L’ABOUT DI ERICA: Mission Kenya 9

Polvere e colori.

Torno in Kenya per la seconda volta e non mi aspetto di ritrovarmi subito sulla pelle e negli occhi questo contrasto così prepotente.

Ma l’Africa che ho imparato ad amare ha imparato a stupirmi: il sole è sempre alto in cielo, le strade sono giallo tenue, il verde fatica a resistere, i mulinelli di sabbia ci fanno compagnia ed i borsoni accanto ai finestrini accolgono nelle loro fessure granelli su granelli. Riesco a dare alle parole “l’acqua è vita” un peso enorme e mi sento grata e felice di essere qui, proprio in questo momento: i bimbi ci sorridono felici e ci salutano instancabili, ricevo abbracci strettissimi da chi non mi vedeva da un anno, stringo le mani di donne e uomini che un po’ mi incutono timore e poi si sciolgono in un sussurrato “karibu”.. sono tutte goccioline resilienti che come Gigli Impala nonostante tutto continuano a fiorire.

E poi ci sono i colori.

Me li ricordo in cerchio, sotto un grande spoglio albero. Colori di vestiti di donne che a Simalè ballavano e cantavano per noi il loro grazie. 

Me li ricordo su fogli di carta, le tempere e tante piccole mani dei bimbi dello Sherp: striscioline disordinate ed esplose in ogni direzione.

Sul loro cancello c’è una scritta: “we’re all miracles”. Ogni tanto prendo un foglio bianco, inizio a dipingere forme senza confini e ripensando a quelle manine che mi pastrocchiavano la maglietta di rosso e la faccia di blu, mi convinco che lo sono davvero.

Arrivederci Kenya. A presto piccoli miracoli.

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