About Esther…about Vincenzo..

26 ago
2010

About Esther

Ci siamo, ultimo tramonto.  La montagna si tinge di rosa, placida, come tutte le sere di questi ultimi giorni.  Vincenzo gioca a calcio con i piccini dell’ostello.  Famiglia.  Dopo essermi sentita più di una volta impacciata e fuori luogo come il protagonista di School of Rock (ovvero la versione molto meno nobile e poetica di Robin Williams de L’attimo fuggente), mi guardo nelle tasche e ho l’impressione che sia molto di più quel che ho raccolto di quel che ho seminato.  Per ora so che mi porterò via gli sguardi profondi e bruni dei bambini che ti scrutano  le mani delle bambine che mi accarezzano i capelli ad ogni occasione, sono così diversi…Meshacki che, dopo aver tentato invano di insegnarmi a giocare a calcio mi dice Sister, now my leg is very very tired  i canti stonati delle dieci di sera dei ragazzi e i canti (intonati) delle sei del mattino delle ragazze  gli occhi grandi di tutti quando capisci che si aspettano qualcosa, ma non sai cosa

il silenzio di certi istanti

l’immensità di certi spazi

i ragazzi che capisci che farebbero qualunque cosa per proteggere i fathers,  quelli che ti dicono che sanno che se solo riuscissero a venire in Italia diventerebbero ricchi e tu che cerchi di spiegargli che non è proprio così  la faccia da principe azzurro di Sabri  il muso di Lilian il giorno che è arrivata a scuola con gli occhiali da vista, l’unica nel giro di migliaia di chilometri  le ragazze che si scatenano in adorazione dei ragazzi durante la partita di calcio, gli stessi ragazzi che durante il giorno quasi non osano nemmeno guardare  e sister Bindu che guarda sorridendo, come se quello fosse un angolo di trasgressione concessa  il bucato al lavatoio delle sisters in mezzo ai banani, sotto il sole del mattino, perché almeno le ragazze sono a scuola e non vedono che a me lasciano usare l’acqua del rubinetto invece di mandarmi a prenderla dall’altra parte del mondo

la certezza di quanto siano inutili miliardi cose che noi abbiamo

la certezza di quanto siano fondamentali alcune cose che loro non hanno

la certezza che sarebbe importante farglielo capire

la certezza di non sapere come fare, in fondo

la paura di sbagliare

Asante sana, tafuti mati babu

About Vin

Ultimo messaggio.

Abbiamo lasciato la missione già da cinque giorni. Ci siamo spostati a Zanzibar per ‘riposarci’ un po’. Ma qui le dinamiche assomigliano molto di più alle nostre e così mi accorgo di quanto sia faticoso lo stile di vita che conduciamo normalmente, persino quando siamo in vacanza.

Se penso a Msolwa? Continuamente e forse mi manca più di quanto io voglia far credere. Che cosa esattamente mi manchi non l’ho ancora compreso. Sicuramente le persone che cominciavano a non considerarmi più soltanto come un ospite; Ronnie, una cagnolina all’inizio difficile da avvicinare e che invece alla fine mi saltava addosso; quei venti minuti di intervallo durante i quali perdevo tre anni di vita, giocando con i più piccoli; le stelle di notte, così vicine da pungerti la faccia; l’albero in mezzo al campo da calcio; la spontaneità nei gesti e nelle parole che non sempre capivo; la notte che arrivava all’improvviso…Tutte cose che ho visto, vissuto con un’intensità che non immaginavo. Cose normali che fanno però sembrare il mio mondo piccolo, piccolo. Talmente piccolo che a questo punto non capisco più come ci si possa perdere.

Cosa ho lasciato a Msolwa? Tanta buona volontà ed entusiasmo, in perfetto stile Find the Cure e poi una casa che qualcuno prima di me aveva già cominciato a costruire: senza mura, senza porte e finestre, senza tavoli o sedie, senza un letto o una cucina, senza un bagno… Ma comunque una casa, dove basta entrare per un attimo per sentirsi come nella propria. Forse non è ancora abbastanza grande, ma ho fatto il possibile nel tempo che avevo a disposizione. A chi in futuro volesse visitarla e magari ampliarla, non c’è problema: la casa è sempre aperta. Basta trovarla.

2 Commenti a About Esther…about Vincenzo..

Silvia Identicon Icon Silvia

agosto 27th, 2010 at 09:06

Solo un Grazie immenso a tutti …

Ruggero Identicon Icon Ruggero

agosto 29th, 2010 at 08:43

Era un pò che non entravo, nel Vostro sito, oggi domenica ultimo giorno di ferie, ferie… giorni di non lavoro (ferie!!!) domani si ricomincia il solito tram tram, beh quando tutto sembra sempre uguale, tutti i giorni passano nello stesso modo, mi fermo a leggerVi e capisco che grandi persone siete… non ho molto da dire a parole, non sono una persona che con le parole riesce sempre ad esprimere ciò che sente, ma come dico sempre SIETE GRANDISSIMI RAGAZZI, GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!

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