
DAY 3
Salutiamo Fr Raju che ci ha ospitato ad Alyabad e ci dirigiamo verso Dharmaram. Sara’ una giornata densa di impegni: dobbiamo infatti vedere a che punto sono i lavori di costruzione della scuola e successivamente raggiungere Ponugodu.
Arriviamo alla nostra destinazione dopo due ore: qui insieme a Fr. John (che ha fatto un pezzo di strada con noi) siamo contenti di constatare che tutto procede regolarmente e quasi sicuramente la scuola sara’ finita entro Giugno. Ci fermiamo per mangiare e Fr. Joshi, responsabile della missione di Dharmaram, ci spiega che terminata la struttura, i bambini (che ad oggi sono 243) seguiranno lì le lezioni mentre l’attuale piccola scuola verrà adibita a “casa per anziani”.
Dopo aver gustato le prelibatezze indiane affrontiamo la seconda parte del viaggio e verso le 17 arriviamo a Ponugodu dove Fr. Varghese e i bambini dell’orfanotrofio ci stanno aspettando. Come sempre l’accoglienza e’ molto calorosa e allegra. Posati i bagagli siamo travolti dal loro entusiasmo ed e’ subito festa! La serata trascorre veloce tra palloncini, canti e fragorose risate.
Day 4
Come di consuetudine in tutte le missioni indiane dedichiamo la mattinata a discutere con Fr. Varghese sull’andamento dell’orfanotrofio.
La nostra prima preoccupazione va allo stato di salute dei bambini: dal punto di vista sanitario non necessitano di cure particolari quindi il nostro compito rimane quello di controllare la piccola farmacia dell”ostello e ripristinare i farmaci mancanti che compriamo nel piccolo medical store indicatoci da Silvia.
Fr. Varghese ci parla della necessità di acquistare nuove divise scolastiche, vestiti e scarpe per i bambini. Decidiamo quindi di comprarli utilizzando i soldi donati dagli amici di Desirè. Come da consegna lasciataci dai ragazzi di Mission VI, verifichiamo che siano stati terminati i lavori di cementazione della pompa idrica e di posizionamento del filtro dell’acqua. A mezzogiorno ci uniamo a padre Varghese e lo aiutiamo nella distribuzione del cibo agli anziani: ad oggi le persone inserite nel “Food Program” sono 50.
Ma dopo il dovere…il piacere! Dividiamo i bambini in due gruppi e giochiamo con i maschietti a calcio e con le bambine a pallavolo. Infine con nostra grande sorpresa i bambini organizzano per noi una serata di canti e filastrocche in inglese e nella lingua locale.
Day 5
Ci svegliamo alle 7.30 e dopo la consueta ottima colazione, Fr. Varghese con il nostro fidato autista Isaac ci accompagna a Rangapuram: il villaggio dove vivono Jumanka e Venkata: due persone inserite nel nostro programma “Adotta un malato”.
Siamo molto contenti di vedere che Venkata è migliorata rispetto all’ultima volta che l’abbiamo vista grazie al fatto che quotidiamente assume la terapia che Marco le aveva prescritto l’anno scorso.
Anche Jumanka è molto felice di vederci e lo dimostra con grandi sorrisi e strette di mani, nonostante da qualche giorno abbia febbre e tosse. Compriamo per lui i farmaci necessari e li lasciamo a sua madre.
A Rangapuram troviamo altri tre ragazzi da inserire nel programma “Adotta un malato”. Nonostante non sia stato organizzato un medical camp, la popolazione che ormai conosce FTC accorre numerosa. I tre ragazzi hanno gravi disabilità e per questo non sono in grado di lavorare e quindi di essere autonomi.
Fr Varghese ci accompagna a trovare Janaiah,: vecchia conoscenza di FTC perchè in passato gli avevamo comprato una carrozzina. Purtroppo si trova nella stessa condizione degli altri tre e così decidiamo di aiutare economicamente anche lui.
