Da Francesco
E’ domenica e Fr. Manoj celebra la prima messa nella nuova chiesa. La struttura non è ancora finita, ma ha già i muri e un tetto.
Il pomeriggio è interamente dedicato a terminare i preparativi per la grande festa di domani: centinaia di persone sono accorse del villaggio per dare una mano a preparare le decorazioni per la scuola e il cibo per il banchetto. E’ davvero impressionante quanto in un anno questo villaggio si sia affezionato alla missione. I genitori dei bambini, organizzati in gruppi, hanno raccolto i soldi necessari per comprare parte del cibo, alla rimanente parte hanno provveduto i missionari. Ci sono donne che setacciano riso ovunque, i bambini puliscono le classi, noi veniamo trascinati da questo operoso esercito, Vincenzo e diviso tra l’attività di aiuto regista per lo spettacolo di inaugurazione e quella di artigiano, corre con il trapano in mano fino a mezzanotte a fissare tasselli, il nastro inaugurale, le luci al neon.
Io mi ritrovo alle undici e mezza di sera, appeso a un cornicione con Esther che mi tiene la pila a correggere con la vernice due lettere della scritta sulla facciata della scuola, perché il decoratore ha fatto un errore di grammatica a caratteri cubitali. Simone e Andrea stanno finendo delle nuove altalene e Chiara e Alfredo sono diventati ormai due marionette in preda ad un esercito di bimbi che non gli danno tregua.
…in un angolo c’è una povera mucca legata che non sa ancora che parte del banchetto sarà lei…
da Alfredo
E’ domenica! Padre Manoj dice la prima messa nella nuova chiesa. E’ una grande costruzione appena iniziata, fornita però di pareti e tetto. Mi viene chiesto di partecipare alla messa come diacono e di aiutare nel distribuire la comunione. Accetto con gioia. L’esperienza della messa è davvero bella. Chiesa piena di gente, grandi e piccoli, tutti attenti alla celebrazione. C’è un coro di voci splendide che si muove ed ondeggia a ritmo mentre intona canti di un’armonia sorprendente, vista l’assenza di qualsiasi strumento musicale. Il rito è piuttosto lungo, circa due ore, ma presenta momenti assai particolari.
Ad esempio per le offerte vengono chiamati per nome alcuni dei presenti che si dispongono in fila davanti all’altare muniti di un sacchetto o scatola di legno: ognuno di essi rappresenta un nucleo familiare dei villaggi od insediamenti dei dintorni. La gente liberamente versa il proprio contributo agli uni ed agli altri e ciascuno ne riceve. E’ un via vai di persone che si intrecciano e donano con estrema naturalezza e semplicità.
Fantastico !
Nonostante il fatto che la funzione si svolga tutta in lingua swahili , la musicalità dei canti e la cadenza della preghiera creano un clima di intensa comunione. Al termine ci si sente ritemprati e consapevoli che, per chi sceglie di “credere”, è sufficiente avere intorno a sé il calore delle persone che ti circondano. Nel pomeriggio mentre sto realizzando con del cartoncino un copricapo da usare nella rappresentazione di domani (inaugurazione della scuola), mi si avvicinano diversi bambini del luogo. Decido allora di tralasciare un attimo il lavoro e mi metto a manipolare un piccolo origami di carta. In men che non si dica, nel giro di pochi minuti, una frotta di piccoli mi sta intorno e tutti cominciano a gridarmi “mimi” (che significa io), con gesti inequivocabili per dire che ognuno di loro vorrebbe qualcosa. Continuo a costruire cappellini e barchette ma, ad un certo punto, mi tocca smettere per la calca e le troppe richieste e la massa di esserini che si agitano, mi circondano, mi si attaccano alle gambe.
Rientro e mentre riprendo il lavoretto iniziato penso che se Dio fosse in quel momento visibile e toccabile, avrebbe gli occhi e le mani di quei bambini.
3 Commenti a DAY 3 a quattro occhi
agosto 3rd, 2010 at 20:35
Tutti bravi, non solo.
Esprimete il meglio dell’uomo, pur distratto e consumistico dell’occidente.
Dall’Africa, dagli occhi di questi bambini dobbiamo imparare molto.
Ciao, Alfredo e Simone, con tutto il team.
sergio, vera e giorgia
agosto 5th, 2010 at 09:14
E’ vero, siete la parte migliore di chi è nato dalla parte “ricca” del pianeta.
Si sente quello che descrivete come se si potesse essere lì con voi.
Arriva la forza e la gioia e la potenza dei grandi gesti.
Grazie!
Buon proseguimento…
G.
agosto 10th, 2010 at 14:32
Che dire! Si rimane senza parole a vedere le immagini, leggere gli scritti e i commenti. Solidarietà, altruiso, disponibilità, pazienza, coinvolgimeto, animazione, amore (tanto amore!), ecco i pensieri e i sentimenti che sorgono immediati osservando tutto questo e che interpellano nel profondo la propria coscienza. Che mondo contraddtorio ed imprevedibile il nostro! Si, quanto male! Ma anhe quanto bene in questa umanità! Bene a volte poco visibile e scarsamente presentao dai media, ma che se conosciuto prorompe impetuoso dentro ognuno di noi. Buon lavoro e …..buon divertimento. Che il Signore vi protegga e aiuti guidando i vostri passi. Un saluto a tutti e in particolare al mio amico e regista Alfredo e a suo figlio Simone. super tecnico audio, video, luci e molto altro ancora. Un abbraccio e a presto. Giorgio da Casale M.to