Distribuzione cibo Emergenza Siccità Kenya 2017: Grazie – Asante – Ashe oleng

Maralal, 22 Aprile 2017

Cari Amici,
questo è un giorno speciale in cui vogliamo dirvi GRAZIE. Proprio mentre stiamo scrivendo, dopo tanti mesi è arrivata la prima pioggia qui in Samburu. Timida, troppo timida per un terreno così arido che l’ha assorbita tutta fino a far sembrare che non sia piovuto. Ma l’odore è inconfondibile, un odore che porta la speranza che sia l’inizio delle piogge. Siamo molto molto molto felici di comunicarvi che abbiamo terminato l’ultima fase della distribuzione cibo per l’emergenza siccità. Abbiamo voluto fare ancora un giro di controllo post distribuzione in tutti i villaggi per essere sicuri che non ci siano stati problemi. Visto la risposta immediata e la grande fiducia che ci avete dato alla richiesta di aiuto ci preme raccontarvi come è andata la distribuzione che grazie a voi siamo riusciti a realizzare. Il cibo è stato acquistato nella cittadina di Baragoi, l’ultima cittadina ai confini del Samburu Nord, per supportare il più possibile anche i commercianti locali. Siamo riusciti a trasportarlo affittando un camion della polizia che ci faceva un prezzo di favore fino al villaggio di Tuum dove lo abbiamo depositato. Da Tuum è partita la distribuzione nei cinque villaggi selezionati. Fare una distribuzione di cibo è sempre una cosa difficile, perchè per quanto si cerchi di sostenere i più bisognosi, ci si muove all’interno di una popolazione che di base è tutta bisognosa e quindi escludere alcune persone non è mai facile. Per evitare tensioni e problemi all’interno dei villaggi, le persone a cui è stato distribuito il cibo sono state scelti da un comitato del villaggio stesso, composto da almeno due o tre “elders” (anziani), un insegnante, un community worker e alcuni esponenti di gruppi di donne. Non è stato facile organizzare questi comitati. Per via della siccità molte delle persone sono distanti a far pascolare gli animali e non è stato facile trovare esponenti validi che avessero voglia di sedersi a discutere per scegliere i beneficiari. La distribuzione è andata bene. Abbiamo avuto qualche problema nel villaggio di Tuum e di Wasarongai, in quanto alcuni giovani disoccupati e alcune famiglie che avevano perso gli animali morti per la carestie reclamavano il diritto ad avere del cibo. Loro stesse erano concordi che i beneficiari erano senza dubbio la parte più povera della comunità, ma anche loro stavano passando un periodo difficilissimo. Ovviamente su questo punto non si può dar loro torto, ma il problema è che è impossibile coprire l’intera richiesta della popolazione. Le discussioni sono state comunque nella norma, nulla di violento o di teso, anche perchè nella loro cultura si divide tutto, quindi chi ha ricevuto il cibo lo avrebbe poi diviso con gli altri. Nessuno mai si tiene tutto per sè. Per allentare ulteriormente le tensioni, con gli avanzi della distribuzione di giornata abbiamo comunque distribuito, in maniera inferiore, alla restante parte del villaggio. Per quanto riguarda Parkati, Larerock e Simalè nessun problema. Per quanto riguarda le scuole ( 3 asili in Tuum, 1 in Parquati, 1 a Wasarongai, 1 a Simalè e 1 a South Horr) nessun problema, tutto è andato bene. I bambini da sempre nella cultura Samburu sono un bene collettivo, appartengono alla comunità. Crediamo che il bilancio finale sia positivo. Sicuramente lo sforzo è tanto, e le difficoltà di questo tipo di iniziativa sono enormi ma in un momento così difficile di siccità e carestia è stato un aiuto diretto alle famiglie più deboli. Un aiuto che in tutta onestà è comunque relativamente piccolo rispetto al fabbisogno. Sono sempre di più le famiglie che hanno perso gli animali e parlano di migrare a Nairobi a cercare lavoro, che sarebbe l’inizio della loro povertà ancora più drammatica, e giovani e meno giovani Samburu che passano di casa in casa qui a Maralal a chiedere elemosina di cibo e acqua perchè sono rimasti senza niente. Mucche e zebre morte tutto intorno ormai non si contano più. Frutta nei negozi non ne vediamo e, quando arriva da altre parti del Kenya, ha prezzi da gioielleria. Nonostante tutto la vita va avanti qui, e oggi più che mai apprezziamo la forza di questo popolo che di carestie e siccità ne ha viste così tante. Vi vogliamo dire grazie del vostro aiuto che ci ha permesso di aiutare immediatamente e direttamente questo popolo, per noi è stato un privilegio poter fare qualcosa e non semplicemente stare a guardare.
Questo passo è fatto, ma come sempre qui, fatto un passo è già tempo di fare il prossimo, e se questo odore di pioggia è vero, allora vorremmo attivarci subito per cercare che questa acqua benedetta non scorra via subito nelle falde del terreno, ma vorremmo trattenerla con una serie di serbatoi di acqua nelle zone sprovviste di pozzi.

Vi faremo sapere presto.
Per adesso grazie, godiamoci per un attimo il passo fatto assieme.

Daniele, FTC Team

Resoconto Distribuzione Cibo

Ci piacerebbe farvi vedere quello che stiamo vedendo noi adesso ma possiamo farlo solo attraverso le foto.

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