5 Commenti a Mission VII: day 3, 4 e 5
febbraio 27th, 2010 at 13:33
Ciao ragazzi, ottimo lavoro…pochi ma buoni, davvero! E’ bello vedervi così sorridenti ed entusiasti e ancor più gratificante vedere che i progetti e gli “adotta un malato” proseguono al meglio, spero anche l’uomo operato di catarrata bilaterale, di cui non hai scritto, ma sicura che avete notizie anche di lui. Buona permanenza ad Eluru e salutate tutti.
febbraio 27th, 2010 at 15:35
Ringraziamo tutti quelli che ci sostengono e seguono dall’Italia:veramente non ci sentiamo soli, siete tutti con noi! e dall’India il nostro pensiero va ad Haiti:due missioni,ma un solo obiettivo!
PS:l’uomo operato di cataratta sta bene!ad oggi e’ stato fatto l’intervento all’occhio sinistro, ma abbiamo preso accordi e saldato anche il secondo intervento.
febbraio 27th, 2010 at 17:43
Come sempre èuna grande emozione vedere le foto e leggere i resoconti…state andando alla grande!
Vi abbraccio forte forte.
Un abbraccio grande anche a padre Jose, thomas e saverio.
febbraio 27th, 2010 at 18:14
Fa un certo effetto seguire due missioni contemporaneamente…da una parte l’ India, con i sorrisi dei bambini e del team, dall’altra Haiti, con gli sms che raccontano fatica, scenari tragici e quasi surreali, per chi li legge da qui…
Ma credo ci sia un filo rosso che lega queste diverse mission, e non è solo la meravigliosa umanità, determinazione, energia dei finders coinvolti…è la speranza, è l’utopia che diventa realtà…
I risultati ottenuti in India, il progressivo miglioramento dei progetti avviati e consolidati, i muri di una scuola che si sono innalzati laddove c’era il vuoto, le persone curate, i bambini, che sono il futuro dell’umanità, ai quali è data l’opportunità di crescere nel calore e di studiare per costruirsi un’alternativa alla miseria…questi sono i frutti che verranno anche dal seme impiantato ad Haiti…per quanto “piccolo” sia il primo passo raccontato da Daniele, ha in sè la potenza della vita che si risveglia…
Magari Haiti non avrà uno sviluppo di progetti come l’India, perchè non si può direzionare le energie contemporaneamente in ogni luogo del mondo e find the cure è fatta di uomini e donne primaditutto, che sono limitati in quanto tali…non onnipotenti…anzi, il senso di impotenza è spesso quello che più lacera il cuore dll’uomo…
Ma anche se la “goccia” in quella terra fosse circoscritta nel tempo a questa mission Oh, porta con sè la forza della solidarietà. Il cibo portato a bordo di muli lascerà in chi lo riceve la sensazione di non essere solo, la gratitudine per chi si è speso e la fiducia nell’umanità, perchè tra tanti che, infelici, portano sofferenza ad altri, ce ne sono molti che amano con lo sguardo, con il sorriso, con la com-passione laddove l’azione è inibita, e con la fatica dei gesti concreti laddove qualcosa si può fare…
Namasté al team Mission VII che porta la presenza e il supporto ai progetti in India, a dire “continuiamo a camminare con voi!” e namastè al presi che sta portando la sua goccia in un terreno che ha una sete disperata…certa che altri, come lui, stiano provando a fare lo stesso per il popolo haitiano.
Good luck & bonne chance ad entrambe le missions!
Barbara
febbraio 27th, 2010 at 22:05
ciao carlo siamo a casa tua abbiamo visto le foto e come sempre ci emozionano, ci colpiscono in particolare modo gli anziani e i bambini che sono i piu’ indifesi. Abbiamo visto anche la scuola in costruzione, speriamo che venga ultimata al piu’ presto un caloroso abbraccioa tutti.