Mission Kenya 10: ultimi giorni allo S.H.E.R.P e un saluto a Nairobi

Ed eccoci allo Sherp.
Cinque giorni intensi tra disegni, palloncini, cinema e giochi.
Lo sherp è sempre coinvolgente, i bambini ci spiano da lontano per accoglierci già di prima mattina con sorrisi e abbracci.
Visto il successo delle  ‘sherp hands‘ dello scorso anno, Sabrina ripropone attività per portare colore e calore su altre pareti. Così la sala cinema si anima con le sagome dei bambini sullo stile di Keith Haring, il refettorio si popola di fiori, farfalle, palloncini e una piccola ‘Bee’ simbolica.
Tutti i ragazzi hanno partecipato, ognuno col suo entusiasmo, e anche le mamas si sono fatte coinvolgere.
Ma non c’è solo colore. I nostri interventi sono stati meccanici con le revisioni alle carrozzine da parte di Elena, sanitari con le medicazioni di Anna e di rivalutazione dei bimbi dello special dorm da parte di Samanta e Manuela.
La ‘red muzunga’, ogni  giorno sempre più red per il sole di Maralal, è stata notata ed accerchiata da mani e bave anche allo Sherp!..e anche lei si è lasciata contagiare dal fascino di questo posto speciale..
I bambini sono ben nutriti, sicuramente grazie all’attenzione  sull’alimentazione (meat day, mandasi day, vegetable day, fruit day) e vivono con gioia sia la proiezione del cartone
animato settimanale (forse anche grazie a  pop corn e caramelle,  mai assenti) sia qualsiasi attività loro proposta.
Anche il pasto è sempre momento di allegria e collaborazione tra grandi, piccoli, mamas…e tutte noi.
L’ultimo giorno salutiamo tutti i bambini con un super gioco, palloncini e bolle di sapone e un grazie speciale alle mamas.
Tra le mille attività siamo riuscire a ritagliare un po’ di tempo per andare a salutare i bimbi dell’orfanotrofio delle suore di Madre Teresa di Calcutta e comprare qualche piantina dalle donne samburu per dare il nostro contributo al giardino della futura “casa FTC”.
La fatica delle intense giornate è stata quotidianamente ricompensata dell’accoglienza per cena di Daniele e Yasmin, che ci hanno fatto anche
gustare la cucina locale (chapati di Yasmin e polpette  di Daniele) in compagnia di Alfred e Grace.
Dopo 5 giorni iniziava a mancarci il fascino del viaggio in “matatu”..che questa volta sperimentiamo in notturna: Nairobi ci aspetta!
Nairobi ci accoglie all’alba con il suo caos, il suo traffico e i suoi colori, dopo un viaggio notturno che ha ovviamente previsto…un imprevisto: una ruota bucata in mezzo al nulla, sostituita in tempo record!
L’obiettivo sarebbe stato vedere la scuola di Kibera, visitare il negozio di Rosemary e salutare Elizabeth.
Visti i recenti disordini per le elezioni presidenziali, abbiamo dovuto modificare i nostri piani.
Siamo quindi andate a Kibera per incontrare Vincent senza addentrarci nei vicoli fino alla scuola, che è attualmente chiusa per le vacanze. I bambini sono 104, ma negli ultimi mesi molti di loro non hanno frequentato, proprio per l’insicurezza del momento che il kenya sta vivendo. Abbiamo lasciato per loro matite, colori, gessi e cancellini per iniziare al meglio il nuovo anno.
Ma come potevamo tornare a casa senza salutare Elizabeth? La troviamo sorridente come sempre, molto meno timida, che ci mostra con orgoglio i suoi progressi grazie alla fisioterapia che continua assiduamente.
Infine decidiamo di incontrare Rosemary a casa di Marco – che ci ospita sempre calorosamente. Ci raggiunge li, in perfetto “African time”, solo con due ore di ritardo, e ci accompagna nel  piccolo emporio dove vendono le stoffe coloratissime, che di solito utilizza e concludiamo le giornate a Nairobi con un giro in un affollatissimo mercatino di artigianato locale.
Gli imprevisti nel viaggio ci accompagnano fino alla fine: il volo è stato posticipato!..

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