delle elezioni presidenziali nel 2010 e del referendum per l&#8217;autonomia del Sud Sudan nel 2011, nella realtà gli episodi di violenza non sono mai cessati. Tanto che secondo l&#8217;Onu il bilancio delle violenze sarebbe ormai più grave di quello del Darfur, la regione occidentale del Sudan dove dal 2003 si scontrano i ribelli locali e i militari di Khartoum. Sui rapporti tra i due paesi pesano inoltre anche i risultati del censimento della popolazione, contestati duramente dal Sud Sudan.</p>
<p>Da Nigrizia</p>
<p>Nonostante la firma dell’accordo di pace nel 2005 (Comprehensive Peace Agreement), la situazione sanitaria in Sud Sudan rimane critica. Le persone continuano a morire di malattie evitabili e per condizioni curabili a causa della scarsità di strutture sanitarie, personale medico e farmaci.</p>
<p>Sebbene molti nella comunità internazionale considerino il Sud Sudan come un contesto di post-conflitto e ci sia un investimento verso iniziative di sviluppo di lungo termine, esistono ancora bisogni sanitari urgenti non affrontati. Le emergenze continuano a scoppiare e ci sono ancora troppo pochi attori sul terreno per rispondere agli urgenti bisogni.</p>
<p>In molte zone dove MSF lavora, le equipe continuano a osservare livelli di malnutrizione superiori alla soglia di emergenza definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (15% di bambini colpiti da malnutrizione acuta). Quando livelli simili furono identificati in Darfur, le Nazioni Unite avevano lanciato diversi allarmi. Sfortunatamente la situazione nel Sud Sudan ha suscitato poca attenzione.</p>
<p>Da report  Medici Senza Frontiere</p>
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